#273 - 31 ottobre 2020
AAAATTENZIONE - Cari amici lettori, questo numero rimarrà  in rete fino alla mezzanotte del 14 febbraio quando lascerà  il posto al n. 373. BUONA LETTURA A TUTTI . Ora per voi : AMICI DEGLI ANIMALI - Vivisezione: Nessuno scopo è così alto da giustificare metodi così indegni (A. Einstein) - Grandezza morale e progresso di una nazione si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali (Gandhi) - La compassione e l'empatia per il più piccolo degli animali è una delle più nobili virtù che un uomo possa avere (C. Darwin) - Fintanto che l'uomo continuerà  a massacrare gli animali non conoscerà  ne salute, ne pace (Pitagora) - Tra tutti gli animali l'uomo è il più crudele. E' l'unico ad infliggere dolore per il piacere di farlo (M Twain) - A forza di sterminare animali si è capito che anche sopprimere uomini non richiedeva grande sforzo ( E.da Rotterdam) . -
Arte

Le Dolomiti nel cuore e nella tavolozza

Arte ...nel tempo della pandemia

Il Latemar

Adesso credo di parlare col vento e faccio ritratti di montagne:

ùnon c’è limite alla pazzia creata dalla mancanza di amici e di contatti sociali

Di Filippo Parodi

Le canne d'organo di pietra, il Latemar (50x29). Un cielo di nuvole blu della nostalgia colora il fondale su cui si poggia questo gigante con le sue canne d'organo di pietra. Il vento, che gioca con i vapori e stempera colori che ha portato da lontano, è disponibile al concerto: si alza veloce sul podio da direttore in alto, ancora più in alto poi si tuffa tra le canne, spazza le bocchette, raggiunge la base screziata di bianco, riemerge sollevando pizzicate di nevischio, accorda la sua voce potente alla risposta delle guglie frementi.

Il Latemar

La musica cambia quando l'aria incontra le grandi canne centrali che sembrano assorbire le note più acute, poi gorgheggia vorticando intorno alle guglie sottili, si placa sulle balze innevate, riprende forza gettandosi nei salti verticali.
E' un concerto per organo e vento che non sempre riusciamo a sentire perchè il vento è scapestrato e spesso si distrae per giocare con i vapori colorati: in basso dove si è creata una zona di distacco tra le cime più alte, ha mescolato al blu soffi di ametista rubati alle pianure del sud.
Ho chiesto al vento, che conosce le parti più nascoste delle crode perchè le ha carezzate o schiaffeggiate, spinte fino a farle tremare, di guidarmi in questo tipo di ritratto dell'organo di pietra, come se fosse un volto di cui cercare l'espressione. Qualche consiglio me lo ha dato:- cercare con le ombre scure di staccare le tante canne che lui sa far vibrare così bene – qualche macchia di neve sui picchi in ombra per creare lontananze e profondità – toni caldi di dolomia al tramonto per aumentare I contrasti con le ombre – scurire cime più lontane per aumentare il sentimento della lontananza e il mistero – seguire con la penna le zone che separano la massima luce dall'ombra più scura. Ho cercato di seguire i suoi consigli non so fino a che punto.
Ora il vento è tornato tra le nuvole blu, forse sta pensando ad un altro concerto ma non so se riuscirete ad ascoltarlo.

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