#306 - 7 maggio 2022
AAAAA ATTENZIONE - Amici lettori, questo numero resterà  in rete fino alla mezzanotte di venerdi1 luglio, quando lascerà  il posto al numero 310. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi alcune massime: "Nessun impero, anche se sembra eterno, può durare all'infinito" (Jacques Attali) "I due giorni più¹ importanti della vita sono quello in cui sei nato e quello in cui capisci perchè" (Mark Twain) "L'istruzione è l'arma più potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo" (Nelson Mandela) "Io non posso insegnare niente a nessuno, io posso solo farli pensare" (Socrate) «La salute non è un bene di consumo, ma un diritto universale: uniamo gli sforzi perchè i servizi sanitari siano accessibili a tutti». Papa Francesco «Il grado di civiltà  di una nazione non si misura solo sulla forza militare od economica, bensì nella capacità  di assistere, accogliere, curare i più deboli, i sofferenti, i malati. Per questo il modo in cui i medici e il personale sanitario curano i bisognosi misura la grandezza della civiltà  di una nazione e di un popolo». Alberto degli Entusiasti "Ogni mattina il mondo è un foglio di carta bianco e attende che i bambini, attratti dalla sua luminosità , vengano a impregnarlo dei loro colori" (Fabrizio Caramagna)
Pagine Preziose

In occasione del 9 maggio Festa dell'Europa

Maratona di lettura al Maxxi di Roma

La Russia di Putin

Di Anna Politkovskaja - Adelphi editore

Il libro La Russia di Putin è una dura critica al regime del presidente russo fatta attraverso viaggi e interviste dei vari connazionali che aiutano la scrittrice a tratteggiare la società sovietica del ventunesimo secolo.
Fin dalle prime righe il tono di Politkovskaja è durissimo, la giornalista avverte subito che il contenuto della sua inchiesta non piacerà a chi guarda al presidente russo con favore:
Questo libro parla di un argomento che non è molto in voga in Occidente: parla di Putin senza toni ammirati.
Così annuncia sin dall’incipit, facendo riferimento senza troppi preamboli direttamente a quei leader europei che elogiavano Putin - in quanto maggior fornitore di gas - passando sotto silenzio i suoi misfatti.
In seguito Anna Politkovskaja continua imperterrita sulla stessa linea.

Il motivo è semplice: diventato presidente Putin - figlio del più nefasto tra i servizi segreti del Paese - non ha saputo estirpare il tenente colonnello del KGB che vive in lui, e pertanto insiste nel voler raddrizzare i propri connazionali amanti della libertà, come ha sempre fatto nel corso della sua precedente professione.
Anna Politkovskaja mostra il lato oscuro della società russa del ventunesimo secolo: un mondo a sé stante, separato dalla cultura occidentale, che rigurgita ancora di corruzione, purghe, terrore. Una Russia ancora invischiata nello Stalinismo. Un “mostro di democrazia” come la definisce la stessa giornalista per rimarcare il fatto che la democrazia, in Russia, non è che un travestimento con pizzi e merletti indossato da un regime dittatoriale.

La prima parte del libro si focalizza sull’esercito russo, descritto come campo di concentramento dove i giovani soldati vengono sottoposti a vessazioni da parte dei loro superiori. La giornalista poi passa ad analizzare nel dettaglio le falsificazioni effettuate dai funzionari dell’esercito tramite la creazione di documenti e false prove. Vengono descritte con accuratezza torture e processi farsa e la nuova mafia di Stato radicata in un oscuro processo di corruzione.

Nella seconda parte invece Politkovskaja si sofferma sulla dura repressione armata messa in atto dal governo nei confronti dei ceceni. La giornalista riporta la vicenda del Teatro Dubrovka (che provocò la morte di 129 civili russi e 39 militari separatisti ceceni) e l’immediato incremento dell’odio nei confronti della minoranza cecena da parte del presidente russo.

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