#196 - 24 giugno 2017
AAAAAttenzione - Care amiche e cari amici lettori, dopo alcune difficoltà tecniche e qualche scontro con l'influenza, eccoci di nuovo con il primo numero del 2018 del giornale. Dunque, innanzi tutto un BUON ANNO a tutti, che sia veicolo di felicità, serenità, salute. Invitiamo tutti a seguirci e da parte nostra cercheremo di essere puntuali nelle uscite e capaci di proporvi notizie di vostro gradimento. grazie.
Editoriale

Arsura

di Dante Fasciolo

Puntuale come ogni anno
torna il problema della mancanza d’acqua,
accompagnata da vuoti sermoni
così teatralmente affascinanti ed inutili.

Non mancano mai i sapienti tuttologi
che armeggiano parole e significati
nel labirinto delle loro incapacità a capire
il male che fanno a se stessi e alla società.

Anche quest’anno manca l’acqua, è vero:
laghi e bacini sotto il livello minimo,
fiumi e torrenti in secca,
avare piogge e cime prive di neve.

Succede da noi, succede nei vari continenti.
E quest’anno porta con se qualcosa di più in arsura,
qualcosa in meno di patrimonio verde,
qualcosa che si somma alla siccità di sempre.
Il sole batte impietoso,
l’aria mozza il respiro,
il fisico soffre e si ammala:
si chiede un difficile, impossibile aiuto.

I cosiddetti potenti della terra
hanno perduto il conto delle riunioni
consacrate alle conseguenze dei cambiamenti climatici.
Tant’è: nulla di fatto accade veramente.

Per contro, qualcuno si accinge a strappare i fili
annotati a fatica per un gomitolo che li unisca
e li renda utili alla tessitura…
da un oceano all’altro vige il dispetto.

Occorre dunque armare un esercito,
un vero esercito di buone intenzioni,
soldati e aerei che aggrediscano con forza
le cattive abitudini di vita che ci rendono schiavi,
la bramosia del consumo che avvelena le menti,
l’inarrestabile foga di sopraffare l’altro,
l’egoismo del possesso fine a se stesso,
e la rabbia – infine – che corre lungo le nostre vene
e che ci fa gridare contro gli altri,
nascondendo la nostra personale responsabilità.

Dagli scritti di Don Lorenzo Milani Priore di Barbiana tratte dall'Agenda Conoscenda 2018 (Leggere anche Articolo "Una lettera da Barbiana" - Io non ho Patria e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati da un lato, privilegiati e oppressori dall'altro. Gli uni sono la mia Patria, gli altri i miei stranieri - Il mondo ingiusto l'hanno da raddrizzare i poveri e lo raddrizzeranno solo quando l'avranno giudicato e condannato com mente aperta e sveglia come la può avere solo un povero che è stato a scuola - Non posso dire ai miei ragazzi che l'unico modo d'amare la legge è l'obbedienza.Posso solo dir loro che essi dovranno tenere in tale onore le leggi degli uomini da osservare quando sono giuste... - La coerenza è un altissimo privilegio dell'uomo, ma a patto che l'uomo abbia quel minimo di cultura senza del quale Uomo non è -