Roma - Campidoglio Sala della Protomoteca
Roma in arte oggi
di Dante Fasciolo
Rappresentare Roma attraverso immagini pittoriche nuove, espressione di artisti contemporanei, non è compito di poco conto.
Roma, città eterna, sovraccarica di bellezze artistiche ed architettoniche continua a suscitare emozioni ed ispirare artisti di ogni dove dotati di talento e sensibilità.
E’ il caso della rassegna “Roma tra passato e futuro”, opere pittoriche in mostra a Roma presso la Sala della Protomoteca del Campidoglio .


Diciannove gli artisti partecipanti, ciascuno con un’opera originale appositamente realizzata per l’occasione, a cornice della conferenza promossa da Daniela Negrelli e Andrea Nassi per Interart 24.
“Inauguriamo questa Mostra e Conferenza sul tema “Roma tra passato e futuro”, ‘dialogo tra i tempi , dalla realtà all’immaginario’ con l’idea che il dialogo artistico ‘Roma’, tra ciò che è stato e ciò che sarà, non si interrompe mai”; sono le prime parole pronunciate dal Direttore Artistico dell’incontro, Architetto Luigi Salvatori, la cui relazione è trascritta in questa pubblicazione.


In effetti, lo scopo dell’iniziativa è stato quello di dare continuità al sentimento per la città, la sua storia, il suo essere presente particolarmente vivo nell’animo creativo degli artisti, sensibili ambasciatori del proprio amore e della bellezza in offerta alla sensibilità cittadina.
Esaminando le opere esposte si possono ravvisare i tratti dell’arte di scuola, sottesi ad interpretazioni del presente che un’attenta lettura filologica ne rivela la esistenzialità contraddittoria del tempo odierno e la necessità della ricerca di un senso che armonizzi le ragioni della vita sociale, civile, etica e spirituale.


Ecco presenti occhi aperti sul futuro di una vita nuova, contrapposti ai colori antichi delle case nei vicoli; serenità di una donna al sole in spiaggia, per contro l’immagine scultorea evanescente di un corpo femminile dalle sembianze di antica statua; effusioni e musica: un amore eroico tradito da Teseo salvato dall’ amore divino di Dioniso…una scena tinta nouar.. uno squarcio di luce sui protagonisti; barche in gara e l’incitazione da terra; e farfalle con ali stigma di nazioni che librano da un Colosseo colorato; l’immagine di una fisionomia corrente su un busto marmoreo richiama un’antica discendenza; così come una moderna rappresentazione simbolica fissa un’ auspicabile nuova “Caduta da Cavallo del nostro tempo” ubbidiente al richiamo di un lontano invito.


Tanti i temi che si rincorrono nei quadri al Campidoglio: La necessità di capire cos’è l’integrazione di una persona che viene da lontano, e il tempo in cui nel sontuoso palazzo del potere di tempi passati la poltrona del ‘Re’ dismetta il suo ruolo e venga nascosta da un velo; Il simbolico Barocco Romano di Piazza Navona interfaccia l’armonia di intessute pezzature di colore; la sontuosità antica del Pantheon è in gara con l’imponente segmento dell’Arco di Druso.


Ancora: corpi che fluttuano in un vuoto cosmico, emblema di una falsa interconnessione tra le persone, matrice di una sempre più accentuata solitudine fluttuante tra promesse di benessere e tradimenti del sentimento. Visione pessimistica del futuro della società? Forse. Lotta per un riscatto totale? Un’esigenza sentita e non procrastinabile…


E’ un ultimo quadro a richiamare la coscienza: “Quo Vadis” ieri impronta della Roma sulla via del cambiamento… oggi un monito… il pittore ha sovrapposto fisionomie varie in unico grande simil volto la totalità dell’odierna umanità chiamata a testimoniare la domanda “quo Vadis” : dove vai? Dove noi tutti stiamo andando?
