#306 - 7 maggio 2022
AAAAA ATTENZIONE - Amici lettori, questo numero resterà  in rete fino alla mezzanotte di venerdi1 luglio, quando lascerà  il posto al numero 310. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi alcune massime: "Nessun impero, anche se sembra eterno, può durare all'infinito" (Jacques Attali) "I due giorni più¹ importanti della vita sono quello in cui sei nato e quello in cui capisci perchè" (Mark Twain) "L'istruzione è l'arma più potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo" (Nelson Mandela) "Io non posso insegnare niente a nessuno, io posso solo farli pensare" (Socrate) «La salute non è un bene di consumo, ma un diritto universale: uniamo gli sforzi perchè i servizi sanitari siano accessibili a tutti». Papa Francesco «Il grado di civiltà  di una nazione non si misura solo sulla forza militare od economica, bensì nella capacità  di assistere, accogliere, curare i più deboli, i sofferenti, i malati. Per questo il modo in cui i medici e il personale sanitario curano i bisognosi misura la grandezza della civiltà  di una nazione e di un popolo». Alberto degli Entusiasti "Ogni mattina il mondo è un foglio di carta bianco e attende che i bambini, attratti dalla sua luminosità , vengano a impregnarlo dei loro colori" (Fabrizio Caramagna)
Cammino

In sei tappe da Bologna a Firenze

Via degli Dei - 1

130 Chilometri di natura e paesi immersi in paesaggi di sogno

Via degli Dei - 1Via degli Dei - 1

Bologna, con i suoi 40 km di portici, è il punto di partenza dell'itinerario, Firenze, patrimonio dell’Unesco, il luogo d'arrivo (ma potrebbe essere anche il contrario!).
In mezzo c’è l'Appennino Tosco Emiliano, con il suo fascino di luogo ancora da scoprire: la Riserva Naturalistica del Contrafforte Pliocenico, la “Flaminia militare”, strada costruita nel 187 a.C. per volontà del console romano C. Flaminio, il Castello del Trebbio, voluto da Cosimo I de' Medici, il Santuario di Monte Senario dove i frati offrono ai camminatori il liquore “Gemma di abeto”, segretamente preparato in loco, la città di Fiesole, borgo gioiello delle colline fiorentine di fondazione etrusca...

Tutto questo è la Via degli Dei, un itinerario non religioso ma che nasce dallo spirito di un gruppo di camminatori bolognesi del CAI (i Dû pâs e ‘na gran magnè, Due passi e una gran mangiata in dialetto) che volevano raggiungere Firenze per… mangiarsi un’ottima fiorentina con lo spirito goliardico di chi cammina per godersi il viaggio e le piccole cose della vita.
Ugualmente è un tracciato storico che gli Etruschi e i Romani percorsero per sviluppare i loro traffici, che mercanti e viandanti intrapresero durante il Medioevo, che ha visto momenti tragici come la Seconda Guerra Mondiale (in gran parte siamo sulla Linea Gotica) e che oggi ha fatto rinascere piccoli paesi dell’Appennino che altrimenti avrebbero subito l’abbandono dei loro abitanti per mancanza di lavoro o di opportunità.

Via degli Dei - 1

Pima Tappa: Bologna - Casalecchio di Reno - Sasso Marconi - Badolo
Lunghezza: 21.30 km Dislivello: +817 m; -515 m Tempo: 6.50 h

Dalla stazione FS di Bologna si imbocca Via Indipendenza e si arriva in Piazza Maggiore, vero punto d’inizio (o di arrivo) della Via degli Dei.
Da Piazza Maggiore imbocchiamo Via d'Azeglio, superate la casa di Lucio Dalla e girate poi a destra in Via Farini e poi a sinistra in Via Collegio di Spagna, da cui proseguiremo sulla sinistra per arrivare a via Saragozza dove incontreremo gli ultimi negozi e bar per acquistare il pranzo al sacco della prima tappa.
Arrivati all’arco del Meloncello iniziamo a percorrere il portico più lungo del mondo: quello che porta al Santuario della beata Vergine di San Luca.

