#215 - 7 aprile 2018
AAAAA ATTENZIONE - Amici lettori, questo numero resterà  in rete fino alla mezzanotte di venerdi1 luglio, quando lascerà  il posto al numero 310. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi alcune massime: "Nessun impero, anche se sembra eterno, può durare all'infinito" (Jacques Attali) "I due giorni più¹ importanti della vita sono quello in cui sei nato e quello in cui capisci perchè" (Mark Twain) "L'istruzione è l'arma più potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo" (Nelson Mandela) "Io non posso insegnare niente a nessuno, io posso solo farli pensare" (Socrate) «La salute non è un bene di consumo, ma un diritto universale: uniamo gli sforzi perchè i servizi sanitari siano accessibili a tutti». Papa Francesco «Il grado di civiltà  di una nazione non si misura solo sulla forza militare od economica, bensì nella capacità  di assistere, accogliere, curare i più deboli, i sofferenti, i malati. Per questo il modo in cui i medici e il personale sanitario curano i bisognosi misura la grandezza della civiltà  di una nazione e di un popolo». Alberto degli Entusiasti "Ogni mattina il mondo è un foglio di carta bianco e attende che i bambini, attratti dalla sua luminosità , vengano a impregnarlo dei loro colori" (Fabrizio Caramagna)
Humour (non sempre) per riflettere

Ballata post-elettorale 8

Di Mario D'Alessandro

Quattro aprile, ecco il rituale
degli incontri al Quirinale
di cui parlano da mesi
i più gran … politichesi!
Tutto già previsto è stato
nei dettagli anche illustrato
quasi fossero esegeti
del futur tutti profeti.
Nel dettaglio ora vediamo,
quel che insieme ci attendiamo.

Di Maio, chissà perché,
detto il “premier” che non c’è,
a Palazzo Chigi aspira,
ma di certo sbaglia mira:
se vuole esser presidente
nessun gli dice niente,
in Italia il Parlamento,
non lo scordi un sol momento,
solo può legiferare
e così può governare,
ma può aver tale speranza
solo chi ha la … maggioranza,
se si impon con troppo ardore,
può esser solo dittatore. Un duce ci è già bastato
nell’Italia del passato,
e Di Maio, di sicuro,
non è quello del futuro!

“Berlusconi non lo voglio!”
fa Di Maio, pien d’orgoglio,
mentre a Pasqua a Pomigliano
già lo scettro sente in mano.
Gli rispondon: “Niente veti,
se vuoi avere giorni lieti”.
E Salvini, pronto, dice:
“Chi più dialoga è felice,
se al grillino ciò non piace
alle urne torni in pace”.
E con questa tiritera,
ogni giorno si fa sera,
ma ognun vuol la soluzione
per … salvare la Nazione,
ma vuole esser candidato
perché dice: “Mi han votato!”
Non ammette discussioni
con la Destra e la Meloni,
che peraltro già si sente
“prima donna presidente”.
Il Pidi, e forse ha ragione,
se ne sta all’opposizione.

Sarà Sergio Mattarella
ad estrarre la cartella
per trovare alfin l’accordo
superando il disaccordo
esistente tra i partiti
con i voti …. tripartiti,
che a nessuno è sufficiente
per avere il Presidente?
Non ci resta che aspettare:
c’è poco da profetare!

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