#214 - 24 marzo 2018
AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo numero resterà in rete fino alla mezzanotte di venerdi 26 ottobre, quando lascerà il posto al numero 229. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi un po' di proverbi romaneschi: -Li mejo bocconi sò der coco - Fà del bene all'asini che ce ricevi i carci in panza - Ci va a dormi col culo che je rode, se sveja cor dito che je puzza - A l'omo de poco faje accenne er foco - Più la capoccia è vòta , più la lingua s'allunga - Acqua passatas non macina più - Daje eddaje pure li piccioni se fanno quaie - Li sordi so' come li dolori, chi cellà se li tiene - Fidate del ricco impoverito, non te fidà del povero arricchito ---
Religione

Il riferimento a Cristo e alla sua morte e risurrezione è essenziale per definire il senso cristiano del digiuno e dell’astinenza come di ogni forma di mortificazione. Nella tradizione cristiana, sotto gli influssi monastici,
le comunità hanno delineato forme concrete di penitenza, il digiuno con un solo pasto nella giornata,
seguito dalla riunione serale per l’ascolto della parola di Dio e la preghiera comunitaria.

Queste tre cose (preghiera, digiuno, misericordia) sono una cosa sola, «nessuno le divida», scrive san Pier Crisologo. Con il IV secolo si organizza il tempo di Quaresima per catecumeni e penitenti. San Leone Magno scrive che per un vero digiuno cristiano è necessario astenersi non solo dai cibi ma soprattutto dai peccati.

Convento delle Clarisse Eremite di Fara Sabina (Rieti)

La cena monastica in silenzio

Intervista di Veronica Giacometti per Aci Stampa

La cena monastica in silenzioLa cena monastica in silenzio

Il silenzio è un umile ma sicuro cammino verso l'amore. E’ il motto delle Clarisse Eremite di Fara Sabina in provincia di Rieti. Quasi tutti i mesi le monache francescane di clausura organizzano un evento speciale: la cena monastica in silenzio. Questa proposta viene curata dalle clarisse in ogni dettaglio: dall'atmosfera, alla preghiera a tavola, al menu. L’intento? Riproporre come mangiavano le monache della primissima comunità religiosa qui insediatasi nel 1673.
ACI Stampa ne ha parlato con Suor Barbara Scuglia, clarissa eremita in Fara Sabina.

La cena monastica in silenzioLa cena monastica in silenzio

Suor Barbara “la cena monastica in silenzio” che tipo di esperienza è?
“É un’esperienza che nasce dalla consapevolezza che solo nel silenzio l'essere umano può incontrare Dio e riscoprire - per analogia - la propria parte migliore. D'altronde nel monastero delle clarisse eremite di Fara Sabina sin dalla fondazione - risalente al 1673 - il silenzio ha sempre rappresentato - ieri come oggi - l'esercizio ascetico per eccellenza. E' un tesoro prezioso che deve essere necessariamente condiviso affinche' tutti possano farne esperienza poiche' la spiritualita' di questo luogo ci insegna come il silenzio rappresenti un umile, ma sicuro cammino verso l’amore. Troppe volte l'uomo preferisce ogni forma di distrazione pur di non restare in contatto con se stesso ... pur di non ascoltare realmente la propria anima. Ed è proprio in questo cammino esistenziale - ancor prima che spirituale - che si inserisce la comunita' monastica delle clarisse eremite di fara sabina collocate a soli 40 km da Roma. Oltrepassato il cancello si ha subito la sensazione di entrare in un recinto sacro dove il tempo sembra essersi fermato e dove la natura e il silenzio circostante si rivelano validi alleati per poter far vivere quest esperienza pienamente”.

La cena monastica in silenzioLa cena monastica in silenzio

Suor Barbara a chi è venuta in mente questa idea?
La cena monastica con esperienza del silenzio viene effettuata per la prima volta nell'agosto del 2017 in occasione del triduo di santa Chiara d Assisi nostra fondatrice. Questa iniziativa e' stata accolta con grande entusiasmo e la richiesta si è rivelata subito superiore alle aspettative al punto da dover inserire ulteriori date. L'iniziativa è senz’altro il risultato di idee provenienti da varie consorelle che guidate dalla Abbadessa Madre Chiara Annalisa Farfalla hanno sviluppato concretamente questa proposta che è espressione di un desiderio che accomuna fondamentalmente tutta la comunità : aprire le porte del monastero per farsi vicini a quanti qui giungono e per superare quello stereotipo che ancora ad oggi continua a recepire la vita contemplativa come una realta' inavvicinabile. D'altronde la Madre Chiesa ci insegna quanto importante sia studiare i segni del tempo per capire come rispondere alle necessita' esistenziali/spirituali che l'uomo di oggi vive e che siamo chiamate a non ignorare. Pertanto la nostra gioia è quella di mettere a servizio del prossimo quanto di prezioso ci è stato donato mediante questa chiamata e mediante la storia antica e preziosa di questo luogo.

