#370 - 1 gennaio 2026
AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo numero rimarrà  in rete fino alla mezzanotte del giorno sabato 28 febbraio, quando lascerà  il posto al numero 374 - BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi alcune massime: "Nessun impero, anche se sembra eterno, può durare all'infinito" (Jacques Attali) "I due giorni più importanti della vita sono quello in cui sei nato e quello in cui capisci perchè" (Mark Twain) "L'istruzione è l'arma più potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo" (Nelson Mandela) "Io non posso insegnare niente a nessuno, io posso solo farli pensare" (Socrate) «La salute non è un bene di consumo, ma un diritto universale: uniamo gli sforzi perchè i servizi sanitari siano accessibili a tutti». Papa Francesco «Il grado di civiltà  di una nazione non si misura solo sulla forza militare od economica, bensì nella capacità  di assistere, accogliere, curare i più deboli, i sofferenti, i malati. Per questo il modo in cui i medici e il personale sanitario curano i bisognosi misura la grandezza della civiltà  di una nazione e di un popolo». Alberto degli Entusiasti "Ogni mattina il mondo è un foglio di carta bianco e attende che i bambini, attratti dalla sua luminosità , vengano a impregnarlo dei loro colori" (Fabrizio Caramagna)
letteratura

San Francesco seconno noantri

Versi in lingua dell'urbe (romanesco)

Francesco

Testo Bartolomeo Rossetti

Disegni di Lucio Trojano

episodio quindicesimo

Francesco

Er lupo de Gubbio

La gente a Gubbio stava a anna' in rovina
pe' via d'un lupo sempre più aggressivo,
fori città s'era magnato vivo
più d'un omo, 'sta bestia era assassina!

Lo trovò San Francesco 'na matina
e je disse: "Che fai, brutto cattivo?"
E allora er lupo, tutto remissivo,
s'accucciò pe' senti' la ramanzina.

Stava lì a testa bassa, bono bono,
a sentisse la predica der santo,
quasi volesse chiedeje perdono.

"Nun lo devi fa' più! Fa' er bon cristiano,
me lo prometti?" E er lupo j'annò accanto
e je mise 'na zampa su la mano.

Er Santo dell'ecologgia

Era davero "ar verde" San Francesco,
era un santo de tutta la natura,
annava a piedi, senza ave' premura,
viaggiava sur "Caval de San Francesco".

Co' li sandali e co' li piedi ar fresco
e co' quer sajo, era 'na vita dura,
ma sapeva parla' co' ogni creatura,
ci aveva un tocco de donchisciottesco.

Sentiva la dorcezza e la poesia
de la natura, n'era innamorato,
era er patrono dell'ecologgia.

Senza ave' gnente, lui ci aveva tutto,
pure cor pranzo sempre risicato,
un piatto de minestra e pane asciutto.

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