#274 - 14 novembre 2020
AAAAA ATTENZIONE - Amici lettori, questo numero resterà  in rete fino alla mezzanotte di venerdi 2 settembre, quando lascerà  il posto al numero 313. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi alcune massime: "Nessun impero, anche se sembra eterno, può durare all'infinito" (Jacques Attali) "I due giorni più importanti della vita sono quello in cui sei nato e quello in cui capisci perchè" (Mark Twain) "L'istruzione è l'arma più potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo" (Nelson Mandela) "Io non posso insegnare niente a nessuno, io posso solo farli pensare" (Socrate) «La salute non è un bene di consumo, ma un diritto universale: uniamo gli sforzi perchè i servizi sanitari siano accessibili a tutti». Papa Francesco «Il grado di civiltà  di una nazione non si misura solo sulla forza militare od economica, bensì nella capacità di assistere, accogliere, curare i più deboli, i sofferenti, i malati. Per questo il modo in cui i medici e il personale sanitario curano i bisognosi misura la grandezza della civiltà  di una nazione e di un popolo». Alberto degli Entusiasti "Ogni mattina il mondo è un foglio di carta bianco e attende che i bambini, attratti dalla sua luminosità , vengano a impregnarlo dei loro colori" (Fabrizio Caramagna)
Teatro

Omaggio a Gigi Proietti

Un ricordo sommesso

di Dante Fasciolo

Omaggio a Gigi Proietti

GIGI

Un’eco è presente ovunque,
e qua e là riverbera ricordi e testimonianze
del lungo itinerario artistico e umano
di Luigi Proietti, detto Gigi,
cantore multiforme della sua Roma,
cavallo senza briglie sul palcoscenico
ove hanno trottato e galoppato
idee, pensieri, propositi di vita
trasformati in gesti e parole per chi ha saputo
trarne sapienza e insegnamento.

Eccolo: dietro ogni smorfia,
oltre ogni istrionico sguardo,
modulato gesticolare di mani,
sospensioni della parola accompagnate
da inaspettate battute smozzicate
capaci di rendere reali e presenti
gli incanti e i velati retropensieri
che tessono le trame del racconto scenico
con soavità e magico tocco.

C’è William Shakespeare a pettinare
la chioma ogni giorno più candida
e, dispettoso, cè Petrolini dietro l’angolo
che soffia il suo “venticello” e scompiglia
l’incedere dotto con spavalda ironia;
e vezzi e difetti e sberleffi
confezionano come fiocchi varipinti
quel prodotto indefinito che ammalia
e che chiamiamo spettacolo.

Ciao Gigi, pagina aperta di un libro amico,
finestra spalancata al vento messaggero
della tua arte e della freschezza pulsante
che il tuo cuore ha saputo trasfondere
nei nostri memori cuori.

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