#251 - 16 novembre 2019
AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo numero resterà in rete fino alla mezzanotte di venerdi 17 aprile, quando lascerà il posto al numero 261. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi un po' di SATIRA - Nasciamo nudi, umidicci ed affamati. Poi le cose peggiorano - Chi non s ridere non è una persona seria (P. Caruso) - l'amore è la risposta ma mentre aspettate la risposta, il sesso può suggerire delle ottime domande (W. Allen) - Ci sono persone che si sposano per un colpo di fulmine ed altre che rimangono single per un colpo di genio - Un giorno senza una risata è un giorno sprecato C. Chaplin) - "Il tempo aggiusta ogni cosa" Si sbrigasse non sono mica immortale! (F. Collettini) - Non muoverti, voglio dimenticarti proprio come sei (H. Youngman) - La differenza tra genialità e stupidità è che la genialità ha i suoi limiti (A. Einstein). -
Cinema

Roma - Casa del Cinema, Centro Ebraico Italiano Il Pitigliani

Pitigliani Kolno'A Festival

Ebraismo e Israele nel Cinema - 14a edizione - 16/20 novembre 2019

Torna dal 16 al 20 novembre 2019 alla Casa del Cinema di Roma e presso il Centro Ebraico Italiano Il Pitigliani – a entrata gratuita fino a esaurimento posti – il Pitigliani Kolno’a FestivalEbraismo e Israele nel Cinema , giunto alla quattordicesima edizione, dedicato alla cinematografia israeliana e di argomento ebraico.
Prodotto dal Centro Ebraico Italiano Il Pitigliani e diretto da Ariela Piattelli e Lirit Mash, il PKF2019 propone per la consueta sezione “Sguardo sul nuovo cinema israeliano” opere che hanno riscosso successo sia in Israele che all’estero e che rappresentano la varietà e il multiculturalismo che compone la società israeliana di oggi.

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Il Premio alla Carriera 2019 sarà consegnato al regista Eran Riklis, uno dei più importanti rappresentanti del cinema israeliano, classe 1954, di cui verranno proiettati i film Il Giardino dei limoni (2008), amato e acclamato in tutto il mondo, vincitore dell’Audience Award al Festival Internazionale del Film di Berlino, quindi Dancing Arabs (2014) e Shelter (2017).

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Il Festival ospiterà, lunedì 18 novembre alle ore 15:00, l’incontro per la presentazione della prima edizione del progetto MOV(I)E, finanziato dalla Camera di Commercio di Roma in collaborazione con Nina International e la Roma Lazio Film Commission. Il progetto si pone come obiettivo quello di costruire una rete di collaborazione tra diversi attori dell’industria dell’audiovisivo con particolare attenzione alle co-produzioni internazionali. Uno dei focus previsti riguarderà proprio Israele.

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Durante la kermesse si svolgerà anche la terza edizione del Premio Emanuele (Lele) Luzzati, che sarà assegnato alla migliore opera considerata meritevole da una giuria composta da intellettuali e artisti di rilievo.

Il PKF 2019 è realizzato con i contributi di: Mibact – Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, Regione Lazio; UCEI – Unione delle Comunità Ebraiche Italiane; Ambasciata di Israele in Italia e con il sostegno di AcomeA.

17/11
The Unorthodox - Habilti Rishmeim - Eliran Malka
Quando la figlia di Yakov Cohen viene espulsa da scuola per ragioni etniche , lui decide di reagire. E’ il 1983 e Yakov, un tipografo che vive a Gerusalemme, è solo uno come tanti. Non ha le giuste conoscenze nè il denaro, ma una grande forza di volontà, che permette sia a lui che agli altri Ebrei sefarditi nelle sue stesse condizioni di alzare la testa. Yakov chiama a raccolta due amici, e insieme decidono di fondare il primo gruppo politico di Ebrei Sefarditi di Gerusalemme : non i classici tipi in giacca e cravatta, piuttosto quelli che si costruiscono la propria strada con umiltà partendo dal basso, dotati di uno spiccato senso dell’umorismo e di tanta voglia di riscatto. Il progetto dei tre amici non segue un preciso piano politico, ma il loro amore per il prossimo e la tenacia che li contraddistingue, li porta a realizzare una delle più sorprendenti campagne elettorali che il Paese abbia mai conosciuto. Il film affronta il tema del “gioco politico”, della coercizione religiosa e pone l’accento sul DNA degli ebrei sefarditi e sulla loro incapacità di integrarsi veramente nella società “occidentale” israeliana.
L’opera del regista Eliran Malka ha partecipato all’ultima edizione dell’Israeli Film Academy aggiudicandosi la miglior regia e la miglior sceneggiatura.

