#369 - 1 dicembre 2025
AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo numero rimarrà  in rete fino alla mezzanotte del giorno sabato 31 gennaio quando lascerà  il posto al numero 372 - BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi alcune massime: "Nessun impero, anche se sembra eterno, può durare all'infinito" (Jacques Attali) "I due giorni più importanti della vita sono quello in cui sei nato e quello in cui capisci perchè" (Mark Twain) "L'istruzione è l'arma più potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo" (Nelson Mandela) "Io non posso insegnare niente a nessuno, io posso solo farli pensare" (Socrate) «La salute non è un bene di consumo, ma un diritto universale: uniamo gli sforzi perchè i servizi sanitari siano accessibili a tutti». Papa Francesco «Il grado di civiltà  di una nazione non si misura solo sulla forza militare od economica, bensì nella capacità  di assistere, accogliere, curare i più deboli, i sofferenti, i malati. Per questo il modo in cui i medici e il personale sanitario curano i bisognosi misura la grandezza della civiltà  di una nazione e di un popolo». Alberto degli Entusiasti "Ogni mattina il mondo è un foglio di carta bianco e attende che i bambini, attratti dalla sua luminosità , vengano a impregnarlo dei loro colori" (Fabrizio Caramagna)
Diario

L'iniziativa del Diario di Conoscenda 2025 - Edizioni Conoscenza
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June Dalziel Almeida

June Dalziel AlmeidaJune Dalziel Almeida

La donna che ha scoperto il coronavirus

June Dalziel Almeida nasce a Glasgow il 5 ottobre 1930 da un’umile famiglia scozzese. Nel 1947, a 16 anni, nonostante le sue capacità lascia gli studi perché non può sostenere le spese per l’università.

Trova però lavoro al Glasgow Royal Infirmary dove rimane fino al 1954, come tecnico di istopatologia, una branca della medicina che studia le alterazioni strutturali dei tessuti.

Le esperienze professionali a Glasgow, Londra e Toronto le permettono di acquisire competenze determinanti per il suo futuro di scienziata tanto che nel 1964 riesce a conseguire il dottorato in scienze. Pubblica i primi articoli scientifici e affina una tecnica rivoluzionaria per l’identificazione dei virus con il microscopio, che prevede l’inserimento degli anticorpi nei campioni analizzati, una intuizione che le consente di osservare il virus della rosolia, di cui non esistono in quel momento ancora immagini grafiche.

Tornata nel Regno Unito da virologa affermata, lavora nella squadra del dottor David Tyrrel a una ricerca sul virus del raffreddore comune e su un nuovo tipo di virus, il B814, che causa problemi inspiegabili alle vie respiratorie. È in questa circostanza che Almeida osserva proiezioni simili a punte sulla superficie del virus e conia il termine “Coronavirus”, per l’aspetto a forma di corona della membrana esterna dell’agente patogeno.

Forte dei suoi successi, intraprende un dottorato di ricerca presso la London Medical School e, nel 1980, dietro incarico dell’OMS scrive il testo fondamentale, Manual for rapid laboratory viral diagnosis.
Nel 1985 prende una pausa dalla virologia per dedicarsi all’insegnamento dello yoga e all’antiquariato, ma torna a dare il suo contributo decisivo con le prime immagini di alta qualità dell’HIV, il virus che causa l’AIDS.
June Almeida muore nel 2007 all’età di 77 anni, ma le immagini dei suoi successi continuano a illustrare i libri di testo delle facoltà di medicina di tutto il mondo.

June Dalziel Almeida

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