#371 - 15 gennaio 2026
AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo numero rimarrà  in rete fino alla mezzanotte del giorno sabato 31 gennaio quando lascerà  il posto al numero 372 - BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi alcune massime: "Nessun impero, anche se sembra eterno, può durare all'infinito" (Jacques Attali) "I due giorni più importanti della vita sono quello in cui sei nato e quello in cui capisci perchè" (Mark Twain) "L'istruzione è l'arma più potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo" (Nelson Mandela) "Io non posso insegnare niente a nessuno, io posso solo farli pensare" (Socrate) «La salute non è un bene di consumo, ma un diritto universale: uniamo gli sforzi perchè i servizi sanitari siano accessibili a tutti». Papa Francesco «Il grado di civiltà  di una nazione non si misura solo sulla forza militare od economica, bensì nella capacità  di assistere, accogliere, curare i più deboli, i sofferenti, i malati. Per questo il modo in cui i medici e il personale sanitario curano i bisognosi misura la grandezza della civiltà  di una nazione e di un popolo». Alberto degli Entusiasti "Ogni mattina il mondo è un foglio di carta bianco e attende che i bambini, attratti dalla sua luminosità , vengano a impregnarlo dei loro colori" (Fabrizio Caramagna)
curiosità

La "Pecora Nera"

di Roberto Bonsi

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In quell’immenso …”gregge” composto dall'animale uomo e da tutti i suoi consimili, esiste sempre qualcuno che per carattere od altre sue umane peculiarità e condizioni di vita, si contraddistingue dagli altri, e queste sono le cosiddette: "Pecore nere”, le quali sono considerate in maniera oltremodo negativa, ma dovete comprendere che questo non è del tutto vero, e più avanti nel nostro scrivere, vi esprimiamo il concetto che vede le “Pecore nere” anche e soprattutto nel senso più positivo possibile.

Che dire …???. Ma chi sono codeste …???. Torniamo ora di botto a scrivervi nuovamente dell’animale uomo, e cioè di menzionare noi tutti, e con il grande “esercito” delle “Pecore nere” di fatto non escluse. Esse sono spesso presenti nel ristretto ambito di un contesto familiare e nell'ambito della società nel suo vasto insieme, e si menzionano sempre con un per nulla malcelato disprezzo.

Una Pecora nera”, lo è perché in un “gregge” dove le pecore sono in prevalenza visibili con il loro manto bianco, se vi è una sola di esse con il manto nero, quest’ultima si distingue fortemente, e quindi attira maggiormente l’attenzione dei più, e così per l’appunto è chi indica a menadito un suo simile, una persona che ha comportamenti diversi ed anche idee non parificate alle altre, questo in seno ad un qualsiasi altro nucleo familiare.

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La “Pecora nera”, nel senso umano del termine, ha delle opinioni personali che divergono da quelle degli altri, e spesso non riesce ad imporsi, e come tale viene drasticamente isolata e di fatto messa da parte.
La ”pecora nera” diventa così un gravoso elemento di disturbo, non rispettando in pieno le aspettative dei suoi familiari, ed è così messa all’indice ed anche al medio, in un contesto lavorativo, ed anche oltre questi.
Secondo la psicologia, quella perlopiù applicata alla massa, ovvero alla sociologia “Tout-court”, ecco che la stessa viene a definirsi come un corpo estraneo a latere della famiglia stessa, perlomeno all’apparenza, unita.

La “pecora nera” dona nuovi impulsi nel vedere di … “cambiare le carte in tavola”, le cose che non vanno. L’uomo a cui fanno indossare questo tipo di “Maschera” non è affatto un malvagio od un fuor di senno, ma è una persona, e qui ci ripetiamo, che riesce quasi sempre a “rompere degli schemi” e seppur a fatica, dei “muri di gomma”. Ci vuole davvero una buona dose di coraggio dopo esser stati additati come una “Pecora nera".
Per farla breve, la pecora in questione è portatrice di verità sacrosante e di cambiamenti notevoli. Che dite …???. Non è forse meglio essere una “Pecora Nera”?. Noi scriviamo di sì. Ci vogliono le “palle” per vivere nel mondo d’oggi, e questo forse più di ieri.

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La pecora è in genere un elemento biblico ed anche evangelico di grande importanza, e simboleggia, la purezza dell’animo. E’ docile, ed è fragile nello stesso tempo, ed il suo belare è diventato nel corso degli anni un suono onomatopeico, che va per la maggiore, specie tra i ragazzini e le loro coetanee di oggigiorno. Possiede anche un qualcosa di spirituale. Questo ripensando ai pastori che portarono questi ovini fino alla grotta di Betlemme, per “omaggiare” il Gesù Bambino. Anche Gesù ormai adulto prese tra le sue braccia un agnellino. -”Non è la pecora nera ad essere diversa, sono le pecore bianche ad essere tutte uguali tra di loro”- , Questo tanto si dice, ed anche in questo caso non si pecca di menzogna. Così scrisse il neurologo e psicoanalista austriaco Sigmund Freud: -” la folla sa essere un docile gregge e non è mai stata capace di vivere ed operare senza un qualcuno che “spadroneggia, questo” su di essa, e da qui si innesta la dittatura. Mark Twain, scrisse: -”Creare l’uomo fu un’idea bizzarra ed originale, ma aggiungere una pecora fu una forma di tautologia”-.

-”Fuori dal gregge come stile di vita, sempre!”- (Anonimo). Dobbiamo comunque ed ancora una volta ribadire che la “Pecora nera” non intende sfidare il mondo per una sua specifica forma di ribellione, ma lo fa per essere fedele al proprio “io”, e non rompe delle tradizioni innate, ma spezza solo delle possenti catene od almeno ci prova. In famiglia è anche quella che, nonostante tutto, aiuta maggiormente qualcuno dei suoi cari. Non abbiate quindi nessuna paura di pensarla intelligentemente in modo diverso dagli altri. Siete delle “Pecore nere”?. E allora!!!. Va bene così …!””. Anche chi ha scritto sin qui è una “Pecora Nera”, e ripetiamo: :”Va bene così”. Abbiamo preso … “schiaffi” ma anche tante umane considerazioni, non da poco. Il nero non è considerato alla stregua di un colore, ma lo stesso dipinge tante situazioni a prima vista brutte, ma è il bello che poi viene e colora la vita, ed è tutto un “Arc en Ciel”-.”Pecora nera”, due sole e semplici parole che per la lungua italiana sono una derivazione dal greco antico che tradotto fa: molto e verbale, che sono due termini che definiscono un’ espressione di natura “polirematica” e sono caratterizzate da una unità sintattica ed anche semantica interna, come ad esempio, sempre nella nostra lingua madre, “Gioco di carte” oppure “Scala mobile” od altro ancora.

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Tornando al “gregge” quello ovino per intenderci, la “Pecora nera” più conosciuta e più pregiata qui da noi nel nostro Pese, è quella di Arbus in Sardegna, nel Medio Campidano e nell’Ogliastra. Ritornando invece all’animale uomo, proclamiamo con forza che con la vita d’oggidì è sempre meglio essere delle autentiche “Pecore nere”. Non siate inetti, siate delle vere e proprie “Pecore nere”.

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