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17/11
Dancing Arabs - Eran Riklis
Israele, primi anni ’90. Eyad, un ragazzo palestinese-israeliano della città di Tira, viene ammesso ad un prestigioso collegio ebraico a Gerusalemme. Si trova alle prese con problemi di lingua, cultura e identità – cercando di sopravvivere e di trovare la sua strada, in un luogo dove la guerra infuria costantemente intorno a lui. Sviluppa un’audace amicizia con Yonatan, un ragazzo affetto da distrofia muscolare, e si innamora di una ragazza ebrea di nome Naomi. Eyad si rende conto che per essere accettato come un pari, per dissipare i sospetti delle persone, per lavorare, amare e, soprattutto, appartenere, dovrà fare dei sacrifici. L’opera ha vinto come miglior film al Boulder International Film Festival nel 2015, ed ha ricevuto una nomination per il Variety Piazza Grande Award al Locarno International Film Festival, nel 2014. Dancing arabs ha inoltre ricevuto quattro nomination alla Israeli Film Academy. “Un film intenso caratterizzato da prove attoriali degne di nota, grazie anche alla sapiente arte registica di un veterano come Eran Riklis”. (The New York Times).

GoldaGolda - Sagi Bornstein, Udi Nir, Shani Rozanes
Poco prima della sua scomparsa, Golda Meir è stata intervistata per la televisione israeliana. Dopo la fine delle riprese, le telecamere hanno continuato a girare, riuscendo a registrare un discorso intimo con la prima e unica donna che abbia mai governato Israele. Tra una sigaretta e l’altra, Golda ha parlato liberamente, raccontando la sua esperienza da Primo ministro: cinque anni turbolenti che le hanno assicurato un posto nella storia, guadagnato scontando personalmente un caro prezzo.
Basato su un’intervista inedita a Golda Meir,il documentario si snoda tra testimonianze di sostenitori e oppositori, e rari filmati d’archivio. Un progetto che intende raccontare la turbolenta storia che ha caratterizzato la sua vita – dalla sorprendente ascesa al potere, che l’ha portata a diventare “regina del popolo ebraico”, fino alla tragica e solitaria morte.
Il film ha partecipato all’ultima edizione del Docaviv Festival, 2019 a Tel Aviv.

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The Rabbi From Hezbollah - The Abrech from Hezbollah
Ibrahim Yassin è nato in un piccolo villaggio in Libano e il suo destino, fino a prova contraria, è quello di seguire le orme del padre, diventando agricoltore e pastore. La sorte, però, ha in serbo per lui qualcosa di diverso, al punto che la morte diventa l’ unico desiderio di Yassin. Proprio quando sembra che non ci sia più speranza per lui, un nuovo corso sembra caratterizzare la sua vita, diventando protagonista di quelle che sarebbero diventate alcune delle operazioni più audaci, pericolose e segrete mai tentate prima in Libano negli anni ’80 e ’90 .
Il film ha partecipato all’ultima edizione del Docaviv Festival di Tel Aviv nella competizione ufficiale.

19/11
Working Woman Isha Ovedet - Michal Aviad
La vita lavorativa diventa insopportabile per Orna: il suo capo, infatti, aprezza molto il suo lavoro al punto che Orna ottiene una promozione, subendo, però, le avances a cui lui stesso la sottopone quotidianamente. Allo stesso tempo il marito di Orna stenta a far decollare la sua nuova attività, un ristorante, e Orna deve farsi carico di tutto, specialmente dei loro tre figli. Quando tutto le sembra andare in frantumi, Orna deve rialzarsi e combattere, per sé stessa e per ritrovare l’autostima perduta.
Working Womanvuole raccontare la violenza fisica e psicologica a cui spesso “i potenti” sottopongono i propri lavoratori. La maggior parte dei rapporti di lavoro, infatti, riguardano un datore di lavoro maschio e una donna dipendente e, nella maggior parte dei casi, è proprio la donna a pagarne le conseguenze sotto tutti i punti di vista.

