#160 - 13 giugno 2016
AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo numero rimarr in rete fino alla mezzanotte del giorno di venerdi 31 maggio quando lascer il posto al numero 352 - BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi alcune massime: "Nessun impero, anche se sembra eterno, pu durare all'infinito" (Jacques Attali) "I due giorni pi importanti della vita sono quello in cui sei nato e quello in cui capisci perch" (Mark Twain) "L'istruzione l'arma pi potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo" (Nelson Mandela) "Io non posso insegnare niente a nessuno, io posso solo farli pensare" (Socrate) La salute non un bene di consumo, ma un diritto universale: uniamo gli sforzi perch i servizi sanitari siano accessibili a tutti. Papa Francesco Il grado di civilt di una nazione non si misura solo sulla forza militare od economica, bens nella capacit di assistere, accogliere, curare i pi deboli, i sofferenti, i malati. Per questo il modo in cui i medici e il personale sanitario curano i bisognosi misura la grandezza della civilt di una nazione e di un popolo. Alberto degli Entusiasti "Ogni mattina il mondo un foglio di carta bianco e attende che i bambini, attratti dalla sua luminosit, vengano a impregnarlo dei loro colori" (Fabrizio Caramagna)
Cultura e Società

Un muro spinato al centro di Roma.
Per testimoniare la condizione di disagio e l’ostilità che incontrano quanti – nel mondo -
fuggono da guerre e miseria e pongono speranza nell’accoglienza e nella generosità fraterna.
Nell’Anno Giubilare della Misericordia, una mostra d'arte – ideata e presentata da Dante Fasciolo -
ha proposto un’istallazione eloquente e lavori di quattro fotografi giramondo internazionali impegnati
nella fotografia sociale: Marcello Carrozzo, Cesare Martucci, Massimiliano Troiani, Rita Villanueva;
un pittore, Enrico Benaglia; quattro scultori, Ferdinando Codognotto, Sergio Gotti,
Marussia e Tania Kalimerova; tre grafici, Paola Del Plato, Gianni Fasciolo, Lucio Trojano;
e spazio ad espressioni poetiche per l’interpretazione del poeta Antonio Bruni e dell’attrice Katia Nani.

Storica Galleria La Pigna - Roma

Muri del nostro tempo

di Dante Fasciolo

E’ lunga 21 mila chilometri,
si arrampica sulle montagne e si adagia sulle praterie,
attraversa deserti e lambisce fiumi:
ardita costruzione architettonica, specchio della paura
e della risolutezza cinese di 2300 anni fa,
la Grande Muraglia Cinese
è oggi Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco.

Muri del nostro tempo

Ma altri muri del nostro tempo, generatori di paura,
non entreranno di certo in questa classifica d’onore;
piuttosto è a loro riservato, meritatamente,
un posto alto nella classifica delle vergogne,
a testimonianza dell’ignavia, dell’insolènza,
dell’incapacità e dell’inconcludenza
dinanzi alle esigenze umane che il mondo reclama.

Il pianeta azzurro, rivèrbero del Cielo,
rimpicciolito dalla tecnica,
dalla scienza, dalla comunicazione,
vive la sua globalizzazione con leggerezza
tra prodotto e commercio, denaro e successo…
costi pure violenza e sopraffazione,
in agguato tra le pieghe di stanchi modelli di vita….

Muri del nostro tempo

Il vento soffia gelido sul mondo
e manca acqua ristoratrice per l’uomo e per la terra.
Arido e vasto è il paesaggio;
camminare, inseguire un miraggio…una tenda:
grattacielo di pace nell’immenso orizzonte;
dimensione umana sperduta
in cerca di una verità da riconquistare.

Affondano i passi, brucia le carni e l’anima, il deserto…
…come il deserto della preghiera?
Un orizzonte irraggiungibile, un‘impercettibile silenzio,
una luce, laggiù, risplende… solo utopia?
Si innalzano muri, orribili muri, minacciosi muri…
filo spinato, sensori elettronici, uomini armati…
quella luce si spegne…c’è l’altra dalle torrette di guardia.

Muri del nostro tempoMuri del nostro tempo

Si afferma ovunque una malefica vocazione
e nuovi muri crescono tra nazioni, popoli e culture…
fin dentro le nostre coscienze di uomini sperduti,
assenti e distratti cittadini del mondo.
Questi muri di paura e di ignavia che portiamo dentro
negano alla radice la convivenza umana,
sono i muri che ci impediscono la vera vita.

Camminare attraverso il campo:
ecco l’avanzare del pellegrino.
Una parola che ricorre spesso ai nostri giorni
che Francesco ha promosso a tempo di Giubileo.
E questo cammino assume valenza di sacralità
laddove rivela una motivazione di ricerca
e tende ad un incontro indefinito
con una realtà invisibile e misteriosa.
Un cammino simbolico che mette al centro
una meta in uno spazio metafisico ideale
che si concretizza nell’incontro con il mistero
capace di dare un rinnovamento spirituale.
Attraverso lo stesso campo, e nuovi campi,
e boschi e fiumi e monti;
attraverso nuove strade oggi viaggiano
nuovi pellegrini in cerca di una meta.

