#243 - 29 giugno 2019
AAAATTENZIONE - CARA AMICI LETTORI, DA QUESTO NUMERO IL GIORNALE DIVENTA MENSILE. LE NUOVE USCITE SARAN- NO AL PRIMO GIORNO DI OGNI MESE. iL NUOVO NUMERO 353 SARA' IN RETE IL GIORNO 1° lUGLIO. BUONA LETTURA A TUTTI. Ora per voi : AMICI DEGLI ANIMALI - Vivisezione: Nessuno scopo è così alto da giustificare metodi così indegni (A. Einstein) - Grandezza morale e progresso di una nazione si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali (Gandhi) - La compassione e l'empatia per il più piccolo degli animali è una delle più nobili virtù che un uomo possa avere (C. Darwin) - Fintanto che l'uomo continuerà  a massacrare gli animali non conoscerà  ne salute, ne pace (Pitagora) - Tra tutti gli animali l'uomo è il più crudele. E' l'unico ad infliggere dolore per il piacere di farlo (M Twain) - A forza di sterminare animali si è capito che anche sopprimere uomini non richiedeva grande sforzo ( E.da Rotterdam) . -
Racconto

L'incidente

Parte ottava – Epilogo

di Ruggero Scarponi

Pavesi uscì dalla casa del capitano Villalta intorno alle 18,30.
Tra tante idee che gli turbinavano nella testa, l’immagine delle due gemelline, le figlie del suo fidato collaboratore, sembrava non volesse lasciarlo in pace.
Gli sembrava che quelle due ragazze contenessero in esse il segreto del caso a cui tanto si stava dedicando.
Poi, finalmente esclamò: il doppio! Credo di aver risolto il mistero.
Non rientrò a casa quella sera il sostituto procuratore Pavesi.
Non rientrò perché pensò che non c’era tempo da perdere.
Fece una telefonata a Villalta e subito si diresse con l’auto verso Roma nord, verso l’Aurelia. Trovò la famiglia Rienzo in casa. Il Signor Rienzo, nel suo studio intento a scrivere un articolo per la rivista di antropologia e Luca, in salotto, a luce spenta che fumava sigarette immerso in una nuvola di fumo.

