#134 - 21 settembre 2015
AAAATTENZIONE - Cari amici lettori, questo numero rimarr in rete fino alla mezzanotte del 14 ottobre quando lascer il posto al n. 316. BUONA LETTURA A TUTTI . Ora per voi : AMICI DEGLI ANIMALI - Vivisezione: Nessuno scopo cos alto da giustificare metodi cos indegni (A. Einstein) - Grandezza morale e progresso di una nazione si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali (Gandhi) - La compassione e l'empatia per il pi piccolo degli animali una delle pi nobili virt che un uomo possa avere (C. Darwin) - Fintanto che l'uomo continuer a massacrare gli animali non conoscer ne salute, ne pace (Pitagora) - Tra tutti gli animali l'uomo il pi crudele. E' l'unico ad infliggere dolore per il piacere di farlo (M Twain) - A forza di sterminare animali si capito che anche sopprimere uomini non richiedeva grande sforzo ( E.da Rotterdam) . -
Teatro

Teatro dei Conciatori - Roma

Conversazione sul luogo dell'incidente

Trasfigurazione Cruenta di Jackson Pollock

di Loredana Fasciolo

Sarà in scena in anteprima nazionale al Teatro dei Conciatori di Roma dal 22 settembre al 4 ottobre, lo spettacolo Conversazione sul luogo dell'incidente Trasfigurazione Cruenta di Jackson Pollock, scritto e diretto da Giuseppe Manfridi. Protagonisti: Nelly Jensen e Giuseppe Manfridi.

Conversazione sul luogo dell'incidenteConversazione sul luogo dell'incidente

In un bosco, mentre si fa notte. Qualcosa è accaduto, ma non è chiaro cosa. Un uomo e una donna si tengono d’occhio l’un l’altra, avvinti e circospetti. Lui si chiama Jack, lei Ruth. Sanno di conoscersi ma stentano a ricordare i loro stessi nomi. Sanno di amarsi, ma sono entrambi incerti su cosa ciascuno dei due abbia da imputare all’altro. Qualcosa senza dubbio. Precipitati in un enigma, cercheranno complicità per risolverlo.

L’anima ribollente di Jackson Pollock non è raccontata attraverso un drammatizzazione biografica.
Non c’è New York, non ci sono tele stese in terra, non c’è Peggy Guggenheim, non c’è lo stuolo degli Irascibili né pennelli vorticanti, ma Pollock sì. Lui c’è. Esorbitante, addirittura. La sua febbre pulsa nei gesti, nelle parole, nell’affanno compulsivo che lo spingono alla comprensione di sé attraverso un’indagine condivisa con la sua misteriosa compagna e che si snoda in un racconto cadenzato dai ritmi inquietanti di un autentico thriller.

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