#344 - 20 gennaio 2024
AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo numero rimarrà  in rete fino alla mezzanotte del giorno di venerdi 31 maggio quando lascerà  il posto al numero 352 - BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi alcune massime: "Nessun impero, anche se sembra eterno, può durare all'infinito" (Jacques Attali) "I due giorni più importanti della vita sono quello in cui sei nato e quello in cui capisci perchè" (Mark Twain) "L'istruzione è l'arma più potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo" (Nelson Mandela) "Io non posso insegnare niente a nessuno, io posso solo farli pensare" (Socrate) «La salute non è un bene di consumo, ma un diritto universale: uniamo gli sforzi perchè i servizi sanitari siano accessibili a tutti». Papa Francesco «Il grado di civiltà  di una nazione non si misura solo sulla forza militare od economica, bensì nella capacità  di assistere, accogliere, curare i più deboli, i sofferenti, i malati. Per questo il modo in cui i medici e il personale sanitario curano i bisognosi misura la grandezza della civiltà  di una nazione e di un popolo». Alberto degli Entusiasti "Ogni mattina il mondo è un foglio di carta bianco e attende che i bambini, attratti dalla sua luminosità , vengano a impregnarlo dei loro colori" (Fabrizio Caramagna)
Fotografia

C'era una volta...

...il libro fotografico

di Guido Alberto Rossi

C’era una volta il libro fotografico. Fino a qualche anno fa per un fotografo fare un libro fotografico era un buon business, non erano solo le tante o poche royalty o l’assegno che arrivava dall’editore, ma un buon libro, se ben pubblicizzato, ti avrebbe portato immediatamente altro lavoro.

Ovviamente era anche un affare per un editore, che come sappiano, sono particolarmente attenti al portafoglio e non stampano neanche una pagina se non credono di farci un lauto guadagno.

C'era una volta...

Era un buon guadagno anche per gli stampatori, specialmente quelli che riuscivano a produrre quei mega libri illustrati, da cinque chili, che banche ed assicurazioni facevano come regalo ai clienti per fine anno e che nella maggior parte trattavano argomenti noiosissimi, erano poco maneggevoli per le loro dimensioni, ma in molti casi erano utili come ferma porte.

C'era una volta...

Fino a qualche anno fa, se passavi davanti alle vetrine delle librerie, verso i primi di dicembre, c’erano esposti almeno una quindicina di nuovi titoli di coffe table books, (tradotto, ci vuole un tavolino robusto dedicato dove poterli mettere, meglio se davanti al divano) che abbracciavano i più disparati soggetti: quelli più venduti in genere riguardavano il mare e la montagna, poi a ruota seguivano quelli sui fiori, sulla cucina e chiudevano la parata quelli di natura e viaggi.
Se avessi dovuto fare un regalo last minute o una sorpresa all’amico/a che possiede tutto, l’ultimo libro fotografico sui suoi hobby sarebbe stato sempre una scelta azzeccata.
Poi misteriosamente o, meglio, siccome non vendevano più a poco a poco sono scomparsi dalle vetrine, i titoli nuovi si contano sule dita di una sola mano.

C'era una volta...

Il Natale scorso, volevo comprare un nuovo libro per Giorgio, che da giovane avrebbe voluto fare il fotografo; quindi, è ormai un regalo scontato ma che funziona da molti anni, sono andato in una delle più grandi librerie e sono riuscito a trovare un solo titolo degno d’acquisto. Il resto, per altro cinque libri in tutto, erano di fotografi morti da decenni e ormai visti in tutte le salse e formati. Poi c’erano due libri autoprodotti da ignoti scadenti pseudo fotografi e basta. Ormai anche banche e assicurazioni hanno smesso di regalarli, pensando di fare cosa meglio gradita sostituendoli con una bottiglia di simil vino dalla etichetta regale.

C'era una volta...

Se prima, in Italia c’erano poco più di dieci editori che pubblicavano questi volumi, oggi molti di loro hanno chiuso i battenti e quelli rimasti sono molto restii a rischiare di produrre un volume se non hanno uno sponsor che li commissiona e li finanzia. Alcuni di questi libri ormai sono pagati interamente dai fotografi stessi, che sperano poi di rifarsi con le vendite tipo porta a porta dei testimoni di Geova.
Pochissimi, se non un paio, sono fatti da un bravo e noto fotografo, che anche in questo caso l’ha fatto per un committente, quasi mai editore, che ha pagato le spese (poco) e l’ha prodotto per un suo secondo scopo. Conosco diversi pessimi fotografi che si sono venduti il magazzino di famiglia o l’appartamento lasciatogli dallo zio ricco, per inseguire la gloria, producendo un libro fotografico che non vale una cicca. Come conosco un paio di stampatori che vivevano ricchi e felici, facendo modesti cataloghi e che volendo scimmiottare i grandi editori, hanno realizzato con il fotografo amico della suocera, chili di brutti libri che li hanno portati a vendersi lo stabilimento e la casa per pagare i debiti.
Altri fotografi pensano che vendere via internet sia una possibilità di guadagno, è verissimo solo che l’unico che ci guadagna è il venditore a partire dalla prima copia, mentre per l’autore prima di riuscire a vedere un micro-assegno ci vogliono almeno diecimila compratori.

C'era una volta...C'era una volta...

Finora ho fatto 36 libri fotografici con vari editori ma tutti ben pagati, il trentasettesimo, (È Solo Un Click, che è una raccolta dei miei articoletti usciti su Papale-Papale) l’ho pagato di tasca mia, ma al solo scopo di venderlo per fare una raccolta fondi a favore dell’associazione milanese Il Pane Quotidiano, che distribuisce cibo a chi ne ha bisogno e che l’anno scorso ha distribuito più di un milione di buste contenenti cibarie varie.

C'era una volta...

Per darvi un’idea di come gira oggi questo mercato vi racconto questa storia: un giorno al supermercato davanti al bancone del tonno in scatola, incontro un vecchio amico che non vedevo da molti anni e che nel frattempo è diventato direttore editoriale di un grosso gruppo editoriale, dopo i convenevoli di rito mi propone di fare un libro fotografico per i miei oltre 50 anni di carriera. Stupendo penso ad un’idea, seleziono un centinaio d’immagini metto la giacca blu navy e lo vado a trovare dopo pochi giorni. Mi riceve in pompa magna e mi presenta il suo direttore finanziario, trovano stupenda la mia idea (dai rullini al cellulare) e mi fanno vedere uno gran piano editoriale, con distribuzione internazionale che costa la modica cifra di 60,000,00 Euro (IVA compresa), che comunque, avrei potuto comodamente pagare in novanta giorni e poi loro mi avrebbero pagato una royalty sulle vendite con conteggio annuale, così in qualche anno, rientravo dei costi e se vendevo circa centomila copie avrei anche guadagnato bene. Peccato che non ho centomila fans disposti a comprarmi il libro.

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