#372 - 1 febbraio 2026
AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo numero rimarrà  in rete fino alla mezzanotte del giorno sabato 28 febbraio, quando lascerà  il posto al numero 374 - BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi alcune massime: "Nessun impero, anche se sembra eterno, può durare all'infinito" (Jacques Attali) "I due giorni più importanti della vita sono quello in cui sei nato e quello in cui capisci perchè" (Mark Twain) "L'istruzione è l'arma più potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo" (Nelson Mandela) "Io non posso insegnare niente a nessuno, io posso solo farli pensare" (Socrate) «La salute non è un bene di consumo, ma un diritto universale: uniamo gli sforzi perchè i servizi sanitari siano accessibili a tutti». Papa Francesco «Il grado di civiltà  di una nazione non si misura solo sulla forza militare od economica, bensì nella capacità  di assistere, accogliere, curare i più deboli, i sofferenti, i malati. Per questo il modo in cui i medici e il personale sanitario curano i bisognosi misura la grandezza della civiltà  di una nazione e di un popolo». Alberto degli Entusiasti "Ogni mattina il mondo è un foglio di carta bianco e attende che i bambini, attratti dalla sua luminosità , vengano a impregnarlo dei loro colori" (Fabrizio Caramagna)
Fotografia

Aberdeen

di Guido Alberto Rossi

Aberdeen ormai è diventato un sobborgo di Hong Kong ma, ai tempi della dinastia Ming, era praticamente la città principale dell’isola.

Aberdeen

La sua popolazione era in gran parte di etnia Tanka, che possono essere gemellati con i Veneziani perché vivevano e vivono sull’acqua.
Tutti pescatori o naviganti che abitano, mangiano e dormono con tutta la famiglia, nonni compresi, sulle pittoresche giunche ormeggiate tutte in bel ordine una a fianco all’altra.

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All’epoca formavano una vera e propria città galleggiante, con tanto di barche negozi.
Oggi gli abitanti Tanka sono rimasti in pochi, riconoscibili per il loro tipico cappello di paglia e non troppo amichevoli con i turisti che vogliono fotografarli; se vi trovate lì evitate di farvi un selfie insieme a meno che non glielo chiediate prima con molta gentilezza, se invece pensate di fargli uno scatto di nascosto, accertatevi di non essere troppo vicini all’acqua.

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Negli anni 60’ le allora autorità Inglesi costruirono delle dighe all’entrata della baia e Aberdeen diventò un Typhoon Shelter, che tradotto vuol dire un porto sicuro ai tifoni che periodicamente spazzano questo pezzo di Cina, tra maggio e settembre, con forze variabili a seconda di come gli gira.

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Aberdeen era una delle mie mete fisse quando andavo a Hong Kong. Specialmente agli inizi degli anni 70’ era un posto straordinario per fotografare e poi non era ancora una attrazione turistica, come poi è diventata, non c’era ancora il Jumbo Floating Restaurant (aperto nel 1976 e affondato nel 2022), che era un gigantesco barcone dove 2,300 persone, contemporaneamente, potevano mangiare involtini primavera, anatre laccate, crostacei e pesci vari, che vivi, aspettavano in grandi vasche di essere scelti e cucinati a piacere.

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Facevo sempre un salto al porto, principalmente perché mi piaceva, amavo il caos e la vivacità galleggiante, affittavo una barchetta con tanto di rematore Tanka e giravo per i canali tra le giunche e le case galleggianti più per puro divertimento che per lavoro, poi chiaramente scattavo foto a mitraglia a tutte le situazioni che mi intrigavano, non erano immagini che si vendevano quotidianamente, ma era divertente farle.

La foto che obbligatoriamente dovevi scattare a Hong Kong, se avessi voluto ripagarti almeno delle spese del viaggio, era riprendere le magnifiche giunche a vela, rigorosamente con lo sfondo dei grattacieli. Un amico fotografo australiano ne aveva addirittura noleggiata una dalle bellissime vele rosse e l’aveva fatta navigare avanti e indietro, vicino e lontano e a tutte le ore nelle acque antistanti i palazzi, fino a scattare la foto perfetta.

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L’alternativa era sperare di avere la fortuna di trovarne una in navigazione nel posto giusto quando attraversavi con il traghetto Star Ferry, da Kowloon a Hong Kong e ritorno, se lo facevi un po’ di volte prima o poi ti capitava.

Aberdeen

Oggi Aberdeen è sempre un posto che merita una visita, ovviamente è molto cambiato, le giunche a vela e le case galleggianti sono quasi del tutto sparite, sostituite da flotte di pescherecci, yacht e altri barconi a motore.

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Lungo la riva della baia, hanno costruito centinaia di grattacieli, lungo le strade intorno al porto sono nati centinaia di bar, ristoranti, fast food e negozi; anziché le barche a remi manovrate da abili Tanka al remo, ci sono pittoresche barchette a motore, magari pilotate da un avvocato disoccupato.

Aberdeen

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