#270 - 19 settembre 2020
AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo numero resterà  in rete fino alla mezzanotte di venerdi 24 settmbre, quando lascerà  il posto al numero 292. - BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi un po di SATIRA: Il Paradiso lo preferisco per il clima, l'Inferno per la compagnia (M. Twain) - Quando le cose non funzionano in camera da letto, non funzionano neanche in soggiorno (W.H. Masters) - L'intelligente parla poco, l'ignorante parla a vanvera, il fesso parla sempre (A: De Curtis) - Il sesso senza amore è un'esperienza vuota, ma tra le esperienze vuote è la migliore (W. Allen) - Per alcune cose ci vuole tanta pazienza, per tutte le altre c'è la gastrite (L. Limbus) - Non avere un pensiero e saperlo esprimere: è questo che fa di un uomo, un giornalista (K. Kraus) - Le banche ti prestano denaro, se puoi dimostrare di non averne bisogno (B. Hope) -
turismo tempo libero

Alla vigilia del VII anno centenario della nascita dell’illustre Poeta

Ravenna - Firenze e ritorno

Il Cammino di Dante

Di Borgo in Borgo tra natura e cultura

Di
Dante Fasciolo

Il Cammino di Dante

Ecco una buona occasione per recuperare le vacanze mortificate a causa del Coronavirus; e per ridare al nostro corpo la tonicità perduta in lunghi mesi di forzata clausura. Un progetto ambizioso, come ambizioso può essere sottoporre le nostre forze e le nostre capacità reattive nell’affrontare una orgogliosa impresa. Di cosa parliamo? Del “Cammino di Dante”, particolarmente significativo alla vigilia del VII anno centenario della nascita dell’illustre Alighieri. Una iniziativa che si sviluppa lungo un percorso ad anello di 380 chilometri circa, diviso in 20 tappe: 10 da Ravenna a Firenze, 10 da Firenze a Ravenna lungo un diverso itinerario.

Il Cammino di DanteIl Cammino di Dante

Consapevolmente equipaggiati secondo i suggerimenti degli organizzatori, ci lasciamo da questi guidare. La prima tappa è di rodaggio: 19 chilometri pianeggianti tra Ravenna e Pontevico. Dopo aver visitato la Basilica di San Francesco, il rinnovato centro didattico dantesco dei frati minori e i numerosi luoghi danteschi della città, dalla Tomba del poeta inizia il “Cammino”: si lascia il centro storico, si costeggia il fiume Montone fino alla chiusa di San Marco, la frazione di San Marco, ove ha la sede l’”Associazione del Cammino”, ed ecco a vista il borgo e la Chiesuola di San Pancrazio, per giungere, infine a Pontevico. Un paesaggio mite e ondulato ci accompagna anche nella seconda tappa di 18 chilometri, a lato del fiume Montone prima e del torrente Cosina dopo, per giungere a Oriolo dei Fichi ove la sua originale torre – data 898 d.C. - troneggia su un piccolo nucleo abitato situato sui primi contrafforti dell’Appennino romagnolo; qui il territorio è disseminato di antiche case coloniche, filari di viti e terreni seminativi si alternano a scarpate boschive.

Il Cammino di DanteIl Cammino di Dante

Altri 17 chilometri e siamo a Brisighella senza fatica: abbiamo attraversato i borghi di Santa Lucia, i crinali di Pian di Vicchio, i calanchi e i campi coltivati… Brisighella è un antico borgo medievale e termale della Valle del Lamone, nell’Appennino Tosco-Romagnolo, lo caratterizzano tre pinnacoli rocciosi, i famosi tre colli, su cui poggiano la Rocca Manfrediana ( sec. XIV), il santuario del Monticino (secolo XVIII), la Torre detta dell’Orologio (sec. XIX). La tranquillità che regna nel borgo e nei dintorni ne fanno il luogo ideale per abbandonare ogni stress e dedicarsi alla cura di sè stessi. Un mare di verde, sentieri e scalinate gessosi, antichi luoghi di culto, case poste in strade caratteristiche…. tutto a Brisighella crea un insieme di sensazioni e di esperienze uniche, che suscitano ricordi ancestrali di un mondo lontano, e che sono valse per il riconoscimento di uno dei “Borghi più belli d’Italia”.

