#368 - 1 novembre 2025
AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo numero rimarrà  in rete fino alla mezzanotte del giorno sabato 28 febbraio, quando lascerà  il posto al numero 374 - BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi alcune massime: "Nessun impero, anche se sembra eterno, può durare all'infinito" (Jacques Attali) "I due giorni più importanti della vita sono quello in cui sei nato e quello in cui capisci perchè" (Mark Twain) "L'istruzione è l'arma più potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo" (Nelson Mandela) "Io non posso insegnare niente a nessuno, io posso solo farli pensare" (Socrate) «La salute non è un bene di consumo, ma un diritto universale: uniamo gli sforzi perchè i servizi sanitari siano accessibili a tutti». Papa Francesco «Il grado di civiltà  di una nazione non si misura solo sulla forza militare od economica, bensì nella capacità  di assistere, accogliere, curare i più deboli, i sofferenti, i malati. Per questo il modo in cui i medici e il personale sanitario curano i bisognosi misura la grandezza della civiltà  di una nazione e di un popolo». Alberto degli Entusiasti "Ogni mattina il mondo è un foglio di carta bianco e attende che i bambini, attratti dalla sua luminosità , vengano a impregnarlo dei loro colori" (Fabrizio Caramagna)
Arte

Bergamo - Esposti al Famelio del Cimitero Monumentale
14 gessi della Via Crucis

Piero Brolis

di Amanzio Possenti

Una mostra di 14 gessi della Via Crucis dello scultore Piero Brolis ( Bergamo,1920-1978), opera realizzata per la Chiesa di Ognissanti al cimitero di Bergamo, è stata inaugurata il 30 ottobre. A promuovere l’evento di alto valore storico ed artistico, aperto ai visitatori fino al 16 novembre al Famedio del Cimitero Civico di Bergamo, è la Fondazione Adriano Bernareggi che gli ha dato il titolo ’Non ha nascosto il suo volto’.

L’esposizione - con un calendario ricco di eventi, fra i quali appunto la mostra dell’opera magna di Brolis - fa parte del progetto ’La città nella città’, promosso dalla associazione Contemporary Locus onlus e finalizzato a riscoprire la monumentalità del cimitero di Bergamo.
Molti gessi in esposizione sono stati recentemente restaurati dagli studenti della Scuola di restauro della ’Fantoni’. Tutti i reperti esposti fanno parte della collezione di 63 opere scultoree donate al Museo Diocesano.

Piero Brolis

La Via Crucis di Brolis - realizzata su commissione del frate cappuccino Giangrisostomo, all’epoca della realizzazione in servizio ecclesiale alla Chesa del cimitero - è un’opera d’arte di assoluto valore, estetico, sacro e narrativo, che il grande scultore bergamasco portò a termine, con lungo e prezioso lavoro inventivo, negli anni fra il Sessanta e il Settanta del secolo scorso, esattamente tra il 1961 e il 1971, dieci anni di improbo quanto prezioso lavoro. Ammirata da migliaia di visitatori, mentre ripropone la maiuscola qualità espressiva dell’artista bergamasco , valorizza l’idea proposta dal committente: ’Una scultura capace di coinvolgere il cristiano di fronte alla Passione di Cristo suscitando nel visitatore intensi momenti di fede’.

Opera monumentale - 82 figure sulla realtà umana alla luce dei Vizi capitali, figura dominante di Cristo, altezza naturale dei personaggi, fusa in 98 quintali di bronzo, collocata in modo continuativo per 45 metri sul perimetro murario del Tempio - manifesta pienamente la capacità ideativa, tecnica e narrativa di Brolis, che ha donato ai fruitori futuri lo spirito di una Via Crucis innovativa, quale è unanimemente riconosciuta.

Piero Brolis

L’opera, cara e familiare ai bergamaschi, è uno stimolo al silenzio e alla preghiera e mano mano passa il tempo vede tantissimi visitatori anche dall’estero, richiamati dai valori propri della scultura, nella quale dolore, pietà, fede e speranza si incontrano, intrecciandosi con la presenza nella chiesa anche con il grande mosaico, splendida testimonianza artistica di Trento Longaretti: l’una e l’altra, opere che coinvolgono e coadiuvano l’esperienza cristiana.

Durante la mostra viene proiettato il film sulla storia della via Crucis, realizzato dai bergamaschi Sandro Da Re e Federico Rampini, testo-commento del sottoscritto Amanzio Possenti, documentario che vinse a suo tempo il Festival di Montecatini.

Piero Brolis

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