Muri del nostro tempoMuri del nostro tempo

Le immagini quotidiane di uomini donne e bambini
in cammino tra grande disagio e speranza
ci mostrano un pellegrinare che riporta alla mente
Vecchio e Nuovo Testamento.
Un cammino apparentemente diverso,
spinto da motivazioni che nulla hanno a vedere
col pellegrinaggio giubilare…eppure,
nella ricerca di una meta ultima, egualmente sacro.
Una sacralità che assurge dal desiderio
infinitamente umano, e religioso, e sociale
così evidente, e giusto, così consapevolmente condivisibile
da coinvolgere i nostri piedi nel loro duro cammino.
Camminare insieme è dunque il destino degli uomini
di buona volontà, desiderosi di ritrovare
sulle strade del mondo il cammino ineludibile
per una autentica rigenerazione del cuore

Muri del nostro tempoMuri del nostro tempo

Spesso ci siamo soffermati sulle immagini
di lunghe file di immigrati in marcia;
stanchi, coperti di poveri indumenti,
trascinare bagagli e bimbi in braccio, e ogni volta
un groppo in gola ha fermato il nostro respiro.
Fra tanto, aumentano i morti in mare e in terra,
aumentano i profitti dei trafficanti di vario ordine,
e nuove masse di profughi lasciano le macerie delle loro case
sventrate dall’odio e dalle armi
che i popoli delle nuove barriere spinate hanno alimentato.
Quanto può durare l’indignazione?
E quanto ancora l’indifferenza?
Migliaia di parole e promesse, idee e soluzioni,
scontri e accordi, si sono rincorsi nelle aule parlamentari
dei palazzi dei poteri nazionali ed internazionali.

Muri del nostro tempo

Cambieranno mai le parole? e le promesse diventeranno fatti?
Cresce una nuova consapevolezza:
spazzare le vecchie e consumate parole,
stracciare il velo delle ipocrisie e delle paure,
assumere responsabilità piena per il domani…

Nessun filo spinato fermerà l’ultimo filo di speranza!
L’albero della pace che a fatica cresce,
ora sviluppa ingranaggi armoniosi e parole possibili
ed emerge tra larghe fenditure della terra
annunciando una nuova alba.

Muri del nostro tempoMuri del nostro tempo

Costruire con l’arte,
un capitolo ampio si apre dinnanzi
e il desiderio di aprirsi è prepotente.
Lo grida con forza una società stressata
da affanni e inconcludenze;
lo grida la violenza di ogni giorno in ogni dove;
e la sopraffazione e il potere incontenibili;
la menzogna e il diniego dell’uomo…
Ma rispondere alle grida col grido non giova,
il discorso vale in quanto nuovo dialogo;
e più vale se propone una autentica valenza
interculturale e interreligiosa.

Muri del nostro tempoMuri del nostro tempo

Non più gabbie, né intrecci che sbarrano,
non più labirinti ostili e impenetrabili,
ma porte aperte e aria nuova
per promuovere il nero e il bianco in colore.
pochi elementi che richiamano l’essenzialità,
materia come veicolo di informazione:
ruvide toghe di legno che tendono nervature all’alto,
e aste di legno tornito supporto a filamenti preziosi:
il di qua e il di là della barriera,
il fluire leggero e tenace
di pensieri evocativi di un sentimento
che intreccia e lega possibili intese,
civiltà e comunione dell’uomo con la verità.
Dipanare l’intrigata matassa quotidiana,
trovare la cima, e inutile è cercarla d’intorno.
È lungo il nostro labirinto interiore
l’inizio del Discorso che unisce volere e dovere;
laddove la forza dell’amore, della cultura e dell’arte
riscalda il cuore, nutre la mente e muta
il fenomeno poetico in un processo creativo
capace di generare autentica promozione dell’uomo.

Muri del nostro tempo

Una natura generosa e il suo rovescio:
Africa, terra di immense ricchezze;
e povertà assolute;
gioia di vivere e rassegnazione;
i colori accesi della vita, il buio delle malattie;
egoismi e solidarietà in cagnesco;
amicizie verso odio e vendette.
Africa spaccata in due,
forzatamente divisa per viltà ed interessi;
ingerenze e cinici patrocinii
hanno giocato e giocano ancora pesantemente
sul tessuto collettivo dell’umile gente.
Oltre la ferrovia che porta altrove ricchezza,
baraccopoli senza acqua, senza elettricità,
uomini malati e senza lavoro:
gli ultimi della mortificante scala sociale,
né pace né speranza nel cuore.

Muri del nostro tempoMuri del nostro tempo

Guerre fratricide seminano morte e distruzione
e la fuga resta l’unica uscita:
un cammino di speranza possibile
verso altra terra che sappia accogliere.
Tragitto lungo e difficile
disseminato di pericoli e paure…e sogni
mortificati in prigioni a cielo aperto:
reti di duro metallo, e fili spinati
più eloquenti delle parole,
più crudeli del crepitio delle mitraglie,
più dolenti del groppo alla gola
che appanna la vista di occhi
senza più lacrime, ormai.
Una tenda e un pane…non è poco,
ma non di solo pane vive l’uomo.
Cosa sfamerà l’anima viandante del fuggitivo?
e cosa appagherà la nostra coscienza?

Muri del nostro tempo

Un solo sole per tutti,
capace di illuminare la scena totale di un mondo
che rotea e si sottrae invano alla luce
per nascondere i crateri della sua negligenza.
Un solo sole per tutti,
capace di sconfiggere gli idoli
del potere e dell’indifferenza
che sbarrano il cammino dell’umanità,
che restituisca a tutti la misura della vera vita
e sappia indicare nuove chiavi e nuove serrature da aprire,
e lasci scorrere parole di poesia…

Muri del nostro tempo

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