Il possibile
di Dante Fasciolo
La politica, si sa, è l'arte del possibile;
e riferita a casa nostra, ove vige la democrazia,
non può prescindere dall' aritmetica.
Per decenni si è a lungo giocato senza scrupoli col pallottoliere:
maggioranze e minoranze, buoni e cattivi, ingenui e furbi,
leali e traditori, dialoganti e sabotatori,
insomma l' arte del possibile si è spesso trasformata
in arte dell' impossibile orgogliosamente
e sfacciatamente difesa in nome della democrazia.
I tempi, si sa anche questo, cambiano;
e se all' orizzonte spunta qualche nuovo possibilista,
per molti si fa urgente rispolverare
i manuali del contrasto costi ciò che costi.
Si incomincia a rinnegare tutto ciò si era detto
in un passato anche recente e ora non più conveniente
nella logica di un ragionamento alla rovescia,
perchè all' interlocutore nuovo non piace.
E se all' orizzonte spuntano possibilità concrete
e alcuni traguardi sono a portata di mano,
non si può dar vinta a chi accelera il cambiamento
perchè sconfessata sarebbe la lunga inettitudine.
Povera Grande Italia, in balia di menti così piccine,
dove è finito l' amor patrio, e la coscienza nazionale,
dove sono gli eredi di uomini di fede e di coraggio
che pure hanno ridato orgoglio alla nazione
subito dopo la tragedia della guerra?
Ogni medaglia ha il suo rovescio, è vero,
e non tutto va per il verso giusto,
ma occorre distinguere il bene comune
dall' effimero tornaconto personale.
Giochiamo a carte scoperte, a viso aperto:
abbiamo adulti senza lavoro e senza speranza,
giovani demotivati senza un futuro certo,
una economia che stenta a decollare
e pochi ricchi sempre più ricchi e spavaldi
che succhiano le residue ricchezze del paese
mentre sottraggono allo stato le dovute risorse.
Nella partita aperta delle riforme per nuovi equilibri
e per l'affermazione di una politica attiva
che sappia interpretare il diritto delle persone,
c'è chi ancora non si vergogna di frapporre ostacoli
e lotte con pretestuose rivendicazioni
pur di negare il proprio sostegno al possibile.
