#176 - 10 dicembre 2016
AAAAA ATTENZIONE - Amici lettori, questo numero resterà  in rete fino alla mezzanotte di venerdi1 luglio, quando lascerà  il posto al numero 310. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi alcune massime: "Nessun impero, anche se sembra eterno, può durare all'infinito" (Jacques Attali) "I due giorni più¹ importanti della vita sono quello in cui sei nato e quello in cui capisci perchè" (Mark Twain) "L'istruzione è l'arma più potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo" (Nelson Mandela) "Io non posso insegnare niente a nessuno, io posso solo farli pensare" (Socrate) «La salute non è un bene di consumo, ma un diritto universale: uniamo gli sforzi perchè i servizi sanitari siano accessibili a tutti». Papa Francesco «Il grado di civiltà  di una nazione non si misura solo sulla forza militare od economica, bensì nella capacità  di assistere, accogliere, curare i più deboli, i sofferenti, i malati. Per questo il modo in cui i medici e il personale sanitario curano i bisognosi misura la grandezza della civiltà  di una nazione e di un popolo». Alberto degli Entusiasti "Ogni mattina il mondo è un foglio di carta bianco e attende che i bambini, attratti dalla sua luminosità , vengano a impregnarlo dei loro colori" (Fabrizio Caramagna)
Editoriale

Cesare deve morire

di Dante Fasciolo

Fu preso alle spalle da Cimbro Tillio,
e uno dei due Casca lo ferì da dietro alla gola;
“Ma questa è violenza!” gridò Cesare sorpreso,
e la voce si arrestò di colpo vedendo avanzare
la minaccia di altri congiurati e tra loro
la presenza di Marco Giunio Bruto,
o forse di Decimo Giunio Bruto Albino,
“Anche tu Bruto, figlio mio?” sussurrò
con l’ultima strozzata voce ripiegando su se stesso,
e aggiunse “non vale più vivere”.

23 coltellate posero fine alla sua vita,
eppure Cesare era stato osannato tra gli dei…
troppo potere, troppa volontà di fare,
ciò non è perdonabile per la mediocrità del senato….

Si sa, la storia si ripete
anche se con modalità differenti.
Di Giunio Bruto ogni anfratto politico è pieno;
e se un Cesare tracima in misura, ebbene:
“Cesare deve morire”.

Le vicende nazionali hanno buona memoria,
dal passato hanno ereditato lo spirito
e la capacità di renderlo pratico:
“morte tua, vita mia”
È così da secoli, e ne portiamo tutto il peso.

Non abbiamo, oggi, bisogno di nuovi Cesare, è vero,
e non servono coltelli per respingere tentazioni,
sono sufficienti le parole, le più dispregiative
per accelerare l’azione di omicidio…
se di omicidio si tratta, e non di un premeditato
suicidio ordito in casa di Cesare, per attribuirsi
una medaglia di cartone al falso amor patrio.

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