#368 - 1 novembre 2025
AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo numero resterà  in rete fino alla mezzanotte di MARTEDI' 14 APRILE quando lascerà il posto al n° 377 - BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi un po' di SATIRA - Nasciamo nudi, umidicci ed affamati. Poi le cose peggiorano - Chi non s ridere non è una persona seria (P. Caruso) - l'amore è la risposta ma mentre aspettate la risposta, il sesso può suggerire delle ottime domande (W. Allen) - Ci sono persone che si sposano per un colpo di fulmine ed altre che rimangono single per un colpo di genio - Un giorno senza una risata è un giorno sprecato C. Chaplin) - "Il tempo aggiusta ogni cosa" Si sbrigasse non sono mica immortale! (F. Collettini) - Non muoverti, voglio dimenticarti proprio come sei (H. Youngman) - La differenza tra genialità  e stupidità è che la genialità  ha i suoi limiti (A. Einstein). -
letteratura

San Francesco seconno noantri

Testo in lingua dell'urbe (romanesco)

Francesco

Di Bartolomeo Rossetti

Disegni di Lucio Trojano

Parte tredicesima

San Francesco contro la guerra

Ma intanto San Francesco se chiedeva:
possibbile che Cristo, er Redentore,
che ha predicato all'ommini l'amore,
'sta guera fra fratelli la voleva?
L'esercito cristiano nun vinceva,
da tempo in quà nun s'era fatto onore,
s'ereno allontanati dar Signore,
faceva ognuno quer che je pareva.
Nun è la forza a dove' ave' raggione,
come se dice, nun c'è peggio sordo
de chi nun vo' senti', monno birbone!
Ce vole solo che li mussurmani
se incontreno e se metteno d'accordo,
senza combatte più, co' li cristiani.

Francesco dar Surtano

Ma come predicava a li cristiani
Francesco annò a parla', cor core in mano
co' li fratelli ar campo mussurmano,
ci annava co' la croce fra le mani.
Manco arivato ar campo, l'indomani,
senza esita' se presentò ar Surtano
armato de la fede der cristiano,
voleva converti' li mussurmani!
Passò fra quele file de nemici
senza che je torcessero un capello,
e doppo un po' se l'era fatti amici.
Er Surtano, a vedello lì tranquillo
parla' de Cristo come a su' fratello,
senza fallo azzitta' stava a sentillo

Francesco

ER corno der Surtano

Er Surtano, da principe regnante,
pe' dimostraje quanto era stimato,
je regalò, ar momento der commiato,
'na cosa de gran preggio, un olifante,
ch'era un corno da caccia, assai squillante.
E dar santo er regalo fu apprezzato,
perché dopo che a casa fu tornato,
quanno c'era un Capitolo importante,
pe' chiama' a la riunione li fratelli,
faceva sona' er corno pe' segnale
e coreveno là li fraticelli.
Er Surtano ci aveva simpatia
pe' 'sto santo un po' matto e origginale,
je dispiaceva che lui annasse via.

AAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo giornale no-profit è realizzato da un gruppo di amici che volontariamente sentono la necessità di rendere noti i fatti, gli avvenimenti, le circostanze, i luoghi... riferiti alla natura e all'ambiente, alle arti, agli animali, alla solidarietà tra singoli e le comunità, a tutte le attualità... in specie quelle trascurate, sottovalutate o ignorate dalla grande stampa. Il giornale non contiene pubblicità e non riceve finanziamenti; nessuno dei collaboratori percepisce compensi per le prestazioni frutto di volontariato. Alcune fotografie e immagini presenti sono tratte da Internet e Face Book , e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori fossero contrari alla loro pubblicazione, possono segnalarlo a dantefasciolo@gmail.com in modo da ottenerne l'immediata rimozione. Buona Lettura a tutti. grazie.