#284 - 24 aprile 2021
AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo numero resterà  in rete fino alla mezzanotte di venerdi 24 settmbre, quando lascerà  il posto al numero 292. - BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi un po di SATIRA: Il Paradiso lo preferisco per il clima, l'Inferno per la compagnia (M. Twain) - Quando le cose non funzionano in camera da letto, non funzionano neanche in soggiorno (W.H. Masters) - L'intelligente parla poco, l'ignorante parla a vanvera, il fesso parla sempre (A: De Curtis) - Il sesso senza amore è un'esperienza vuota, ma tra le esperienze vuote è la migliore (W. Allen) - Per alcune cose ci vuole tanta pazienza, per tutte le altre c'è la gastrite (L. Limbus) - Non avere un pensiero e saperlo esprimere: è questo che fa di un uomo, un giornalista (K. Kraus) - Le banche ti prestano denaro, se puoi dimostrare di non averne bisogno (B. Hope) -
Personaggi

Le statue parlanti di Roma

Sul lato sinistro della Chiesa di Sant'Andrea della Valle, all'inizio di Corso Vittorio
a pochi passi da Largo Argentina, l'Abate Luigi sembra aspettare altri vandali.
Decapitato e restaurato anche recentemente sta lì senza testa
protetto dalle impalcature dei restauri della Chiesa.
L'iscrizione alla base della statua ha il sapore sinistro di una beffa.

Fui dell'antica Roma un cittadino / Ora abate Luigi ognun mi chiama /

Conquistai con Marforio e con Pasquino / Nelle satire eterna fama /

ebbi offese disgrazie e sepoltura /Ma qui vita novella alfin sicura.

L'Abbate Luiggi

Chicchere e Chiacchiere per le strade de Roma

di Angelo Zito - Edizioni Il Cuscino di Stelle

L'Abbate Luiggi

Er sacrista qui de Sant’Andrea
che smucìna l’incenso nel turibbolo
e intona co’ i fedeli Avemmaria
pare che ciabbi quarche somijanza
co’ la faccia mia de me medesmo.
Sangue de Cristo nun se pô confonne
un Abbate che ha fatto tanto de scola
co’ l’urtimo sacrista orapronobbisse.
So’ imparentato co’ Pasquale de Bailonne
er grande protettore de le donne,
pe’ amici ciò Pasquino er mutilato
e ar Campidojo me sento co’ Marforio.
Che volete de più, si ve capacita
sò grinto de mannavve quarche rima,
sa’ quante buggiarate ho condannato,
ho scritto a Papi a Re e a cardinali.
Portateme rispetto e si ve scappa
fatela un po’ più in là svortato l’angolo,
qui sento ancora l’odore de l’incenso
der sacrista che s’ammaschera da abbate.

L'Abbate LuiggiL'Abbate Luiggi

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