#370 - 1 gennaio 2026
Il DIRETTORE DEL GIORNALE E I REDATTORI TJUTTI AUGURANO UN SERENO NUOVO ANNO - AAA ATTENZIONE - Questo numero rimarrà in rete fino alla mezzanotte del 14 gennaio, quando lascerà il posto al numero 371. Ora MOTTI per TUTTI : - Finchè ti morde un lupo, pazienza; quel che secca è quando ti morde una pecora ( J.Joyce) - Lo sport è l'unica cosa intelligente che possano fare gli imbecilli (M.Maccari) - L'amore ti fa fare cose pazze, io per esempio mi sono sposato (B.Sorrel) - Anche i giorni peggiori hanno il loro lato positivo: finiscono! (J.Mc Henry) - Un uomo intelligente a volte è costretto a ubriacarsi per passare il tempo tra gli idioti (E.Hemingway) - Il giornalista è colui che sa distinguere il vero dal falso e pubblica il falso (M. Twain) -
Arte

Focus sulle atmosfere senza tempo del celebre romanzo di Collodi.

Pinocchio

Impegno artistico etico e sentimentale dell'artista Capri Otti

Nella prestigiosa sede del Museo Illustrazione Contemporanea di Grottammare sono esposti (fino al 26 gennaio) oltre ai 38 bronzetti dedicati alle Avventure di Pinocchio, realizzati dall'artista Capri Otti in omaggio al primo illustratore di Pinocchio, Enrico Mazzanti, 1883, e altre recenti opere, titolo: "Pinocchio nel tempo della guerra”.

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Le due sculture in legno rappresentano un Pinocchio con l’incisione della definizione di Benedetto Croce del1903 secondo cui “Il legno in cui è intagliato Pinocchio è il legno dell’Umanità” e un’altra in cui Pinocchio appena sbozzato porta il lutto dalla parte del cuore per tutti i bambini e le bambine investiti dalla tragedia immane e insensata delle guerre, derubati della loro infanzia, quando non uccisi.

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Il Trittico in terracotta e ceramica smaltata si compone di tre sculture.
La prima mostra Pinocchio affamato, dal cui petto emerge una moltitudine di bambini imploranti un tozzo di pane o un cucchiaio di minestra. “Che brutta malattia che è la fame!” dice Pinocchio, “soprattutto quando è usata come arma di guerra” aggiunge l’autore.

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La seconda scultura si intitola “Lacrime di Pinocchio”. Alcuni frammenti di vetro sono stati inseriti nella terracotta e fondendo hanno dato vita a dei solchi con i colori della bandiera Ucraina e quella di Palestina e del Sudan (che condividono gli stessi colori).
Nel petto di Pinocchio una fossa comune con tanti corpicini avvolti da un lenzuolo, attendono, come bozzoli, di aprire le loro ali.

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La terza scultura “Pinocchio non ha il cuore di legno”, presenta Pinocchio finalmente bambino con nel petto una colomba ferita da una scheggia di missile russo lanciato sulla città di Kharchiv, donata all’autore dagli amici della diaspora ucraina di Santa Sofia a Roma.

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Con queste opere l’Autore vuole esprimere, insieme a Pinocchio, il suo concetto di pace: la pace è prendere posizione dove la dignità umana è calpestata. "Sono molto grato alle Autorità Civili del Comune di Grottammare per l’ospitalità offertami e al Presidente dell’Associazione Lido degli Aranci/Pro Loco Grottammare, Alessandro Ciarrocchi, per l’allestimento della mostra e la realizzazione del libro/catalogo della mostra", scrive l'artista Capri Otti.

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Pier Francesco Bernacchi - Presidente Fondazione Nazionale Carlo Collodi - ndell'introdurre la mostra scrive:
"E’ con vivo piacere che presento questa esposizione di Luciano Capriotti, in arte Capri Otti, che con le sue trentotto sculture in bronzo ha saputo restituire nuova vita alle atmosfere senza tempo di Pinocchio.

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Realizzate secondo l’antichissima tecnica della “fusione a cera persa”, nata oltre cinquemila anni fa e giunta a noi pressochè immutata, queste opere rivelano una straordinaria finezza plastica e una sensibilità narrativa rara.

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Ispirandosi alle illustrazioni originali di Enrico Mazzanti (1883), l’artista ricrea i momenti più iconici del romanzo con un equilibrio perfetto tra rispetto filologico e interpretazione personale.

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La mostra ha riscosso un notevole successo tanto a Collodi – dove le sculture sono state accolte con entusiasmo nel Parco di Pinocchio e negli spazi della Fondazione_ quanto a Lucca, nelle sale del Museo della Zecca.

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E’ significativo ricordare che questa serie è nata nel silenzio del lockdown, quando Capriotti, confortato dalla rilettura del capolavoro collodiano, ha trasformato l’isolamento in creatività, modellando una dopo l’altra le scene che più lo avevano emozionato.

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l risultato è una raccolta preziosa, capace di parlare agli amanti di Pinocchio e agli estimatori della grande tradizione artistica italiana."

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