#204 - 21 ottobre 2017
LA STRISCIA KOMIKA - Attenzione, per arrabbiarsi si mettono in moto 65 muscoli! per sorridere solo 16! Fai economia, sorridi!!! - E' chiaro che i tizi che stanno seduti al bar alle 11 del mattino sanno qualcosa su come ci si guadagna da vivere che noi non sappiamo - Ho bisogno di emozioni forti...vado a leggere il mio estratto conto - Beati i vegetariani... che non possono mangiarsi il fegato - L'unico uomo capace di tenere sveglia una donna tutta la notte, porta il pannolino - Come si chiama...quando tutto va bene? Alcool, si chiama alcool! - Oggi la mia vicina ha urlato così forte a suo figlio che dalla paura mi sono messo a sistemare la camera pure io - L'unica che ti aiuta veramente nel momento del bisogno è la carta igienica -
Racconto

Il sospiro

di Ruggero Scarponi

Quando la Signora, fece il suo ingresso nella spiaggia dello stabilimento balneare, nessuno avrebbe immaginato le conseguenze che ne sarebbero derivate.
Donna assai bella e riservata, la Signora, riservata al limite del misterioso. Di lei non si sapeva quasi nulla, nemmeno il nome, per questo, era detta da tutti : la Signora.
I suoi modi erano garbati, sebbene non avesse rapporto alcuno con gli altri bagnanti. Il solo con cui parlasse e solo per motivi pratici, era Vittorio, il bagnino.

Senta, Vittorio, diceva appena arrivava al mattino, mi apra per cortesia l’ombrellone, e subito dopo, sia cortese, Vittorio, il lettino, non lo metta al sole, preferisco restare all’ombra.
Dopo essersi sistemata, la Signora, che doveva essere molto abitudinaria, chiedeva, invariabilmente, di poter avere un espresso ben forte con una bustina di zucchero.
Appena bevuto il caffé si faceva sistemare da Vittorio un paio di cuscinoni sul lettino, vi si adagiava e poi iniziava la sua unica attività: La lettura.
Leggeva grossi tomi di narrativa.
Ken Follett era tra i suoi autori preferiti.
Leggeva senza interruzione dalle 9,30 alle 11, quando, chiamato Vittorio con un cenno, si faceva portare un secondo espresso e una bottiglietta d’acqua minerale.

Quella donna con il suo modo di fare riservato aveva finito per incuriosire un po’ tutti nello stabilimento. Essendo, come già detto, molto bella, aveva attirato gli sguardi di parecchi giovanotti i quali, chi con una scusa, chi con un’altra, avevano inutilmente tentato la scalata di quella inespugnabile fortezza.
Caffé, acqua e libri, queste erano le uniche cose che sembrava, interessassero la Signora.
Dimenticavo, tra i motivi che stimolavano la curiosità generale c’era il fatto che la donna non si svelava mai. Pur essendo femmina dalle forme scultoree, non era mai accaduto che si facesse sorprendere in costumi da bagno succinti. Diversamente dalle altre donne, ugualmente belle, che facevano a gara nel mettersi in mostra, essa non offriva di se, del suo corpo, che limitate porzioni, quanto, al massimo, potevasi scorgere da un ampio prendisole, sotto al quale, indossava un costume da bagno intero, di colore nero.
Eppure, la sua bellezza riservata, anziché escluderla, la poneva al centro degli sguardi e dei commenti dei bagnanti.
C’era chi la criticava aspramente: sempre in disparte, con quei suoi libroni, ma chi si crede di essere, dicevano i malevoli.
Ma i più la sbirciavano incantati.
Uomini, donne e anche le ragazzine adolescenti.
Per quest’ultime, anzi, rappresentava un modello da imitare, ben più attraente delle stelline televisive, dai look trasgressivi e impudenti!
Alcune di loro, infatti, che prima di partire per il mare avevano messo in croce mamma e papà per avere il permesso d’ indossare il loro primo “due pezzi”, ora, se ne andavano in giro fiere, su e giù per l’arenile, con un broncetto da signorine già grandi, fasciate da costumi interi, di colore nero.
Ben presto nello stabilimento aumentò il consumo di caffé e di acqua minerale.
Sorbire un espresso, appena arrivati al mattino e un secondo, intorno alle undici, era diventato irrinunciabile. Così, come passare la più parte della mattinata, all’ombra, sotto l’ombrellone, a leggere libri di narrativa.
Soprattutto Ken Follett, credo.

La cosa aveva sorpreso le librerie del centro balneare che furono costrette a rifornirsi più volte per far fronte alle tante richieste.
Ma c’era una cosa che la Signora faceva e che la rendeva inimitabile.
La Signora, intorno alle 12 meno cinque, poco prima di alzarsi per lasciare la spiaggia, abbassava il libro che stava leggendo, lasciava vagare lo sguardo sognante sull’orizzonte marino e…sospirava.
Un unico, breve e delicato sospiro.
Su quel flebile flusso aereo, appena percepibile, si scatenava la fantasia di tutta la spiaggia.
Il sospiro della Signora era atteso come un gesto liturgico, con la compunzione del fedele alla messa domenicale. In religioso silenzio.
I suoi gesti erano conosciuti ed enumerati.
Ora abbassa il libro, ora guarda sognante l’orizzonte, ora prende una breve pausa, ecco, ora sospira!
Quando alla fine del mese di luglio la Signora, decise di rientrare in città, lo stabilimento balneare, nel quale aveva fatto il suo ingresso la prima volta trenta giorni prima, non era più lo stesso.
Le donne, giovani e meno, avevano abbandonato gli audaci costumi da bagno e non si mostravano in spiaggia senza indossare degli ampi prendisole.
Sotto gli ombrelloni si beveva acqua minerale, si sorbiva caffé e si leggeva narrativa, stile Ken Follett. Ma soprattutto, poco prima di mezzogiorno, non c’era donna che abbassato il libro e lanciato uno sguardo sognante all’orizzonte, mancasse di emettere, un breve sospiro.
Mai, comunque, bello e suggestivo come quello della Signora.

Una pietra può tornire una pietra se la muove la mano dell'amore (H. von Hofmaansthal) - L'amore è la più saggia delle follie (W: Shakespeare) - Colui che è contento di se stesso, ama l'umanità (L: Pirandello) - Non si è perduto niente se ci resta l'amore (Parafrasando F: Voltaire) - Non c'è amore sprecato (M: de Servantes) - Ama e fa ciò che vuoi (Sant'Agostino) - Si vive solo il tempo in cui si ama (C.A. Helvetius)