#342 - 16 dicembre 2023
AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo numero rimarrà  in rete fino alla mezzanotte del giorno di venerdi 31 maggio quando lascerà  il posto al numero 352 - BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi alcune massime: "Nessun impero, anche se sembra eterno, può durare all'infinito" (Jacques Attali) "I due giorni più importanti della vita sono quello in cui sei nato e quello in cui capisci perchè" (Mark Twain) "L'istruzione è l'arma più potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo" (Nelson Mandela) "Io non posso insegnare niente a nessuno, io posso solo farli pensare" (Socrate) «La salute non è un bene di consumo, ma un diritto universale: uniamo gli sforzi perchè i servizi sanitari siano accessibili a tutti». Papa Francesco «Il grado di civiltà  di una nazione non si misura solo sulla forza militare od economica, bensì nella capacità  di assistere, accogliere, curare i più deboli, i sofferenti, i malati. Per questo il modo in cui i medici e il personale sanitario curano i bisognosi misura la grandezza della civiltà  di una nazione e di un popolo». Alberto degli Entusiasti "Ogni mattina il mondo è un foglio di carta bianco e attende che i bambini, attratti dalla sua luminosità , vengano a impregnarlo dei loro colori" (Fabrizio Caramagna)
Danza

Al Teatro Sangiorgi di Catania, uno spettacolo ci invita a un
viaggio immersivo nella bellezza della natura incontaminata

Africa - orizzonti di rinascita

Danza - spettacolo di Ocram Dance Movement

Di Giuseppe Distefano

Africa - orizzonti di rinascita

Nasce da un illuminante viaggio in terra d’Africa, nella natura, e da un bisogno di spiritualità da ritrovare, lo spettacolo di Ocram Dance Movement, dal titolo esplicito Africa – orizzonti di rinascita.
Un viaggio immersivo di Claudio Scalia e Marco Laudani – coreografi e danzatori della compagnia catanese -, dentro la bellezza di una natura ancora incontaminata, ma dove, anche qui, si scorgono pure i segni di una deturpazione in atto. Eppure persiste ancora, negli occhi di chi cerca un mondo ideale, una possibile connessione vivificatrice che faccia sperare in una ritrovata armonia tra uomo e natura e tra esseri umani.

Africa - orizzonti di rinascita

C’è, in questa coreografia che pulsa di battiti interiori, di afflato condiviso, un segno umanissimo di corpi che respirano all’unisono, che si ascoltano, si distinguono e si contagiano nei gesti gioiosi e in quelli tormentati, nel ritmo che s’alza tra terra e cielo, nel moto circolare e sciolto di danze liberatorie. A muoverle è una musica percussiva, un suggestivo mix di suoni naturali, di voci e di canti dagli echi popolari – di Armand Amar, Jaap Blonk e Yaron Engler – che ci immergono sensorialmente in paesaggi dell’anima evocando orizzonti di spazi naturali. Li evocano i movimenti vibranti, ritmati, veloci o pacati, rotolanti a terra o rivolti in alto, dei quattro danzatori – Rebecca Bendinelli, Ismaele Buonvenga, Rachele Pascale, Nunzio Saporito -, bravissimi nel comporre posture corali dove si stagliano energici assoli, ironici e poetici duetti, elettrizzanti terzetti, fra intrecci di braccia dal segno astratto ma chiaro nella narrazione. Che si colora, ad un tratto, coi bellissimi copricapi artigianali indossati dai danzatori lasciando scoperti solo gli occhi.

Africa - orizzonti di rinascita

Bagnati da un costante chiarore giallo di fari che disegnano silhouette e luci calde che suggeriscono luoghi, storie e atmosfere, i danzatori avanzano all’inizio in fila indiana, sbucati da un altrove al quale infine ritorneranno come se, tutto ciò al quale hanno dato vita, fosse stato solo un mondo onirico. Ma sogno non è stato certamente quel mucchio di oggetti di plastica buttati a terra, – immagine immediata del persistere del consumo di risorse non rinnovabili che sta soffocando il pianeta (si udrà anche la voce dell’attivista Greta Thumberg nel suo appello accusatorio vero i leader mondiali) -, e quel fiume plastificato rappresentato da una lunga striscia in proscenio che avvolgerà anche un performer imprigionandolo in una lotta turbinosa.

Africa - orizzonti di rinascita

C’è una frase di un poemetto di T.S. Eliot riportata nelle note di regia, che racchiude il senso dello spettacolo, quale monito all‘uomo: «Voi artefici del vostro destino, incuranti del domani. Voi ignari della grandezza della natura. Voi uomini, già sconfitti, contro Madre Terra». La «Terra desolata o devastata», descritta nel poemetto di Eliot, può ancora ritrovare, nel sogno di questa danza, l’energia vitale per rifiorire e continuare a darci vita.

Africa - orizzonti di rinascita

Africa – orizzonti di rinascita, andato in scena al Teatro Sangiorgi di Catania, è una produzione di Ocram Dance Company in collaborazione con Scenario Pubblico Centro di Rilevante Interesse Nazionale, nell’ambito del protocollo d’intesa Be resident: nella città la danza, siglato da Scenario Pubblico con il Teatro Massimo Bellini.

Africa - orizzonti di rinascita

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