#258 - 7 marzo 2020
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Cinema

Iniziativa della Cineteca di Bologna nell’ambito di “Il cinema ritrovato al cinema”

Torino - Cinema Massimo

Omaggio a Agnès Varda

Prima regista donna a ricevere un Oscar alla carriera

di Federica Fasciolo

Agnès Varda - una voce unica nel coro nouvelle vague - per oltre settant’anni ha girato film con lo stesso contagioso piacere, senza distinzioni tra generi, formati, durate, fiction o verité.
Un cinema in prima persona, singolare, fatto di luoghi, di strade, di attese, lo sguardo femminista e sociale, senza perdere in libertà poetica.

Omaggio a Agnès Varda

Una grande signora del cinema che negli anni ha portato sullo schermo i volti, le vite, i pensieri di tante altre donne, sempre ascoltando la loro ‘voce’ e la propria volontà di autrice, senza cedimenti a nessun vincolo esterno.
Questa rassegna nasce a partire dall’iniziativa della Cineteca di Bologna che, nell’ambito di “Il cinema ritrovato al cinema”, distribuisce in sala l’ultimo film della regista francese insieme a Visages Villages, Daguerréotypes, Salut Les Cubains e Cleo dalle 5 alle 7.

2-25/3 Visages Villages
Dalle spiagge storiche della Normandia ai dock di Le Havre, dai villaggi della Provenza passando per le regioni agricole, JR e Agnès Varda partono alla scoperta della vrais gens, componendo una galleria generosa e nostalgica di volti, interrogando principalmente il mondo operaio e contadino, quello che resta, quello che cambia, quello che scompare.

Omaggio a Agnès VardaOmaggio a Agnès Varda

3 -8/3 Les plages d’Agnès
“Se la storia delle persone è fatta di paesaggi, la mia è fatta di spiagge”, si dice all’inizio di questo splendido film. Lungo le spiagge che hanno avuto importanza nella sua vita, Agnès Varda si cimenta in un originale autoritratto in cui racconta la propria avventura umana e professionale. Un viaggio nella memoria, dove la spiaggia è lo scenario privilegiato.

3-17/3 Les glaneurs et la glaneus
Quasi ovunque in Francia, Agnès Varda ha incontrato spigolatrici e spigolatori, collezionisti e cercatori. Il loro universo è sorprendente. Siamo lontani dalle spigolatrici di una volta che raccoglievano le spighe di grano dopo il raccolto. Patate, mele e altri cibi lanciati, oggetti senza padrone e pendolo senza aghi, questa è la chiave del nostro tempo. Ma Agnese è anche la spigolatrice del titolo e il suo documentario è soggettivo.

Omaggio a Agnès VardaOmaggio a Agnès Varda

4-10/3 Daguerréotypes
Agnès, insieme alla figlia Rosalie, esce in strada e filma. La strada è Rue Daguerre, nel 14° arrondissement, dove ha abitato per cinquant’anni. La sua cinepresa interroga le vite di bottega, i negozianti della via, cerca e trova la concreta poesia delle baguettes croccanti, delle bistecche fresche di taglio, delle stoffe cucite a mano. Intanto ascolta storie, che sono talora storie di migrazioni, di gente che ha cercato e trovato un posto nel mondo.

4-10/3 Salut Les Cubains
Documentario, fotografia, temi politici e sociali, la donna, il ricordo. Salut les Cubains è un dinamico e gioioso montaggio a ritmo di cha-cha-cha di foto scattate all’indomani della rivoluzione castrista. Commento di Michel Piccoli.

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4-8-25/3 Garage Demy (Jacquot de Nantes)
La vera storia del cineasta francese Jacques Demy e della sua autentica vocazione per il cinema e per il musical. Jacquot Demy è un ragazzino di 13 anni. Suo padre ha un garage e sua madre fa la parrucchiera. La sua sembra una famiglia felice come si vede nelle pubblicità alla televisione. Jacquot si lascia affascinare da ogni tipo di spettacolo, il teatro, come il cinema o i burattini. Si fa comprare una telecamera e comincia a girare il suo primo film amatoriale.

6-11-17/3 Senza tetto né legge (Sans toit ni loi)
Sul bordo di un campo, in una gelida alba invernale, un contadino trova il cadavere di una ragazza ventenne. Suicidio, omicidio o morte naturale, per il freddo terribile e gli stenti? La polizia non ha elementi, ma conclude per la terza ipotesi. Il film è il racconto delle testimonianze dei molti che hanno incontrato la giovane Mona: negozianti, barboni, una fitopatologa, la cameriera di una vecchia signora, un filosofo tornato alla natura che vive facendo il capraio. Si ricostruisce, così, la storia di una ignota ragazza, venuta da chi sa dove.

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6-11-/3 L’une chante, l’autre pas
Due giovani parigine nel 1962. Pauline ha 17 anni e sogna di andarsene di casa per realizzar il suo sogno di fare la cantante, Suzanne ha 22 anni e due bambini piccoli, e deve affrontare il dramma del suicidio del compagno. Le loro strade si dividono e ognuna vive la sua vita. Si ritroveranno molti anni dopo a una manifestazione femminista. Pauline è diventata cantante e Suzanne ha trovato stabilità.

9-18/3 Il verde prato dell’amore (Le bonheur)
Un uomo, felicemente sposato, s’innamora di un’altra e cerca di convincere la moglie ad accettare che lui abbia la nuova relazione senza per questo infrangere il matrimonio. La donna finge d’accettare, ma si suicida. Superato lo shock, il vedovo sposerà l’amante.

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9-18-24/3
Cleo dalle 5 alle 7 (Cléo de 5 à 7)
Due ore di tempo (quasi) reale per conoscere Cléo, graziosa, capricciosa, narcisista chanteuse parigina, una convinta che “essere brutte è come essere morte”. Alla vera mortalità la confronta l’attesa di un responso radiologico, mentre una Parigi-verité le scorre intorno. Risposta matura, e femminile, ai tanti ritratti di donna godardiana.
Il film sarà preceduto da Réponse de femmes

10-20/3 La pointe courte Un uomo e una donna tornano al loro borgo di pescatori, chiamato Pointe Courte, ma sono sul punto di separarsi. Entrambi compiono un esame dei propri sentimenti, alla ricerca di se stessi e della propria verità. Intanto, accanto a loro, il villaggio continua a vivere la sua vita: un bambino muore, una coppia si sposa, si fanno gare sui canali. Alla fine di questa pensierosa ricerca, la coppia si troverà nuovamente unita. Il vero primo film della Nouvelle Vague.

Omaggio a Agnès VardaOmaggio a Agnès Varda

2-3-4-7-10-20-21-22 / 3 Varda par Agnès “Nel 1994, in coincidenza con una retrospettiva alla Cinémathèque française, ho pubblicato un libro intitolato Varda par Agnès. Venticinque anni dopo, lo stesso titolo viene dato al mio film fatto di immagini in movimento e di parole. Il progetto è lo stesso: fornire le chiavi della mia opera. Non volevo farne una cosa noiosa. Così si svolge in un teatro pieno di gente, o in un giardino, e cerco di essere me stessa e di trasmettere l’energia o l’intenzione o il sentimento che voglio condividere. È quello che chiamo ‘cinescrittura’, in cui le scelte partecipano a qualcosa che si chiama ‘stile’”. (Agnès Varda)

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