#202 - 22 settembre 2017
AAAA. ATTENZIONE - Cari Lettori, questo numero rester in rete fino a venerdi 3 giugno quando ceder il posto al n 274. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora per voi ecco qualche massima: Meglio tacere e sembrare stupidi che aprir bocca e togliere ogni dubbio (O. Wilde) - Riesco a resistere a tutto tranne che alle tentazioni (O. Wilde) - Un banchiere uno che vi presta l'ombrello quando c' il sole e lo rivuole indietro appena comincia a piovere (M. Twain) - Il vantaggio di essere intelligente che si pu fare l'imbecille, mentre il contrario del tutto impossibile (W. Allen) - Sembra che io abbia una costituzione che non regge l'alcol e ancor meno l'idiozia e l'ignoranza (J.Kerouac) - Non discutere mai con un idiota, la gente potrebbe non notare la differenza (A. Block) -
Ambiente

Nuova collana editoriale del Club Alpino Italiano
in collaborazione dell'editrice Ponte delle Grazie

Ambiente - Natura - Letteratura

CAI Editore

Il piacere e il significato del camminare in montagna

nelle parole di Enrico Brizzi e Marco Albino Ferrari

Il sogno del drago - La via incantata

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“Il CAI da sempre è un editore, ma fino ad ora di manualistica, libri tecnici e saggistica. Ora con il Centro operativo editoriale si è pensato di dare vita a due collane di narrativa di montagna:quest'anno è partita, in collaborazione con Ponte alle Grazie, quella per adulti, il prossimo sarà la volta di una per ragazzi.
E' una grande scommessa, nella narrativa la montagna deve diventare elemento di passione, attraverso romanzi dove le terre alte siano cornice di racconti e vicende umane e non solo di resoconti di spedizioni alpinistiche. Il momento è adatto, c'è una forte domanda di narrativa di montagna, la montagna tira”.

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Con queste parole il direttore di Montagne360 Luca Calzolari ha dato inizio, dopo il salauto del Presidente del CAI Lombardia Renato Aggio, alla presentazione della collana “Passi”, in compagnia degli autori delle due prime uscite: Enrico Brizzi (autore de “Il sogno del drago”) e Marco Albino Ferrari (autore de “La via incantata”).
I due scrittori hanno spiegato i motivi di una montagna “che sta andando di moda”: per Ferrari le terre alte offrono concretezza, propongono una vita attiva, dalla quale deriva la conoscenza, in contrapposizione conl'immaterialità delle nuove tecnologie. Secondo Brizzi oggi c'è più attenzione per lo stile di vita, in particolare per quello all'aria aperta, e l'Italia geograficamente offre tantissimi luoghi montani dove trascorrere tempo all'aperto.

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Prima di passare ai libri Calzolari ha posto al centro della discussione il tema dello zaino, uno zaino “nel quale le prime volte che si parte per stare via più giorni si mettono troppe cose inutili, appesantendolo. Ogni salita era una via crucis. Con il tempo si impara a lasciare a casa tanta roba superflua”. Uno zaino la cui composizione rappresenta, per Ferrari “l'esperienza più bella., il momento in cui si passa dalla vita grigia della città a quello della vita in montagna, delle emozioni. Invece il disfare lo zaino tutto in disordine una volta tornati ti fa tornare nel momento dell'attesa della prossima escursione, è emozionante anche questo perchè ti fa ricordare le esperienze vissute”.

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I due autori hanno poi parlato dell'oggetto dei loro libri, il Cammino di Santiago per Brizzi e la Val grande per Ferrari. “Il pellegrinaggio è come una vita in miniatura, una tradizione di quasi tutti i popoli, che affrontavano un momento di sospensione della vita reale”, dice Brizzi.
“La partenza è come la nascita, si diventa qualcosa d'altro. Secondo la mia esperienza il terzo giorno è quello clou, quello in cui bisogna superare la ribellione del corpo all'idea di camminare, di viaggiare per molte settimane”.
La Val Grande, nelle parole di Ferrari, è l'area wilderness più grande d'Italia. "E' difficile andare fuori dai sentieri perchè il bosco è molto fitto e intricato. Boschi selvaggi che oggi hanno preso il posto di comunità che vivevano del taglio della legna. C'erano 180 alpeggi abitati. La vera wilderness non è detto si trovi solo dove non ci sono tracce umane, ma anche dove la natura si riprende i resti di antiche attività dell'uomo.
In Val Grande c'è un sentiero percorribile in quattro tappe, il primo a essere attrezzato in Italia: non è facile, sono quattro giorni da trascorrere in un ambiente quasi esotico, anche se vicino geograficamente a Milano, percorso intitolato a Giacomo Bove”.

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In chiusura i due autori si sono posti una domanda ciascuno: Brizzi ha chiesto a Ferrari quali sono i suoi idoli di gioventù che ti hanno ispirato. “Il mio grande idolo è Primo Levi per la qualità della scrittura e per l'aver parlato della montagna in un modo che le dà senso, raccontando cosa è accaduto in quei luoghi.
Anch'io voglio raccontare tutte le tracce che sono passate per le montagne”, ha risposto Marco Albino.
Ferrari ha chiesto a Brizzi quando e come collimano la scrittura e il camminare. “Sia imbarcarsi in un romanzo sia in un lungo viaggio a piedi richiede il tracciamento di una strada e la decisione di quali direzioni prendere via via che si procede. E' necessario soppesare le proprie scelte. Io consiglio alle scuole superiori di fare almeno un viaggio a piedi, al posto delle tradizionali gite scolastiche, per questo motivo.
Quindi lo scrivere e il camminare ti fanno imparare a decidere”, ha risposto Enrico.

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