#204 - 21 ottobre 2017
AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo numero resterà in rete fino alla mezzanotte di venerdi 15 febbraio, quando lascerà il posto al numero 236. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora per voi : AMICI ANIMALI - Vivisezione: Nessuno scopo è così alto da giustificare metodi così indegni (A. Einstein) - Grandezza morale e progresso di una nazione si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali (Gandhi) - La compassione e l'empatia per il più piccolo degli animali è una delle più nobili virtù che un uomo possa avere (C. Darwin) - Fintanto che l'uomo continuerà a massacrare gli animali non conoscerà ne salute, ne pace (Pitagora) - Tra tutti gli animali l'uomo è il più crudele. E' l'unico ad infliggere dolore per il piacere di farlo (M Twain) - A forza di sterminare animali si è capito che anche sopprimere uomini non richiedeva grande sforzo ( E.da Rotterdam) . -
Racconto

Il sospiro

di Ruggero Scarponi

Quando la Signora, fece il suo ingresso nella spiaggia dello stabilimento balneare, nessuno avrebbe immaginato le conseguenze che ne sarebbero derivate.
Donna assai bella e riservata, la Signora, riservata al limite del misterioso. Di lei non si sapeva quasi nulla, nemmeno il nome, per questo, era detta da tutti : la Signora.
I suoi modi erano garbati, sebbene non avesse rapporto alcuno con gli altri bagnanti. Il solo con cui parlasse e solo per motivi pratici, era Vittorio, il bagnino.

Senta, Vittorio, diceva appena arrivava al mattino, mi apra per cortesia l’ombrellone, e subito dopo, sia cortese, Vittorio, il lettino, non lo metta al sole, preferisco restare all’ombra.
Dopo essersi sistemata, la Signora, che doveva essere molto abitudinaria, chiedeva, invariabilmente, di poter avere un espresso ben forte con una bustina di zucchero.
Appena bevuto il caffé si faceva sistemare da Vittorio un paio di cuscinoni sul lettino, vi si adagiava e poi iniziava la sua unica attività: La lettura.
Leggeva grossi tomi di narrativa.
Ken Follett era tra i suoi autori preferiti.
Leggeva senza interruzione dalle 9,30 alle 11, quando, chiamato Vittorio con un cenno, si faceva portare un secondo espresso e una bottiglietta d’acqua minerale.

Quella donna con il suo modo di fare riservato aveva finito per incuriosire un po’ tutti nello stabilimento. Essendo, come già detto, molto bella, aveva attirato gli sguardi di parecchi giovanotti i quali, chi con una scusa, chi con un’altra, avevano inutilmente tentato la scalata di quella inespugnabile fortezza.
Caffé, acqua e libri, queste erano le uniche cose che sembrava, interessassero la Signora.
Dimenticavo, tra i motivi che stimolavano la curiosità generale c’era il fatto che la donna non si svelava mai. Pur essendo femmina dalle forme scultoree, non era mai accaduto che si facesse sorprendere in costumi da bagno succinti. Diversamente dalle altre donne, ugualmente belle, che facevano a gara nel mettersi in mostra, essa non offriva di se, del suo corpo, che limitate porzioni, quanto, al massimo, potevasi scorgere da un ampio prendisole, sotto al quale, indossava un costume da bagno intero, di colore nero.
Eppure, la sua bellezza riservata, anziché escluderla, la poneva al centro degli sguardi e dei commenti dei bagnanti.
C’era chi la criticava aspramente: sempre in disparte, con quei suoi libroni, ma chi si crede di essere, dicevano i malevoli.
Ma i più la sbirciavano incantati.
Uomini, donne e anche le ragazzine adolescenti.
Per quest’ultime, anzi, rappresentava un modello da imitare, ben più attraente delle stelline televisive, dai look trasgressivi e impudenti!
Alcune di loro, infatti, che prima di partire per il mare avevano messo in croce mamma e papà per avere il permesso d’ indossare il loro primo “due pezzi”, ora, se ne andavano in giro fiere, su e giù per l’arenile, con un broncetto da signorine già grandi, fasciate da costumi interi, di colore nero.
Ben presto nello stabilimento aumentò il consumo di caffé e di acqua minerale.
Sorbire un espresso, appena arrivati al mattino e un secondo, intorno alle undici, era diventato irrinunciabile. Così, come passare la più parte della mattinata, all’ombra, sotto l’ombrellone, a leggere libri di narrativa.
Soprattutto Ken Follett, credo.

La cosa aveva sorpreso le librerie del centro balneare che furono costrette a rifornirsi più volte per far fronte alle tante richieste.
Ma c’era una cosa che la Signora faceva e che la rendeva inimitabile.
La Signora, intorno alle 12 meno cinque, poco prima di alzarsi per lasciare la spiaggia, abbassava il libro che stava leggendo, lasciava vagare lo sguardo sognante sull’orizzonte marino e…sospirava.
Un unico, breve e delicato sospiro.
Su quel flebile flusso aereo, appena percepibile, si scatenava la fantasia di tutta la spiaggia.
Il sospiro della Signora era atteso come un gesto liturgico, con la compunzione del fedele alla messa domenicale. In religioso silenzio.
I suoi gesti erano conosciuti ed enumerati.
Ora abbassa il libro, ora guarda sognante l’orizzonte, ora prende una breve pausa, ecco, ora sospira!
Quando alla fine del mese di luglio la Signora, decise di rientrare in città, lo stabilimento balneare, nel quale aveva fatto il suo ingresso la prima volta trenta giorni prima, non era più lo stesso.
Le donne, giovani e meno, avevano abbandonato gli audaci costumi da bagno e non si mostravano in spiaggia senza indossare degli ampi prendisole.
Sotto gli ombrelloni si beveva acqua minerale, si sorbiva caffé e si leggeva narrativa, stile Ken Follett. Ma soprattutto, poco prima di mezzogiorno, non c’era donna che abbassato il libro e lanciato uno sguardo sognante all’orizzonte, mancasse di emettere, un breve sospiro.
Mai, comunque, bello e suggestivo come quello della Signora.

AFORISMI - Vivi come puoi, da momento che non puoi vivere come vorresti (Cecilio Stazio) - Perdiamo i tre quarti di noi stessi per essere come le altre persone (A. Schopenhauer) - La cultura è l'unico bene dell'umanità che, diviso tra tutti, anzichè diminuire diventa più grande (H.G. Gadamer) - La gentilezza è il linguafggio che il sordo può sentire e il cieco può vedere (M. Twain) - L'immaginazione è la prima fonte della felicità umana (G. Leopardi) - L'ignoranza è un vizio (Talete) - Se la pensi come la maggioranza il tuo pensiero diventa superfluo (P. Valéry)