#109 - 27 ottobre 2014
AAA ATTENZIONE - Questo numero rimarrÓ in rete fino alla mezzanotte del 1░ marzo, quando lascerÓ il posto al numero 347. Ora MOTTI per TUTTI : - FinchŔ ti morde un lupo, pazienza; quel che secca Ŕ quando ti morde una pecora ( J.Joyce) - Lo sport Ŕ l'unica cosa intelligente che possano fare gli imbecilli (M.Maccari) - L'amore ti fa fare cose pazze, io per esempio mi sono sposato (B.Sorrel) - Anche i giorni peggiori hanno il loro lato positivo: finiscono! (J.Mc Henry) - Un uomo intelligente a volte Ŕ costretto a ubriacarsi per passare il tempo tra gli idioti (E.Hemingway) - Il giornalista Ŕ colui che sa distinguere il vero dal falso e pubblica il falso (M. Twain) -
Poesia

scelti da Alessandro Gentili

gli imperdonabili

Gabriele d'Annunzio
(1863 - 1938)

La sera fiesolana

Fresche le mie parole ne la sera
ti sien come il frusc├Čo che fan le foglie
del gelso ne la man di chi le coglie
silenzioso e ancor s'attarda a l'opra lenta
su l'alta scala che s'annera
contro il fusto che s'inargenta
con le sue rame spoglie
mentre la Luna ├Ę prossima a le soglie
cerule e par che innanzi a s├Ę distenda un velo
ove il nostro sogno giace
e par che la campagna già si senta
da lei sommersa nel notturno gelo
e da lei beva la sperata pace
senza vederla.
Laudata sii pel tuo viso di perla,
o Sera, e pe'; tuoi grandi umidi occhi ove si tace
l'acqua del cielo!
Dolci le mie parole ne la sera
ti sien come la pioggia che bruiva
tepida e fuggitiva,
commiato lacrimoso de la primavera,
su i gelsi e su gli olmi e su le viti
e su i pinidai novelli rosei diti
che giocano con l'aura che si perde,
e su 'l grano che non ├Ę biondo ancora
e non ├Ę verde,
e su 'l fieno che gi├á pat├Č la falce
e trascolora,
e su gli olivi, su i fratelli olivi
che fan di santità pallidi i clivi
e sorridenti.
Laudata sii per le tue vesti aulenti,
o Sera, e pel cinto che ti cinge come il salce
il fien che odora!
Io ti dir├▓ verso quali reami
d'amor ci chiami il fiume, le cui fonti
eterne a l'ombra de gli antichi rami
parlano nel mistero sacro dei monti;
e ti dir├▓ per qual segreto
le colline su i limpidi orizzonti
s'incurvino come labbra che un divieto
chiuda, e perch├Ę la volont├á di dire
le faccia belle
oltre ogni uman desire
e nel silenzio lor sempre novelle
consolatrici, s├Č che pare
che ogni sera l'anima le possa amare
d'amor pi├╣ forte.
Laudata sii per la tua pura morte,
o Sera, e per l'attesa che in te fa palpitare
le prime stelle!

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