#127 - 27 aprile 2015
AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo numero resterà in rete fino alla mezzanotte di venerdi 3 agosto, quando lascerà il posto al numero 224. BUONA LETTURA A TUTTI - ORA, PER VOI AMANTI DEGLI ANIMALI : E' una gran vergogna spargere il sangue e divorare le belle membra di animai ai quali è stata tolta violentemente la vita (Empedocle) - La caccia, se non è per la sopravvivenza, è una forma di guerra (J. W. von Goethe) - L'uomo si differenzia dagli animali perchè è assassino ( E. Fromm) - Torturare un toro per il piacere, per divertimento, è molto più che torturare un animale, è torturare una coscienza ( V. Hugo) - Un gatto non dormirebbe mai sopra un livbro mediocre (H. Weiss) - Il cane è la virtù che, non pogtendo farsi uomo, s'è fatta bestia (V. Hugo) - Se raccoglierete un cane affamato e lo nutrirete non vi morderà, ecco la differenza tra l'uomo e il cane (M. Twain) -
Arte

Museo Civico di Marino (roma)

Gli Omiccioli

di Carlo Marraffa

Resta aperta fino al 30 aprile la mostra di pitture di Alfonso e Giovanni Omiccioli presso il museo civico Umberto Mastroianni di Marino, messo a disposizione dal Sindaco e dall'Assessore alla cultura e al turismo della nota cittadina dei castelli romani.

Gli OmiccioliGli Omiccioli

L'iniziativa è a cura della Fondazione Omiccioli, associazione culturale senza scopo di lucro il cui impegno è lo studio, la promozione, la diffusione, la divulgazione e la conoscenza delle opere dei pittori Alfonso e Giovanni Omiccioli, mantenendone la memoria al fine di onorare il loro pensiero artistico e le loro opere e promuovere e curare lo svolgimento di qualsiasi attività artistica/culturale connessa con il mondo dell’arte e della pittura.

Gli OmiccioliGli Omiccioli

I fratelli Omiccioli, in due periodi ben distinti, Giovanni dalla fine degli anni 30 agli inizi degli anni 70 e Alfonso dagli anni 60 fino alla fine del secolo scorso, hanno rappresentato e svolto un ruolo di notevole importanza nel panorama, molto spesso poco valorizzato, dell'Arte Figurativa Italiana ed in particolar modo in quello dell'Arte Romana.

La finalità della mostra è quello di ripercorrere e far rivivere al visitatore tutte le fasi che, nel corso degli anni, hanno visto protagonisti gli artisti; dagli orti degli anni 40 di Giovanni Omiccioli, passando per il periodo di Scilla, della Sila, di Ustica, fino al ritorno sul litorale romano alla fine degli anni 60 e, per Alfonso Omiccioli, dagli inizi naif, ai vari aspetti della natura e del paesaggio ed in particolare della campagna romana e di quella toscana fino al periodo che ha visto protagoniste negli anni 70 la Francia con Parigi e negli anni 80 l’Olanda e che ha segnato, in un continuo crescendo, l'apice della sua attività pittorica.

Gli OmiccioliGli Omiccioli

E' superfluo ricordare l'apporto che i Fratelli Omiccioli – nati e formatisi artisticamente in quella Via Margutta, che non a caso è ricordata nel logo dell’Associazione, famosa in tutto il mondo per la sua storia - hanno dato allo scenario artistico del 900 italiano, apporto ampiamente dimostrato dalle innumerevoli pubblicazioni, testimonianze critiche, premi, mostre, manifestazioni culturali nazionali e internazionali e riconoscimenti.

L'Associazione ritiene quindi che, nel rispetto che meritano artisti come Alfonso e Giovanni Omiccioli, che hanno tracciato un percorso nella Storia dell'Arte Italiana e lasciato segni indelebili per buona parte del secolo scorso, sia doveroso un omaggio, come quello che intende proporre, considerando che l'ultima mostra retrospettiva di Giovanni Omiccioli risale al 1986, nella prestigiosa sede di Castel S. Angelo a Roma, sotto il patrocinio del Comune di Roma e l'ultima mostra antologica di Alfonso Omiccioli è del 1996 a Faenza patrocinata dal Comune della città Emiliana.

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PROVERBI ROMANESCHI - Rigalà èmmorto, Donato sta ppe' morì, Tranquillo se lo so n'groppato e Pazienza sta ar gabbio - La farfalla tanto gira al lume finchè s'abbrucia l'ale - Er gobbo vede la gobba dell'antri gobbi ma nun riesce a trovasse la sua - Oro e argento in core, mànneno a spasso fede, speranza e amore - Cent'anni de pianti nun pagheno un sordo de debiti - Qanno te sveji cò quattro palle, er nemico è alle spalle - Non sputà in cèlo che te ricasca 'n bocca! - Mejo puzzà de vino che d'acqua santa -