Il Cammino di DanteIl Cammino di Dante

Particolarmente interessanti i prossimi 24 chilometri della tappa Brisighella – Gamberaldi.
Dal centro di Brisighella si sale lungo la scalinata della Rocca, si prosegue fino al Santuario del Monticino, immerso nei cipressi, ove si venera la Sacra immagine in terracotta raffigurante la Madonna con Bambino che reca la data 1626. Dopo aver superato il rifugio Carnè si percorrono 6 km fino all’innesto del percorso Cai nel Bosco, si proseguire per l’osservatorio astronomico: 3.000 scienziati, 8 istituti di ricerca, 3 università per condividere esperienze e volti della scienza, rafforzando la partecipazione alla Ricerca come bene comune e la diffusione della cultura scientifica per avvicinare la ricerca alla vita di ogni cittadino. Al termine della tappa, tra faggeti e castagneti spunta l’antico borgo di Gamberaldi, ora anche agriturismo Da Gamberaldi a Marradi, 9 km impegnativi fino a oltrepassare Poggio Cà del Falco, e Cà del Vento, e poi scendere fino ad arrivare a Marradi, dall’Arco della Volpe all’agriturismo la Colombaia: riposo!

Il Cammino di DanteIl Cammino di Dante

Per la prossima alba, armiamoci di grande energia per una tappa molto impegnativa: si sale per la via della Badia fino all’Eremo di Gamogna (fondato da san Pier Damiani nel 1053 e dedicato a San Barnaba, ad uso dei monaci Camaldolesi della sottostante Badia di Acereta o Badia della Valle) e si prosegue per Poggio dell’Inferno. Si scende quindi al torrente Acquacheta, che unito a Troncalosso precipita in modo spettacolare per 90 metri meritando il titolo di elemento naturale tra i più importanti presenti nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi Monte Falterona e Campigna. Da qui, due scelte, o verso l’Eremo dei Toschi (prima metà dell'XI secolo, oggi ostello) o – più comoda - verso San Benedetto in Alpe.

Il Cammino di DanteIl Cammino di Dante

Le due tappe successive sono facili. Da S.Benedetto, si infila il percorso CAI fin oltre Prato Andreaccio, e subito in cresta con una vecchia strada medioevale: questo cammino è con molta probabilità la strada che Dante fece per accedere in Romagna. C’è il Colle della Maestà, poi in discesa attraversando Moia e Castagneto e non molto oltre, ecco la Chiesa di san Godenzo dove Dante partecipò alla riunione dei fuoriusciti ghibellini e guelfi bianchi (1302).

Il Cammino di DanteIl Cammino di Dante

Tra castagni secolari, da Castagno D’Andrea in cresta a Monte Campaccio, e poi in discesa superando la Cappella di Tizzano si arriva alla zona archeologica Etrusca di Frascole e di li in centro a Dicomano per visitare lo splendido Museo Etrusco, con materiali riferibili dal VI sec. a.C. al I° sec. d. C. Da Dicomano vecchi cipressi, campi di ulivi e stralci di strade medioevali con molta vegetazione indicheranno la direzione giusta fino al Lago d’Argento e Montebonello e il vicino orizzonte con il profilo di Pontassieve.
Dal centro di Pontassieve, allungando il passo sulle rive del fiume Sieve e proseguendo sulla pedonabile del rivale dell’Arno, si arriva all’Abbazia di Rosano, per salire poi a S.Prugnano. Immersi nel bosco, si prosegue in salita fino ad arrivare a delle abitazioni private e al Convento dell’Incontro. Da qui si può ammirare tutta la vallata di Firenze…Ora in discesa fin giù a Vicchio di Rimaggio, poi Rimaggio; finita la discesa ecco lungo Arno e quindi il Museo Casa di Dante nel cuore di Firenze. Con soddisfazione ecco percorsi circa la metà dei totali 380 Chilometri… non rimane che riposare un po’ per riprendere il cammino di ritorno verso Ravenna, su un altro itinerario, sicuramente affascinante tanto quanto questo primo.

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