#208 - 13 gennaio 2018
LA STRISCIA KOMIKA - Attenzione, per arrabbiarsi si mettono in moto 65 muscoli! per sorridere solo 16! Fai economia, sorridi!!! - E' chiaro che i tizi che stanno seduti al bar alle 11 del mattino sanno qualcosa su come ci si guadagna da vivere che noi non sappiamo - Ho bisogno di emozioni forti...vado a leggere il mio estratto conto - Beati i vegetariani... che non possono mangiarsi il fegato - L'unico uomo capace di tenere sveglia una donna tutta la notte, porta il pannolino - Come si chiama...quando tutto va bene? Alcool, si chiama alcool! - Oggi la mia vicina ha urlato così forte a suo figlio che dalla paura mi sono messo a sistemare la camera pure io - L'unica che ti aiuta veramente nel momento del bisogno è la carta igienica -
Cultura e Società

Centinaia di giornalisti presenti

Udienza generale sulla comunicazione

Responsabilità della stampa

“Nel nostro tempo si avverte la necessità di un’informazione affidabile"

Di Veronica Giacometti (ACI stampa)

“Voi avete un compito, o meglio una missione, tra le più importanti nel mondo di oggi: quella di informare correttamente, di offrire a tutti una versione dei fatti il più possibile aderente alla realtà. Siete chiamati a rendere accessibili a un vasto pubblico problematiche complesse, in modo da operare una mediazione tra le conoscenze a disposizione degli specialisti e la concreta possibilità di una loro ampia divulgazione”.

Sono queste le parole di ringraziamento di Papa Francesco ai Membri dell’Unione Stampa Periodica Italiana (U.S.P.I.) e della Federazione Italiana Settimanali Cattolici, ricevuti in Udienza presso il Palazzo Apostolico.
Sono circa tremila le testate giornalistiche edite o trasmesse, sia in forma cartacea sia in quella digitale, da medie e piccole imprese editoriali e da enti e associazioni no-profit.

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“La vostra voce, libera e responsabile- continua il Pontefice nel suo discorso ai presenti - è fondamentale per la crescita di qualunque società che voglia dirsi democratica, perché sia assicurato il continuo scambio delle idee e un proficuo dibattito basato su dati reali e correttamente riportati”.
Per il Papa “si avverte in modo pressante la necessità di un’informazione affidabile, con dati e notizie verificati, che non punti a stupire e a emozionare, ma piuttosto si prefigga di far crescere nei lettori un sano senso critico, che permetta loro di farsi adeguate domande e raggiungere conclusioni motivate”. Francesco chiede di evitare i “polveroni mediatici”.

“A queste esigenze la media e piccola editoria può rispondere più facilmente”, commenta a tal proposito il Papa. Perché “essa possiede, nella propria impostazione, salutari vincoli che la aiutano a generare un’informazione meno massificata, meno soggetta alla pressione delle mode, tanto passeggere quanto invadenti”. “Essa infatti è geneticamente più legata alla sua base territoriale di riferimento – continua Francesco - più prossima alla vita quotidiana delle comunità, più ancorata ai fatti nella loro essenzialità e concretezza. Si tratta di un giornalismo strettamente connesso alle dinamiche locali, alle problematiche che nascono dal lavoro delle varie categorie, agli interessi e alle sensibilità”.

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“Lavorare nel settimanale diocesano significa “sentire” in modo particolare con la Chiesa locale, vivere la prossimità alla gente della città e dei paesi, e soprattutto leggere gli avvenimenti alla luce del Vangelo e del magistero della Chiesa. Questi elementi sono la bussola del suo modo peculiare di fare giornalismo, di raccontare notizie ed esporre opinioni”.
Conclude infine Francesco :“Si avverte l’urgente bisogno di notizie comunicate con serenità, precisione e completezza, con un linguaggio pacato, in modo da favorire una proficua riflessione; parole ponderate e chiare, che respingano l’inflazione del discorso allusivo, gridato e ambiguo. E’ importante che, con pazienza e metodo, si offrano criteri di giudizio e informazioni così che la pubblica opinione sia in grado di capire e discernere, e non stordita e disorientata”.

Una pietra può tornire una pietra se la muove la mano dell'amore (H. von Hofmaansthal) - L'amore è la più saggia delle follie (W: Shakespeare) - Colui che è contento di se stesso, ama l'umanità (L: Pirandello) - Non si è perduto niente se ci resta l'amore (Parafrasando F: Voltaire) - Non c'è amore sprecato (M: de Servantes) - Ama e fa ciò che vuoi (Sant'Agostino) - Si vive solo il tempo in cui si ama (C.A. Helvetius)