#248 - 4 ottobre 2019
AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo numero resterà in rete fino alla mezzanotte di venerdi 1 novembre, quando lascerà il posto al numero 250. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi SATIRIKON: Se sei felice non urlarlo, il dolore ha il sonno leggero - Trovo che la televisione sia molto educativa, ogni volta che qualcuno l'accende vado in un'altra stanza a leggere un libro (G.Marx) - Non c'è nulla di più facile che smettere di fumare, io stesso ho smesso già 137 volte! (M. Twain) - Quando voglio prendere una decisione di gruppo, mi ricordo di specchi (W. Buffet) - L'alcol uccide lentamente. Non c'è problema, non ho fretta! (G. Courteline) - Quando dicono che lo fanno per il tuo bene, generalmente è per il loro - L'uomo ha inventato la bomba atomica ma nesun topo costruirebbe una trappola per topi (E. Eistein) - E' un peccato che peccare sia peccato (F. Collettini) - E' ridicolo come ti sei bardato per questo mondo! (F. Kafka) -
Teatro

Roma - Teatro Vittoria
Dal 26 novembre al 4 dicembre

Come se foste a casa vostra

Di Michele Cosentini

In uno Stato immaginario, il governo prevede che i proprietari di appartamenti superiori ad una certa metratura siano obbligati ad ospitare un certo numero di immigrati in seguito al “decreto dell’accoglienza”.
Maria e Riccardo si vedono assegnati una sudanese e un senegalese. Maria perde ogni pudore e fa di tutto per eludere la legge. Il gioco di equivoci e di intrecci comici prosegue in un crescendo surreale. Nell’impianto della commedia si innervano brevi testimonianze reali volutamente dissonanti che rendono lo spettacolo un esperimento non inquadrabile in un genere unico.

Come se foste a casa vostraCome se foste a casa vostra

“In un momento storico come questo, trattare un argomento come il razzismo diventa quasi un imperativo morale. Ci siamo molto interrogati sulla modalità più efficace per un’operazione che in tempi e in paesi civili sarebbe banale e scontata, e che invece è drammaticamente urgente. Siamo arrivati alla conclusione che l’errore più grande che avremmo potuto fare sarebbe stato quello di affrontare la materia in chiave “seriosa” (che è ben diverso da “seria”) e melodrammatica, scelta che paradossalmente avrebbe rischiato di rendere un pessimo servizio alla causa. Il taglio è dunque quello della commedia e del paradosso: si ride, e molto. Spesso si ride verde. La risata sottolinea la vergogna del razzismo per contrasto.

Come se foste a casa vostraCome se foste a casa vostra

Al contempo, l’impianto comico non resta confinato in un unico genere. “Come se foste a casa vostra”, quando meno ce lo si aspetta, quando il comico ha raggiunto il proprio acme, presenta accenti drammatici che esulano completamente dal genere della commedia: tratti da testimonianze reali, interamente recitati su musica, affrontano i temi dell’islamofobia, delle torture nei lager libici, del razzismo latente dell’italiano medio, della minaccia della chiusura dei porti, in una chiave rovesciata e allo stesso tempo complementare rispetto al resto dello spettacolo, fino allo spiazzante finale. Uno spettacolo esilarante e commovente, divertente e struggente, un esperimento che potremmo definire un “genere non genere”.

Come se foste a casa vostra

AFORISMI - L'amore è la saggezza dello sciocco e la follia del saggio (S.Johnson) - L'amore vince ogni cosa (P. Virgilio Marone) - C'è tutta una vita in un'ora d'amore (Balzac) - Amore e amicizia si escludono a vicenda (J.de La Bruyere) - La misura dell'amore è amare senza misura (Sant'Agostino) - Nrl mondo c'è più fame d'amore che di pane (M.Teresa di Calcutta) - SEnza amore l'umanità non sopravviverebbe un solo giorno (E.Fromm) -