#168 - 26 settembre 2016
Il DIRETTORE DEL GIORNALE E I REDATTORI TJUTTI AUGURANO UN SERENO NUOVO ANNO - AAA ATTENZIONE - Questo numero rimarrà in rete fino alla mezzanotte del 14 gennaio, quando lascerà il posto al numero 371. Ora MOTTI per TUTTI : - Finchè ti morde un lupo, pazienza; quel che secca è quando ti morde una pecora ( J.Joyce) - Lo sport è l'unica cosa intelligente che possano fare gli imbecilli (M.Maccari) - L'amore ti fa fare cose pazze, io per esempio mi sono sposato (B.Sorrel) - Anche i giorni peggiori hanno il loro lato positivo: finiscono! (J.Mc Henry) - Un uomo intelligente a volte è costretto a ubriacarsi per passare il tempo tra gli idioti (E.Hemingway) - Il giornalista è colui che sa distinguere il vero dal falso e pubblica il falso (M. Twain) -
Editoriale

Tempesta

di Dante Fasciolo

C’è aria di tempesta nel mondo,
forti venti disarticolano la vita quotidiana,
soffiano quanti vogliono restare,
soffiano quelli che vogliono disarcionarli,
la meta è sempre la stessa:
il luogo-non luogo del potere
che promette ed illude allo stesso tempo.

Ci sono le elezioni negli Stati Uniti
e la sfida è all’ultimo sangue,
linfa avvelenata che alimenta parole e azioni
indegne del più misero e relitto uomo del pianeta;
nel mentre, si gioca al tiro del piccione:
uomini bianchi e neri cadono come birilli
nel grande gioco degli scacchi assassini.

Ci sono a breve elezioni in Europa
e cavalli una volta rampanti zoppicano
all’ultima curva e scivolano sul lastrico
di una irrecuperabile strada ormai accidentata.
Due cavalli di razza nitriscono all’unisono,
ma lo spartito ha note disarmoniche,
mal conciliano col coro…si è persa l’armonia.

Russia e Cina e Nord Corea ed altre nazioni in ombra
veleggiano tranquille senza scosse;
qua basta controllare esercito e controspionaggio,
zittire stampa, televisione e internet
e la democrazia è ben stretta in pugno,
si è liberi di bombardare, di alterare i commerci,
perfino di spostare l’asse terrestre con l’atomica.

Brucia il Medioriente in preda
a despoti padri-padroni delle stremate nazioni;
morti e distruzioni assuefatte
non frenano bramosie di conquiste
e mercanti di cannoni indisturbati influenzano
le nuove geografie all’orizzonte:
profili disegnati col sangue innocente

E poi c’è l’Africa, sempre ultima.
Arranca a fatica da secoli e da secoli
è facile preda per molti finti benefattori.
Il destino dei suoi uomini è legato alle barche e al mare:
un tempo rapiti, legati e deportati ai campi di cotone,
oggi costretti a salpare senza bussola
e attraversare l’infinito blu, cimitero di speranze.

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