La cena monastica in silenzioLa cena monastica in silenzio

E perché la gente dovrebbe partecipare a questa "cena monastica con esperienza del silenzio"?
La gente dovrebbe partecipare a questa esperienza per concedersi una nuova opportunità per mezzo della quale aprirsi alla bellezza del sapersi fermare per ritagliarsi del tempo dove poter vivere la gioia dello stare a tavola senza frenesia... gustando realmente i cibi presenti sulla tavola e accogliendo gli altri commensali come un dono. Infine - e non certamente per ordine di importanza - si sperimenta la bellezza di quanto è racchiuso all’interno di un linguaggio pienamente legato all'utilizzo dei cinque sensi (siamo abituati a dare talmente tutto per scontato...) e di un linguaggio non verbale capace di esprimere molto piu' di tante parole perché sottomesso alla presenza dello Spirito di Dio che è il grande autore nonche' conduttore della serata. Il cibo poi diventa la metafora dell'incontro con Dio, dell'accoglienza e ospitalita', ecco perche' le pietanze sono interamente preparate dalle monache: per l'occasione Madre Chiara recupera antiche ed elaborate ricette medievali e rinascimentali. Grande attenzione viene riservata anche alla sala interamente illuminata dalle candele e con vettovaglie decisamente francescane, alla preghiera a tavola e agli spunti di riflessione consegnati durante la serata che diventano l'occasione per far si' che il silenzio venga vissuto come occasione per far spazio - interiormente – alla Parola di Dio. A condurre la serata sono le monache stesse e per far comprendere e vivere pienamente il senso di questa iniziativa si effettua – prima della cena - una visita guidata al monastero e al museo del silenzio.

La cena monastica in silenzioLa cena monastica in silenzio

L’eremo di Fara Sabina è un luogo di pace, silenzio e preghiera. Cosa altro ha da offrire a chi viene a farvi visita?
La gioia dell'incontro con l'altro alla luce di questa consapevolezza: bisogna uscire dall'illusione che occorra aspettare di essere perfetti, belli e santi per incontrare il Signore. Dove c'è la preghiera non puo' esserci la chiusura. La contemplazione parte da se per giungere al mistero di DIO. Meditare/riflettere su Dio è un circuito chiuso mentre contemplare è un circuito aperto: già la parola contemplare indica un guardare lento con gli occhi del cuore e chi contempla è chiamato a farlo con sentimenti di meraviglia, ammirazione e gratitudine. In fin dei conti c'è un monaco in ogni cuore umano: colui che desidera essere uno, integro, unificato costui è un monaco.

La cena monastica in silenzioLa cena monastica in silenzio

Suor Barbara non è facile essere monache di clausura in un tempo dove tutto è social e on line. Come si può coniugare la fede, la clausura e le esigenze del presente?
Vivendo con equilibrio, vigilanza, umilta' e senza paura la propria umanita' nella piena consapevolezza che l'uomo e' anzitutto un essere sociale. L'esperienza di Dio si vive nell'incontro con Lui e con il prossimo sempre per mezzo della nostra umanita'. Del resto già la tradizione dei Padri della Chiesa non vedeva antagonismo tra la vicinanza di Dio e quella ai fratelli perchè quanto piu' ci si avvicina a DIO tanto piu' ci si avvicina gli uni agli altri e viceversa. Si ha bisogno della verita' degli altri perche' nessuno possiede Dio come un qualcosa di cui esserne proprietario: l'ascolto e il dialogo con l'altro suppongono un'apertura al mistero e non una minaccia da eliminare.

La cena monastica in silenzioLa cena monastica in silenzio

ANIMALIA - Se raccogliete un cane affamato e lo nutrite non vi morderà: Ecco la differenza tra l'uomo e il cane (M. Twain) - Chi ha creato i gatti si poteva permettere di sbagliare tutto il resto (M. Migliaccio) - I gatti sono tutti quanti liberi professionisti (Sy Fisher) - Quando un uomo uccide una tigre, lo chiamano sport, quando viene ucciso dalla tigre la chiama ferocia (G.B.Shaw) - Coloro che uccidono gli animali per mangiarne le carni saranno più inclini dei vegetariani a massacrare i propri simili (Pitagora) - Ciò che distingue il genere umano dal regno animale è che in quest'ultimo è sconosciuta la malvagità fine a se stessa (A. Morandotti) - Dobbiamo svuotare le gsbbkie, non renderle più grandi (T. Regan) - L'intelligenza è negata agli animali solo da coloro che ne possiedono assai poca (A. Shopenhauer) -----