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On The Spectrum - Stagione 1, Episodi: 1, 2, 3 – Al Ha Spectrum - Yuval Shafferman
Zohar, Amit e Ron sono tre coinquilini alla fine dei loro 20 anni, ognuno con una diagnosi di disturbo dello spettro autistico. Non sono dei “geni”, e di certo non sentono di dover insegnare niente a nessuno, piuttosto, in On The Spectrum, sono gli eroi della loro stessa storia, alle prese con emozioni umane fondamentali come l’ansia sociale, il desiderio sessuale e l’amore non corrisposto. Nella serie vengono contrapposti alle persone “normali” della loro vita: Asher, il fratello maggiore iperprotettivo di Zohar; Yaeli, un assistente sociale in difficoltà; e un vicino obeso con il quale Ron, terrorizzato all’idea di lasciare il suo appartamento, stringe una strana relazione. Il loro approccio “non ortodosso” alla vita ci farà mettere in dubbio quanto sia “normale” il nostro mondo.
Nel 2018, la serie si è aggiudicata il Gran Prix al festival francese Series Mania.*

The DiveHatzilia - Yona Rozenkier
È giovedì e la seconda guerra sul fronte libanese infuria. Yoav, 27 anni, ex ufficiale affetto da insonnia da stress post-traumatico, ritorna dopo un anno di totale assenza nel suo nativo kibbutz, per la sepoltura di suo padre, morto un anno prima. Al suo arrivo scopre che suo fratello minore, Avishai, 19 anni, un soldato dell’esercito in procinto di entrare sul fronte libanese, mostra allarmanti segni di panico, al punto che chiede a Yoav di aiutarlo a scappare. Itai, 31 anni, il fratello maggiore, decide di preparare Avishai alla guerra con una serie di esercizi di allenamento intensivo. A malincuore, Yoav si unisce all’addestramento di suo fratello e si sente trascinato nel mondo violento di suo padre dal quale ha sempre cercato di fuggire. Mentre l’ora della partenza si avvicina sempre più, l’allenamento diventa ancora più violento fino ad andare fuori controllo.
Nell’agosto 2018, il film è stato proiettato nell’ambito del 71° Festival di Locarno, ed ha vinto il Premio Boccalino della Critica svizzera, nonché il Premio della giuria Junior per il miglior film degli attuali registi.
JFF 2018 ha vinto il miglior lungometraggio e il miglior film in anteprima.

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Mrs. G. - Gveret G - Dalit Kimor
Il film racconta la storia di Lea Gottlieb, la leggendaria designer, fondatrice e proprietaria dell’impero dei costumi da bagno Gottex. Gottlieb è stata una donna piena di contraddizioni con una forza vitale incredibile, che è riuscita a ricominciare nonostante le difficoltà che ha dovuto affrontare. Sopravvissuta alla Shoah, è riuscita ad aprire una piccola fabbrica in Israele, il primo passo verso quel successo che l’avrebbe poi resa nota anche all’estero. Il film segue l’incredibile creatività di Mrs.G., insieme alla sua personalità dominante, le sue complesse relazioni con le due figlie,entrambe nell’azienda di famiglia, e la sua sfrenata passione, per la quale ha pagato un caro prezzo.
Il film ha partecipato all’ultima edizione del Docaviv Festival 2019, a Tel Aviv.

Non è coraggio senza pazienza, non è gioia senza fatica, non è forza senza dolcezza, senza umiltà non è gloria ( Nicolò Tommaseo) - Noi abbiamo una sola vita: se anche avessi fortuna, se anche raggiungessi la gloria, di certo sentirei di aver perduto la mia, se per un solo giorno smettessi di contemplare l'universo ( Marguerite Yourcenar) - Nel teatro la parola è doppiament glorificata: è scritta, come nelle pagine di Omero, ma è anche pronunciata, come avviene fra due persone al lavoro: non c'è niente di più bello (Pier Paolo Pasolini) - Con la costanza e con la perseveranza si arriva tutti ai grandi risultati attesi, che corrispondono non tanto alle vittorie in sé, quanto piuttosto alla progressiva scoperta dei nostri limiti (Gabriella Dorio) - La libertà dell'uomo è definitiva ed immediata, se così egli vuole: essa non dipende da vittorie esterne, ma interne (Paramhansa Yogananda).