#368 - 1 novembre 2025
Il DIRETTORE DEL GIORNALE E I REDATTORI TJUTTI AUGURANO UN SERENO NUOVO ANNO - AAA ATTENZIONE - Questo numero rimarrà in rete fino alla mezzanotte del 14 gennaio, quando lascerà il posto al numero 371. Ora MOTTI per TUTTI : - Finchè ti morde un lupo, pazienza; quel che secca è quando ti morde una pecora ( J.Joyce) - Lo sport è l'unica cosa intelligente che possano fare gli imbecilli (M.Maccari) - L'amore ti fa fare cose pazze, io per esempio mi sono sposato (B.Sorrel) - Anche i giorni peggiori hanno il loro lato positivo: finiscono! (J.Mc Henry) - Un uomo intelligente a volte è costretto a ubriacarsi per passare il tempo tra gli idioti (E.Hemingway) - Il giornalista è colui che sa distinguere il vero dal falso e pubblica il falso (M. Twain) -
letteratura

San Francesco seconno noantri

Testo in lingua dell'urbe (romanesco)

Francesco

Di Bartolomeo Rossetti

Disegni di Lucio Trojano

Parte tredicesima

San Francesco contro la guerra

Ma intanto San Francesco se chiedeva:
possibbile che Cristo, er Redentore,
che ha predicato all'ommini l'amore,
'sta guera fra fratelli la voleva?
L'esercito cristiano nun vinceva,
da tempo in quà nun s'era fatto onore,
s'ereno allontanati dar Signore,
faceva ognuno quer che je pareva.
Nun è la forza a dove' ave' raggione,
come se dice, nun c'è peggio sordo
de chi nun vo' senti', monno birbone!
Ce vole solo che li mussurmani
se incontreno e se metteno d'accordo,
senza combatte più, co' li cristiani.

Francesco dar Surtano

Ma come predicava a li cristiani
Francesco annò a parla', cor core in mano
co' li fratelli ar campo mussurmano,
ci annava co' la croce fra le mani.
Manco arivato ar campo, l'indomani,
senza esita' se presentò ar Surtano
armato de la fede der cristiano,
voleva converti' li mussurmani!
Passò fra quele file de nemici
senza che je torcessero un capello,
e doppo un po' se l'era fatti amici.
Er Surtano, a vedello lì tranquillo
parla' de Cristo come a su' fratello,
senza fallo azzitta' stava a sentillo

Francesco

ER corno der Surtano

Er Surtano, da principe regnante,
pe' dimostraje quanto era stimato,
je regalò, ar momento der commiato,
'na cosa de gran preggio, un olifante,
ch'era un corno da caccia, assai squillante.
E dar santo er regalo fu apprezzato,
perché dopo che a casa fu tornato,
quanno c'era un Capitolo importante,
pe' chiama' a la riunione li fratelli,
faceva sona' er corno pe' segnale
e coreveno là li fraticelli.
Er Surtano ci aveva simpatia
pe' 'sto santo un po' matto e origginale,
je dispiaceva che lui annasse via.

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