  • Buona sera signor procuratore, come mai da queste parti? È successo qualcosa? – disse Luca quando, aperta la porta, si trovò Pavesi dinanzi.
  • Mi fai entrare Luca?
  • Certo dottore, ci mancherebbe…
  • Dovrei parlarti – disse Pavesi sottovoce.
  • Andiamo in giardino – propose Luca – lì potremo parlare più tranquillamente.
  • Bene – concluse Pavesi.
    Raggiunsero un angolo del giardino di casa Rienzo, piuttosto appartato, sotto a un pergolato. C’erano delle poltroncine di vimini. Si sistemarono seduti, poi Pavesi cominciò:
  • Caro Luca, non voglio spaventarti e voglio essere chiaro con te. Per una serie di motivi e circostanze nutro nei tuoi confronti dei sospetti, sospetti piuttosto forti. Nondimeno la chiacchierata di questa sera ancora una volta è a carattere informale ma per il tuo bene mi auguro che sarai sincero e abbandonerai qualsiasi proposito reticente. Luca, ti sto parlando col cuore in mano e sarà per l’ultima volta, dopo ci saranno le procedure, le formalità e un sacco di cose noiose e fastidiose. Se l’idea che mi sono fatta di te è giusta so che non mi deluderai. Al contrario, ascolta quanto devo dirti e se vuoi andare per un’altra strada non parlare e da domani quando sarai convocato in Procura, fatti assistere da un avvocato. Mi hai capito?
  • Certo dottore. Ho compreso.
  • E quindi?
  • L’ascolto.
  • Dunque, Luca, io mi sono convinto che tu potresti essere il responsabile della morte di tua sorella. Sono persuaso che per qualche motivo che ancora non sono riuscito a trovare sei stato tu a travolgerla…
  • Ma dottore la mia auto è stata ampiamente sottoposta a verifiche da parte della polizia scientifica…
    Pavesi si arrestò un istante. Guardò in terra e poi alzando lo sguardo a cercare gli occhi di Luca disse:
  • Questo devi dirmelo tu. Con quale auto hai travolto Martina?
    Luca ebbe un tremito. Nascose il volto tra le mani e scoppiò a piangere.
    Villata giunse poco dopo con due auto dei carabinieri.
    Pavesi, Luca e il padre, il Signor Rienzo, erano al cancello sul vialetto di casa ad attenderlo.
    Il signor Rienzo stringeva in un abbraccio il figlio.
  • Capitano – disse Pavesi – le consegno il ragazzo, ha deciso di rendere una confessione spontanea. In procura sarà raggiunto dal suo avvocato che è stato sentito telefonicamente e si è detto d’accordo con la decisione.
    L’indomani Pavesi ricevette Villata nel suo ufficio.
  • Come c’è riuscito, signor procuratore? – disse il capitano mostrando una certa curiosità.
  • Vede, capitano, che il ragazzo c’entrasse lo avevamo capito subito, solo che si trattava di capire se c’era dell’altro. Ieri sera ci pensavo e ci pensavo e alla fine mi sono reso conto che poteva anche essere uno scherzo finito male e allora…
  • L’idea della seconda auto? – disse il capitano.
  • Non si metta a ridere caro Villalta, ma l’ispirazione me l’hanno fornita le sue adorabili figliole, le gemelle. L’idea del doppio è stata come un’illuminazione. E così è andata. Luca ha confessato di avere avuto in custodia da un’amica partita per un stage negli Stati Uniti, la sua auto. La mattina dell’incidente ha raggiunto l’Hotel sulla via Aurelia con l’auto della sua amica, un auto sportiva molto bella, voleva far colpo su Fiorella. Aveva prima telefonato per avere un colloquio con tutte e due le ragazze, sia per convincere la sorella a tornare a casa, sia per tentare ancora una volta di stringere una relazione con Fiorella. Le ragazze si erano dette d’accordo e avevano fissato un certo orario. In realtà un’ora prima dell’incontro erano uscite per prendere un autobus e filarsela lasciando Luca a bocca asciutta. Le cose purtroppo sono andate diversamente dal momento che il ragazzo è arrivato con molto anticipo e vedendo la sorella e l’amica alla fermata del bus ha subito compreso il tiro che volevano fargli e allora ha tentato una manovra per spaventarle. Purtroppo ha calcolato male velocità e tempo di frenata. Martina è stata investita in pieno. Di Fiorella dice di non sapere che fine abbia fatto. Questa è la sua versione.
  • Certo signor procuratore – disse Villalta - che nonostante la confessione spontanea, la posizione del giovane è piuttosto compromessa. Dimostrare l’omicidio colposo in presenza di una quantità d’indizi che prefigurano ampiamente l’intenzionalità del gesto, non sarà facile per il suo avvocato.
  • È vero – confermò Pavesi – ma intanto convincerlo a confessare ritengo sia stata la cosa più sensata, sia dal punto di vista processuale che dal punto di vista umano, dal momento che dovrà convivere per tutta la vita con il rimorso di avere ucciso la sorella.
    Il processo ebbe inizio un mese dopo l’arresto di Luca.
    Di Fiorella si erano perse completamente le tracce. Per molto tempo non si riuscì a sapere che fine avesse fatto.
    Solo due anni dopo i fatti narrati, durante dei lavori stradali in prossimità del luogo ove era avvenuto l’incidente, fu rinvenuto il corpo di una giovane donna, all’interno di una cavità naturale, sepolto sotto diversi metri di pietrisco. Le indagini avviate dalla polizia scientifica appurarono che il corpo era quello della Fiorella. Probabilmente la ragazza era stata sbalzata nell’incidente insieme alla sua amica Martina e dopo aver carambolato nel dirupo sottostante il piano stradale, era finita nella grotta che era stata ricoperta da una frana di pietrisco, smosso dai rotolare dei corpi delle due ragazze.
    Al processo Luca Rienzo fu riconosciuto colpevole di omicidio volontario ai danni della sorella Martina e della sua amica Fiorella. Gli furono concesse le attenuanti generiche.
                (Persone e fatti narrati sono di pura invenzione).
AAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo giornale no-profit è realizzato da un gruppo di amici che volontariamente sentono la necessità di rendere noti i fatti, gli avvenimenti, le circostanze, i luoghi... riferiti alla natura e all'ambiente, alle arti, agli animali, alla solidarietà tra singoli e le comunità, a tutte le attualità... in specie quelle trascurate, sottovalutate o ignorate dalla grande stampa. Il giornale non contiene pubblicità e non riceve finanziamenti; nessuno dei collaboratori percepisce compensi per le prestazioni frutto di volontariato. Le opinioni espressi negli articoli appartengono ai singoli autori, dei quali si rispetta la libertà di giudizio (e di pensiero) lasciandoli responsabili dei loro scritti. Le foto utilizzate sono in parte tratte da FB o Internet ritenute libere; se portatrici di diritti saranno rimosse immediatamente su richiesta dell'autore.