#368 - 1 novembre 2025
AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo numero rimarrà  in rete fino alla mezzanotte del giorno sabato 28 febbraio, quando lascerà  il posto al numero 374 - BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi alcune massime: "Nessun impero, anche se sembra eterno, può durare all'infinito" (Jacques Attali) "I due giorni più importanti della vita sono quello in cui sei nato e quello in cui capisci perchè" (Mark Twain) "L'istruzione è l'arma più potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo" (Nelson Mandela) "Io non posso insegnare niente a nessuno, io posso solo farli pensare" (Socrate) «La salute non è un bene di consumo, ma un diritto universale: uniamo gli sforzi perchè i servizi sanitari siano accessibili a tutti». Papa Francesco «Il grado di civiltà  di una nazione non si misura solo sulla forza militare od economica, bensì nella capacità  di assistere, accogliere, curare i più deboli, i sofferenti, i malati. Per questo il modo in cui i medici e il personale sanitario curano i bisognosi misura la grandezza della civiltà  di una nazione e di un popolo». Alberto degli Entusiasti "Ogni mattina il mondo è un foglio di carta bianco e attende che i bambini, attratti dalla sua luminosità , vengano a impregnarlo dei loro colori" (Fabrizio Caramagna)
letteratura

San Francesco seconno noantri

Testo in lingua dell'urbe (romanesco)

Francesco

Di Bartolomeo Rossetti

Disegni di Lucio Trojano

Parte tredicesima

San Francesco contro la guerra

Ma intanto San Francesco se chiedeva:
possibbile che Cristo, er Redentore,
che ha predicato all'ommini l'amore,
'sta guera fra fratelli la voleva?
L'esercito cristiano nun vinceva,
da tempo in quà nun s'era fatto onore,
s'ereno allontanati dar Signore,
faceva ognuno quer che je pareva.
Nun è la forza a dove' ave' raggione,
come se dice, nun c'è peggio sordo
de chi nun vo' senti', monno birbone!
Ce vole solo che li mussurmani
se incontreno e se metteno d'accordo,
senza combatte più, co' li cristiani.

Francesco dar Surtano

Ma come predicava a li cristiani
Francesco annò a parla', cor core in mano
co' li fratelli ar campo mussurmano,
ci annava co' la croce fra le mani.
Manco arivato ar campo, l'indomani,
senza esita' se presentò ar Surtano
armato de la fede der cristiano,
voleva converti' li mussurmani!
Passò fra quele file de nemici
senza che je torcessero un capello,
e doppo un po' se l'era fatti amici.
Er Surtano, a vedello lì tranquillo
parla' de Cristo come a su' fratello,
senza fallo azzitta' stava a sentillo

Francesco

ER corno der Surtano

Er Surtano, da principe regnante,
pe' dimostraje quanto era stimato,
je regalò, ar momento der commiato,
'na cosa de gran preggio, un olifante,
ch'era un corno da caccia, assai squillante.
E dar santo er regalo fu apprezzato,
perché dopo che a casa fu tornato,
quanno c'era un Capitolo importante,
pe' chiama' a la riunione li fratelli,
faceva sona' er corno pe' segnale
e coreveno là li fraticelli.
Er Surtano ci aveva simpatia
pe' 'sto santo un po' matto e origginale,
je dispiaceva che lui annasse via.

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