#202 - 22 settembre 2017
AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo numero rester in rete fino alla mezzanotte del giorno 27 gennaio quando lascer il posto al numero 300. ORA per VOI un po' di SATIRA - Finch ti morde un lupo, pazienza; quel che secca quando ti morde una pecora ( J.Joyce) - Lo sport l'unica cosa intelligente che possano fare gli imbecilli (M.Maccari) - L'amore ti fa fare cose pazze, io per esempio mi sono sposato (B.Sorrel) - Anche i giorni peggiori hanno il loro lato positivo: finiscono! (J.Mc Henry) - Un uomo intelligente a volte costretto a ubriacarsi per passare il tempo tra gli idioti (E.Hemingway) - Il giornalista colui che sa distinguere il vero dal falso e pubblica il falso (M. Twain) -
Cinema

Vicenza

Cinema di montagna

Di
Giuseppe Cocco

Cinema di montagnaCinema di montagna

La nona edizione cinematografica di “Vicenza e la montagna” presenta un nutrito programma, comprensivo anche di incontri letterari e presentazione di libri. L’iniziativz è il Frutto della collaborazione tra le cinque società alpinistiche vicentine (Club Alpino Italiano, Giovane Montagna, Gruppo Alpinistico Vicentino, Società Alpinisti Vicentini a cui quest’anno si aggiunge anche l’associazione Neve e Roccia di Arcugnano), con il patrocinio del Comune di Vicenza e la collaborazione del Trento Film Festival.

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Come tradizione, verranno proposte quattro serate di film di montagna, cercando di toccare tutte le sfaccettature di questo incantevole mondo. Con il consueto format, si alterneranno a queste proiezioni, tre incontri letterari in collaborazione con la Libreria Galla che ospiterà, per tutta la durata della manifestazione, la mostra Dolomiti Art Rock con una visione particolare e “microscopica” delle rocce con cui gli appassionati di montagna si rapportano nelle proprie uscite.

Tra le pellicole, è opportuno segnalare:

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Dhaulagiri ascenso a la Montana Blanca di Cristian Harbaruk e Guillermo Glass - Argentina, 2016 (73’)
Quattro amici argentini, Guillermo, Christian, Sebastián e Darío, decidono di girare un documentario che racconti la loro ascesa al Dhaulagiri. Ma Darío muore durante il tentativo di raggiungere la vetta in solitaria. Una volta rientrati, Guillermo inizierà a documentare un secondo viaggio, che lo porterà sulle tracce dei suoi compagni di spedizione nel tentativo di rielaborare le domande che hanno continuato a tormentarlo dal giorno dell’incidente e in particolare le scelte che li hanno portati troppo vicino al limite estremo.

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The White Maze
di Matthias Mayr - Austria, 2016 (52’)
Al termine di un intero anno trascorso ad organizzare, programmare e immaginare possibili scenari avventurosi, Matthias Hauni Haunholder e Matthias Mayr decidono di partire per la loro missione impossibile: essere i primi a sciare sul Monte Pobeda, la cima più alta della Siberia orientale.
Il film ha ricevuto il premio Mario Bello dal Centro di Cinematogra a e Cineteca del Club Alpino Italiano al Trento Filmfestival 2017.

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When the Mountains Were Wild
di Johannes Hoffman - Albania-Austria, 2015 (19’)
Un gruppo di cinque amici sciatori, snowboarder e filmmaker si mette in viaggio a bordo di un furgoncino alla ricerca del lato selvaggio nella Valle della Valbona dei Balcani.
Prima di raggiungere la loro meta, in Albania, avranno occasione di passare attraverso i paesaggi che furono teatro delle guerre jugoslave. Tra mappe vaghe e tempeste di neve, i ragazzi si ritrovano nel cuore di queste montagne a raccontare un meraviglioso viaggio.

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Annapurna III Unclimbed
di Jochen Schmoll - Nepal-Austria, 2016 (13’)
La documentazione di una spedizione sull’Annapurna III guidata da David Lama insieme agli scalatori austriaci Hansjörg Auer e Alex Blümel. Nel corso di cinque settimane tenteranno di risolvere uno dei grandi dilemmi dell’alpinismo: la via che risale la cresta sud-est dell’Annapurna III.

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Oltre il confine - la storia di Ettore Castiglioni
di Andrea Azzetti e Federico Massa - Italia-Svizzera, 2017 (66’)
Marco Albino Ferrari ripercorre le tappe salienti della vita dell’alpinista Ettore Castiglioni e cerca di svelare il mistero della sua morte. Ad accompagnarlo, la voce del diario dell’alpinista, che riporta le sue angosce e le sue speranze.
Il film documentario divulga la storia bellissima e troppo a lungo misconosciuta, dell’alpinista anti fascista con lo smisurato amore non solo per la montagna ma anche per la libertà. Da Milano a una cabinovia che sale verso la montagna, da una caserma in abbandono a una baita nascosta che fu il luogo in cui si rifugiò dopo l’8 settembre e dove fece vita da partigiano.
Sfruttando la sua conoscenza del territorio, Castiglioni diventa una sorta di primula rossa della guerra in montagna e la sua ragione di vita diventa condurre alla salvezza le famiglie dei perseguitati.

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