Una volta saliti a San Luca e dopo aver chiesto “una grazia” come i veri bolognesi, si deve ridiscendere verso il Comune di Casalecchio di Reno, proseguendo per 550 m sulla strada asfaltata e prendendo sulla destra la Via de’ Brègoli (CAI 112A) che conduce al Parco Talon attraverso un bel bosco alberato.
Proprio all’inizio del sentiero, finita la strada sterrata, incontrate un bivio: entrambe le direzioni vanno bene ma il sentiero di destra è più breve e più ripido (meglio evitarlo in caso di pioggia). Arrivati al parco si prosegue costeggiando la riva destra del fiume Reno, la sinistra se venite da Bologna, la destra perché si considera la direzione dell’acqua, dove incontrerete i primi cartelli della Via degli Dei e del sentiero CAI 112. Proseguendo in direzione Sasso Marconi si raggiunge l’Oasi Naturalistica di San Gherardo (con fontanella d'acqua) che nasce dal recupero di una cava nei pressi di Palazzo de’ Rossi ed oggi è un luogo di tutela e di conservazione della flora e della fauna locale. Offre la possibilità di praticare birdwatching, trekking e nordic walking e di approfondire la conoscenza degli aspetti geologici e morfologici del territorio.

Via degli Dei - 1

L’Oasi dispone anche di una “Casa della Natura”: un centro di documentazione e divulgazione scientifica attrezzato con spazi didattici e servizi di accoglienza a scolaresche e gruppi in cui approfondire lo studio delle specie autoctone e degli ambienti naturali delle zone umide.
Superate l’Oasi Naturalistica di San Gherardo e arrivate alla strada asfaltata. Continuate sempre dritto fino ad arrivare al bivio Sasso/Pontecchio e prendete verso Sasso.
Risalite per Via Vizzano e arrivando alle “Ganzole” (CAI VD) si può raggiungere Sasso Marconi o proseguire per Badolo.
Arrivati ai Prati di Mugnano ci si dirige all’interno del Parco, si supera il parcheggio e si arriva alla “Piazza” dove si prosegue seguendo il sentiero CAI 122 VD che svolta secco a sinistra poco prima del quadrivio de la Commenda (se arrivate lì tornate indietro di 50 metri).
Proseguite poi su via delle Orchidee, svoltando a destra sulla Provinciale di Badolo arriverete al Giardino Botanico Nova Arbora, proseguendo lungo la strada asfaltata tenendo la sinistra raggiungerete via delle Valli.

Via degli Dei - 1

Seconda tappa: Brento - Monzuno - Madonna dei Fornelli
Lunghezza: 28 km Dislivello: +1460 m; -1038 m Tempo: 9.50 h

Proseguendo il sentiero si arriva a Brento e si costeggia il Centro Tutela e Ricerca di Fauna Esotica e Selvatica di Monte Adone. Si gira secchi a destra e si segue la strada che porta poi alla cima di Monte Adone (seguire il sentiero CAI 110 Monte Adone), per evitarla in caso di forti piogge o di stanchezza proseguite per il sentiero diretto per Brento. Siamo nel cuore del Contrafforte Pliocenico e alla Croce di Monte Adone (che in realtà sono 2!) prendetevi del tempo per godervi il silenzio e il bellissimo panorama.

Scendendo verso Brento, si arriva all'abitato con il centro sportivo (con servizi, bar e una trattoria) dove vi potete riposare prima del lungo tratto che collega Brento a Monterumici e poi Monzuno. Il percorso prevedeva un lungo tratto asfaltato che, nel 2021, è stato sostituito grazie all'impegno del Comune di Monzuno e dei volontari CAI, troverete quindi le nuove indicazioni per allontanarvi dalla strada e percorrerlo in natura. Per chi fosse stanco, però, lungo la strada principale, in località Bivio Furcolo, c'è la possibilità di prendere l'autobus di linea fino a Monzuno (a causa dell'emergenza covid però il biglietto va fatto prima di salire sul bus oppure usare le app collegate). Info: https://www.tper.it/muver e https://www.tper.it/

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Arrivati a Monzuno (rifocillatevi e riposatevi, può anche essere un'ottima alternativa come punto tappa se la percorrete in 6 giorni), da Piazza XXIV Maggio proseguite su strada asfaltata in direzione Madonna dei Fornelli, superate il bivio per Loiano e andate verso i campi sportivi dove, svoltando a destra, imboccherete una larga carrareccia in salita. Dopo circa 20 minuti si raggiunge la località “Campagne” dove è segnalato il percorso CAI 019 – VD.
Si attraversa (sentiero CAI n.° 19) un cancelletto in un bel bosco di castagni fino ad arrivare al ripetitore Telecom già individuato il giorno precedente da Monte Adone. Da qui si segue la strada sterrata fino alle case di Le Croci. Breve salita fino al Monte Galletto e poi su sterrata si giunge a Madonna dei Fornelli (3 ore circa da Monzuno). (continua)

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