#299 - 15 gennaio 2022
AAAAA ATTENZIONE - Amici lettori, questo numero resterà  in rete fino alla mezzanotte di venerdi1 luglio, quando lascerà  il posto al numero 310. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi alcune massime: "Nessun impero, anche se sembra eterno, può durare all'infinito" (Jacques Attali) "I due giorni più¹ importanti della vita sono quello in cui sei nato e quello in cui capisci perchè" (Mark Twain) "L'istruzione è l'arma più potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo" (Nelson Mandela) "Io non posso insegnare niente a nessuno, io posso solo farli pensare" (Socrate) «La salute non è un bene di consumo, ma un diritto universale: uniamo gli sforzi perchè i servizi sanitari siano accessibili a tutti». Papa Francesco «Il grado di civiltà  di una nazione non si misura solo sulla forza militare od economica, bensì nella capacità  di assistere, accogliere, curare i più deboli, i sofferenti, i malati. Per questo il modo in cui i medici e il personale sanitario curano i bisognosi misura la grandezza della civiltà  di una nazione e di un popolo». Alberto degli Entusiasti "Ogni mattina il mondo è un foglio di carta bianco e attende che i bambini, attratti dalla sua luminosità , vengano a impregnarlo dei loro colori" (Fabrizio Caramagna)
Racconto

Compagnia di attori occasionali "Meglio Tardi che Mai"

Il miracolo della Rosa

Parte seconda

di Ruggero Scarponi

Terzo Quadro
Suor Marta: Sorella Teresina, mi raccomando, dobbiamo rimettere tutto in ordine prima di ritirarci in cella. Ma…sorella Teresina, cosa stai facendo? Perché ti sei fissata davanti alla statua della Vergine?
Suor Teresina: oh! Scusami, hai ragione. Mi ero fissata. Ma il volto della Vergine è così bello che non ho saputo resistere e mi sono messa a contemplarlo.
Suor Marta: Bè, non posso proprio darti torto, la Nostra Mamma Celeste è stata resa davvero bellissima dall’artista che ha scolpito questa statua, egli deve aver agito davvero ispirato. A proposito, hai sentito con quali belle parole hanno saputo lodare la Vergine, quei predicatori?
Suor Teresina: Quest’anno per la prima volta erano ammesse anche delle donne e direi che non hanno sfigurato per niente. Anzi, se io fossi la Vergine, darei la rosa a…
Suor Marta: Sorella Teresina! Non mi sembra proprio il caso di rubare il posto alla Vergine!
Suor Teresina: Oh! Scusami ancora. Mi sono fatta prendere dalla foga della competizione e non mi sono resa conto di dire una sciocchezza.
Suor Marta: Ecco brava. Ora torna al lavoro, un poco di umiltà non potrà fare che bene a entrambe.
Suor Teresina: per fortuna che ci sei tu, sorella Marta a riprendermi ogni tanto, sennò io, chissà quali spropositi tirerei fuori…
Suor Marta: Teresina…
Suor Teresina: Però una cosa puoi dirmela che non c’è nulla di male. Delle composizioni che abbiamo ascoltato quale ti è piaciuta di più?
Suor Marta: A me, quella di Fratel Eligio da Sermoneta. Tutta in latino e poi declamata con quella forte voce baritonale, lui, di aspetto così severo, ascetico con quella bella barba…
Suor Teresina: Sorella Marta! Ah, questa poi da te non me l’aspettavo! Lodare così un monaco per il suo aspetto…
Suor Marta: Ma no, no, era solo che…
Suor Teresina: era solo, lo so io, che cosa. Ma meglio non parlarne più. Piuttosto, senti cara sorella e dimmi, ma devi essere sincera sincera. Davvero ascoltando quei versi sapienti pieni di passione e di scienza, non hai provato un poco d’invidia? Santa invidia, direi, trattandosi di lodi alla Vergine. Insomma non avresti voluto essere anche tu, tra quei dottori?
Suor Marta: Giacché me lo chiedi ti risponderò con sincerità. Si, ho provato qualcosa nello stomaco, un qualcosa che non so descrivere. Ma all’improvviso ho maledetto la mia ignoranza, la mia pochezza che non mi consente di trovare parole abbastanza degne per onorare la Nostra Madre Dolcissima. Ecco, questa ramazza, è l’unico modo che ho di rendere un servizio alla Vergine. Pulire, pulire e lucidare, io altro non so fare.
Suor Teresina: Ecco, allora senti a me. Se tu con i tuoi modesti mezzi dovessi rendere omaggio alla Vergine cosa vorresti fare?
Suor Marta: Oh! Suor Teresina, tu ti burli di me. Cosa so fare, io? Te l’ho detto, io non so che ramazzare, al massimo, cucire, cucinare…
Suor Teresina: …E ricamare tovaglie d’altare…
Suor Marta: …e giocare a campana con i bambini dell’asilo…
Suor Teresina: …e suonare il flauto alle feste di compleanno…(tira fuori un flauto e comincia a suonarlo)
Suor Marta: …E giocare con i tamburelli…(tira fuori un tamburello e ci gioca)
Suor Teresina: …dar da mangiare ai gatti dell’abbazia…
Suor Marta: … e le briciole di pane ai passerotti…
Suor Teresina: …e preparare dolci per le prime comunioni…
Suor Marta: …imboccare le nostre sorelle anziane…
Suor Teresina: … fare il bucato al giovedì…
Suor Marta: …e lucidare gli argenti della chiesa…
Suor Teresina: …e…
Una Voce: Suor Teresina! Suor Marta! Suor Marta: Santa Vergine! Ci chiamano! È l’ora di ritirarci in cella e dobbiamo ancora terminare di pulire la Chiesa. Che pazza sono stata a darti ascolto e a farmi trascinare in quelle sciocche fantasie.
Suor Teresina: Oh…scusa!
Suor Marta: non temere sei già scusata. Se non fosse che sei l’anima più candida che conosco!
Suor Teresina: via, ora lasciamo tutto e andiamo a riposare.
Suor Marta: E le pulizie della Chiesa?
Suor Teresina: Come non te ne sei accorta?
Suor Marta: di cosa?
Suor Teresina: mentre parlavamo abbiamo lustrato tutto.
Suor Marta: Oh! Non me ne sono proprio accorta! Che testa!
(Le suore non si avvedono di aver lasciato ai piedi della statua della Vergine i vari oggetti e giochi che hanno tirato in ballo).

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