#192 - 6 maggio 2017
Il DIRETTORE DEL GIORNALE E I REDATTORI TJUTTI AUGURANO UN SERENO NUOVO ANNO - AAA ATTENZIONE - Questo numero rimarrà in rete fino alla mezzanotte del 14 gennaio, quando lascerà il posto al numero 371. Ora MOTTI per TUTTI : - Finchè ti morde un lupo, pazienza; quel che secca è quando ti morde una pecora ( J.Joyce) - Lo sport è l'unica cosa intelligente che possano fare gli imbecilli (M.Maccari) - L'amore ti fa fare cose pazze, io per esempio mi sono sposato (B.Sorrel) - Anche i giorni peggiori hanno il loro lato positivo: finiscono! (J.Mc Henry) - Un uomo intelligente a volte è costretto a ubriacarsi per passare il tempo tra gli idioti (E.Hemingway) - Il giornalista è colui che sa distinguere il vero dal falso e pubblica il falso (M. Twain) -
Pagine Preziose

La rivoluzione ungherese
sessant'anni dopo

Guida storica ed eredità politica

Gizella Nemeth, Adriano Papo, Stefano Bottoni, Antonio Macchia,
Imre Madarász, Georg Meyr, Romano Pietrosanti, Eliisa Pitkäsalo,
Antonio Donato Sciacovelli, Gianluca Volpi

Aracne Editrice

La Rivoluzione ungherese del ’56 fu una rivolta antitotalitaria e una lotta per l’indipendenza e la libertà che interessò e coinvolse tutti gli strati sociali e le componenti politiche dell’Ungheria.

La lezione che scaturì dalle barricate di Budapest fu esemplare: essa conteneva un messaggio universale, che, una volta recepito, mise in atto un processo di risveglio delle coscienze dei popoli dell’Europa centrorientale.

La Rivoluzione ungherese, infatti, anche se tragicamente repressa nel sangue dai carri armati sovietici, aprì la strada agli avvenimenti del 1989 e degli anni seguenti che hanno portato alla caduta dei regimi comunisti nei paesi del blocco sovietico, all’abbattimento della cortina di ferro e all’allargamento a Est dell’Unione Europea.

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