#193 - 13 maggio 2017
**AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori molti redattori vanno in vacanza e il giornale di conseguenza rallenta le uscite. Questo numero resterà in rete fino a venerdì 28 luglio, quando alla mezzanotte cederà il posto al n° 198. BUONA LETTURA TUTTI.***
Pagine Preziose

«Ingmar Bergman è il più grande tra i registi, gli scrittori
e gli intellettuali della cultura scandinava.» Goffredo Fofi

Il cinema di Ingmar Bergman

Il Settimo Sigillo

Titolo originale: Det Sjunde Insegler
traduzione di Alberto Criscuolo - postfazione di Goffredo Pofi

Iperborea Editrice

Sulle rive di un inquieto mare incolore, cercando di prolungare la propria vita, il Cavaliere gioca a scacchi con la Morte.
L’ha incontrata al ritorno dalla Crociata in Terra Santa, dove aveva creduto di poter trovare uno scopo alla sua vita nell’azione eroica al servizio di Dio.
Suggestiva riflessione sul destino dell’uomo, questa prima versione della sceneggiatura del capolavoro di Bergman rivela le proprie qualità di opera letteraria indipendente dalla realizzazione cinematografica, restituendoci quella parte delle visioni che il cinema non può dare: i profumi, gli odori, i sapori o la malinconia del sole «che rotola sul mare nebbioso come un pesce gonfio d’acqua».

Può darsi che la vita ci separi dai compagni, c'impedisca di pensare molto a loro, ma da qualche parte, non si sa bene dove, essi esistono, silenziosi e dimenticati, eppure sempre fedeli! (Antoine de Saint-Exupéry) - Gioia e dolore hanno un confine incerto (Fabrizio De André) - La preghiera tanto più vale quanto più è ricca di amore ( Charles De Foucauld) - Non capiremo nulla della storia se non metteremo in conto questa differenza radicale: noi guardiamo alla Terra, i nostri antenati guardavano al Cielo; noi ci aggrappiamo alla Vita; loro meditavano sulla Morte; noi ci preoccupiamo di far Carriera; loro di Salvarsi dall'Inferno; noi ci confrontiamo ci Padroni; loro con il Padre ( Vittorio Messori)