#193 - 13 maggio 2017
**AAAAA ATTENZIONE - Questo numero del giornale resterà in rete fino a venerdì 23 giugno, quando alla mezzanotte cederà il posto al n° 196. BUONA LETTURA TUTTI.***
Pagine Preziose

«Ingmar Bergman è il più grande tra i registi, gli scrittori
e gli intellettuali della cultura scandinava.» Goffredo Fofi

Il cinema di Ingmar Bergman

Il Settimo Sigillo

Titolo originale: Det Sjunde Insegler
traduzione di Alberto Criscuolo - postfazione di Goffredo Pofi

Iperborea Editrice

Sulle rive di un inquieto mare incolore, cercando di prolungare la propria vita, il Cavaliere gioca a scacchi con la Morte.
L’ha incontrata al ritorno dalla Crociata in Terra Santa, dove aveva creduto di poter trovare uno scopo alla sua vita nell’azione eroica al servizio di Dio.
Suggestiva riflessione sul destino dell’uomo, questa prima versione della sceneggiatura del capolavoro di Bergman rivela le proprie qualità di opera letteraria indipendente dalla realizzazione cinematografica, restituendoci quella parte delle visioni che il cinema non può dare: i profumi, gli odori, i sapori o la malinconia del sole «che rotola sul mare nebbioso come un pesce gonfio d’acqua».

In occidente non esiste la cultura del perdente, solo l'esaltazione del vincitore. Ma è nela sconfitta che si manifesta la gloria dell'uomo (Leonard Cohen) - La vigliaccheria chiede: è sicuro? L'opportunità chiede: è conveniente? La vana gloria chiede: è popolare? Ma la coscienza chiede: è giusto? (Martin Luther King) - Osa cose straordinarie, trionfa in gloria, anche se screziato dall'insuccesso, piuttosto che schierarti tra i poveri di spirito che non provano grandi gioie né grandi dolori, perchè vivono nell'indistinto crepuscolo che non conosce vittorie e sconfitte (Franklin Delano Roosevelt) - Le forze della natura agiscono secondo una segreta armonia che è compito dell'uomo scoprire per il bene dell'uomo stesso e la gloria del Creatore (Gregor Mendel) - Chi semina virtù fama raccoglie (Leonardo da Vinci)