Sulle ali di Enea

Piaccia o meno, occorre fare in fretta i conti, con la contemporaneità e con la storia, col dolore di chi soffre e l’ignavia di chi brucia ricchezza… perché il mondo è gonfio di ingiustizie, lotte, negazione di Dio.

Piaccia o meno, occorre fare in fretta i conti, con la contemporaneità e con la storia, col dolore di chi soffre e l’ignavia di chi brucia ricchezza… perché il mondo è gonfio di ingiustizie, lotte, negazione di Dio.

Dimentichiamo che noi stessi siamo terra. Il nostro stesso corpo è costituito dagli elementi del pianeta, la sua aria è quella che ci dà il respiro e la sua acqua ci vivifica e ristora.

Nell’ordine dei "contrariâ€, si dimentica che il fondatore del futurismo è l’autore dei manifesti dell’arte sacra, pubblicati nella “Gazzetta del Popolo†di Torino del 23 Giugno 1931

Il Governo americano sta svendendo a una multinazionale una delle terre più sacre degli Apache, l’equivalente del nostro Monte Sinai, per farci una miniera!
Ma i capi della tribù, infuriati, sono riusciti ad ottenere un incontro a Washington per bloccare il progetto e noi possiamo aiutarli.

È qui drammaticamente annunciato come il futuro dell’uomo sarà segnato dall'ineluttabilità della violenza, dalla tragica presenza di continui conflitti, di lotte fratricide.

...stare in piazza per condividere la gioia e un piatto di pasta con i poveri, con i nostri amici non vedenti, con i malati rari, con gli immigrati.

Ha ricordato ai potenti della terra che Dio li chiamerà a giudizio un giorno.
E' evidente che l'Islam è intriso di una religiosità che pervade la cultura, la società , l'economia e la politica. E se noi vogliamo capire l'Islam, è da qui che dobbiamo partire, sapendo che cinquanta Stati islamici non hanno mai ratificato la "Dichiarazione dei diritti universali dell'uomo" proclamata dall'ONU nel 1948.

Una cultura ricca e un perno, quello cristiano, intorno al quale ha ruotato la sua identità per molto tempo, dopo la diaspora.
Nel centenario di un Genocidio quasi dimenticato, una mostra apre le porte su questa civiltà .

In un solo mese, più di mille intellettuali di questa etnia, tra cui giornalisti, scrittori, poeti e perfino delegati al Parlamento furono deportati verso l’interno dell’Anatolia e massacrati lungo la strada.
Nelle marce della morte, che coinvolsero 1.200.000 persone, centinaia di migliaia morirono per fame, malattia o sfinimento.