#304 - 2 aprile 2022
AAAAA ATTENZIONE - Amici lettori, questo numero resterà  in rete fino alla mezzanotte di venerdi1 luglio, quando lascerà  il posto al numero 310. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi alcune massime: "Nessun impero, anche se sembra eterno, può durare all'infinito" (Jacques Attali) "I due giorni più¹ importanti della vita sono quello in cui sei nato e quello in cui capisci perchè" (Mark Twain) "L'istruzione è l'arma più potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo" (Nelson Mandela) "Io non posso insegnare niente a nessuno, io posso solo farli pensare" (Socrate) «La salute non è un bene di consumo, ma un diritto universale: uniamo gli sforzi perchè i servizi sanitari siano accessibili a tutti». Papa Francesco «Il grado di civiltà  di una nazione non si misura solo sulla forza militare od economica, bensì nella capacità  di assistere, accogliere, curare i più deboli, i sofferenti, i malati. Per questo il modo in cui i medici e il personale sanitario curano i bisognosi misura la grandezza della civiltà  di una nazione e di un popolo». Alberto degli Entusiasti "Ogni mattina il mondo è un foglio di carta bianco e attende che i bambini, attratti dalla sua luminosità , vengano a impregnarlo dei loro colori" (Fabrizio Caramagna)
Racconto

Una novella in forma di dialogo teatrale ispirato a un originale televisivo degli anni '60.

Compagnia di attori occasionali "Meglio Tardi che Mai"

Il miracolo della rosa

Atto secondo - Quadro Secondo/1

di Ruggero Scarponi

Vescovado ufficio di sua Eccellenza il Vescovo

Don Luigi segretario – Eccellenza, ci sarebbe, Monsignor Fusi che chiede di lei.
Vescovo – Ah, sì certo, l’ho fatto chiamare io. Faccia passare, Don Luigi.
Don Luigi – Prego Monsignore, Sua Eccellenza l’attende.
Monsignor Fusi – Buon giorno Eccellenza. Mi ha fatto chiamare?
Vescovo – Carissimo Monsignor Fusi, si accomodi (rivolto a Don Luigi nella stanza attigua), Don Luigi!
Don Luigi – Provvedo subito Eccellenza.
Vescovo – Monsignor Fusi! Son contento di trovarla bene. Era già qualche giorno che avevo in animo di chiamarla ma sa, abbiamo sempre tante scartoffie da sbrigare che il tempo per le cose importanti si fa fatica a trovarlo…(chiama)Don Luigi…
Don Luigi – Eccellenza…il caffè, lo porto subito.
Vescovo – Ah! Finalmente. A quest’ora del mattino ho bisogno di un buon caffè. (Rivolto a Monsignor Fusi) Mi fa compagnia Monsignore? Don Luigi, si sieda anche lei insieme a noi, qui nel salottino e si prenda una tazzina di caffè.
Monsignor Fusi – Grazie eccellenza, di norma non prendo il caffè dopo la colazione, ma stavolta farò un’eccezione.
Vescovo –Bravo! Cosa sarebbe la vita senza le eccezioni, eh! Persino la vita religiosa! E lo studio delle lingue! S’immagina il latino o il greco senza le eccezioni?
Monsignor Fusi – anche l’italiano…
Vescovo – Anche l’italiano, sì. E allora viva le eccezioni!
Monsignor Fusi – a volte.
Vescovo – Come dice?
Monsignor Fusi – Dico a volte. Nel senso che le eccezioni non sono sempre, come dire, un bene.
Vescovo – Capisco. Capisco cosa vuol dire e sarà meglio venire al punto. E ci voleva un caffè per poter affrontare l’argomento. Pertanto le dico subito caro Monsignore che ho pensato di esimerla dalla stesura delle conclusioni dell’indagine conoscitiva.
Monsignor Fusi – Davvero? Mi toglie un peso, Eccellenza.
Vescovo – (rivolto a Don Luigi che sta sorbendo il caffè) ci lasci, per favore e non mi passi telefonate. Anzi, non ci sono per nessuno fino al termine del colloquio con Monsignore.
Don Luigi – Come desidera Eccellenza (esce con la tazzina del caffè in mano).
Vescovo – Dunque Monsignore, non creda che non sappia come la conclusione dell’indagine l’abbia lasciato insoddisfatto. E proprio per questo ho voluto evitarle il peso di scrivere qualcosa che non condivide.
Monsignor Fusi – accenna di sì con la testa.
Vescovo – sarò franco con lei. Anche io sono rimasto perplesso di fronte all’ambiguità della Madre Badessa e della Madre Portinaia ma sono stato costretto a mantenere un basso profilo per evitare di suscitare ancora più clamore sul caso.
Monsignor Fusi – Nondimeno la verità ne è uscita distorta.
Vescovo – Probabilmente.
Monsignor Fusi – Bene. Se così ha deciso Sua Eccellenza…
Vescovo – Via, non la prenda sul personale! Mi dica piuttosto la sua opinione con estrema franchezza.
Monsignor Fusi – Come giustamente ha notato, Eccellenza, la conclusione di questa indagine conoscitiva mi lascia insoddisfatto. Ero convinto, infatti, di essere a un passo dalla soluzione. Mi bastava poco, davvero. Se avessi potuto chiamare a testimoniare tutte le monache e tutto il personale laico e religioso della casa non ho dubbi che ne avrei ricavato abbastanza…E sono convinto che le voci che si sono diffuse contenessero del vero. Qualcosa è di certo avvenuto la mattina del 16 aprile, qualcosa che ha a che fare con il Miracolo della Rosa, ne sono certo. E poi, le dirò, Eccellenza che la reticenza della Madre Badessa e della Madre Portinaia mi preoccupa non poco. Che due monache come loro si siano piegate a dichiarare se non il falso quantomeno una verità incompleta o distorta è cosa che fa presumere o gravi pressioni intimidatorie o il pericolo di svelamento di segreti inconfessabili.
Vescovo – Lei traccia un quadro fosco, Monsignore. Chi potrebbe avere interesse a intimidire due monache?
Monsignor Fusi – Questo non lo so e oramai chiusa l’indagine non lo saprà più nessuno… a meno…
Vescovo – A meno?
Monsignor Fusi – A meno che la verità non ce la faccia a restar nascosta.
Vescovo – Che intende?
Monsignor Fusi – intendo dire che la Madre Badessa e la Madre Portinaia, sono due brave donne nonché due brave monache e se hanno qualcosa da farsi perdonare, vorranno farlo al più presto.
Vescovo – come, in confessione?
Monsignor Fusi – Eccellenza, se conosco un poco le persone, posso dirle fin d’ora di aspettarsi una visita da parte di queste due monache. Molto presto.
Vescovo – (pensieroso) E’ possibile. Staremo a vedere.

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