#373 - 15 febbraio 2026
AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo numero rimarrà  in rete fino alla mezzanotte del giorno sabato 28 febbraio, quando lascerà  il posto al numero 374 - BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi alcune massime: "Nessun impero, anche se sembra eterno, può durare all'infinito" (Jacques Attali) "I due giorni più importanti della vita sono quello in cui sei nato e quello in cui capisci perchè" (Mark Twain) "L'istruzione è l'arma più potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo" (Nelson Mandela) "Io non posso insegnare niente a nessuno, io posso solo farli pensare" (Socrate) «La salute non è un bene di consumo, ma un diritto universale: uniamo gli sforzi perchè i servizi sanitari siano accessibili a tutti». Papa Francesco «Il grado di civiltà  di una nazione non si misura solo sulla forza militare od economica, bensì nella capacità  di assistere, accogliere, curare i più deboli, i sofferenti, i malati. Per questo il modo in cui i medici e il personale sanitario curano i bisognosi misura la grandezza della civiltà  di una nazione e di un popolo». Alberto degli Entusiasti "Ogni mattina il mondo è un foglio di carta bianco e attende che i bambini, attratti dalla sua luminosità , vengano a impregnarlo dei loro colori" (Fabrizio Caramagna)
Editoriale

Il possibile

di Dante Fasciolo

La politica, si sa, è l'arte del possibile;
e riferita a casa nostra, ove vige la democrazia,
non può prescindere dall' aritmetica.

Per decenni si è a lungo giocato senza scrupoli col pallottoliere:
maggioranze e minoranze, buoni e cattivi, ingenui e furbi,
leali e traditori, dialoganti e sabotatori,
insomma l' arte del possibile si è spesso trasformata
in arte dell' impossibile orgogliosamente
e sfacciatamente difesa in nome della democrazia.

I tempi, si sa anche questo, cambiano;
e se all' orizzonte spunta qualche nuovo possibilista,
per molti si fa urgente rispolverare
i manuali del contrasto costi ciò che costi.

Si incomincia a rinnegare tutto ciò si era detto
in un passato anche recente e ora non più conveniente
nella logica di un ragionamento alla rovescia,
perchè all' interlocutore nuovo non piace.

E se all' orizzonte spuntano possibilità concrete
e alcuni traguardi sono a portata di mano,
non si può dar vinta a chi accelera il cambiamento
perchè sconfessata sarebbe la lunga inettitudine.

Povera Grande Italia, in balia di menti così piccine,
dove è finito l' amor patrio, e la coscienza nazionale,
dove sono gli eredi di uomini di fede e di coraggio
che pure hanno ridato orgoglio alla nazione
subito dopo la tragedia della guerra?

Ogni medaglia ha il suo rovescio, è vero,
e non tutto va per il verso giusto,
ma occorre distinguere il bene comune
dall' effimero tornaconto personale.

Giochiamo a carte scoperte, a viso aperto:
abbiamo adulti senza lavoro e senza speranza,
giovani demotivati senza un futuro certo,
una economia che stenta a decollare
e pochi ricchi sempre più ricchi e spavaldi
che succhiano le residue ricchezze del paese
mentre sottraggono allo stato le dovute risorse.

Nella partita aperta delle riforme per nuovi equilibri
e per l'affermazione di una politica attiva
che sappia interpretare il diritto delle persone,
c'è chi ancora non si vergogna di frapporre ostacoli
e lotte con pretestuose rivendicazioni
pur di negare il proprio sostegno al possibile.

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