#370 - 1 gennaio 2026
Il DIRETTORE DEL GIORNALE E I REDATTORI TJUTTI AUGURANO UN SERENO NUOVO ANNO - AAA ATTENZIONE - Questo numero rimarrà in rete fino alla mezzanotte del 14 gennaio, quando lascerà il posto al numero 371. Ora MOTTI per TUTTI : - Finchè ti morde un lupo, pazienza; quel che secca è quando ti morde una pecora ( J.Joyce) - Lo sport è l'unica cosa intelligente che possano fare gli imbecilli (M.Maccari) - L'amore ti fa fare cose pazze, io per esempio mi sono sposato (B.Sorrel) - Anche i giorni peggiori hanno il loro lato positivo: finiscono! (J.Mc Henry) - Un uomo intelligente a volte è costretto a ubriacarsi per passare il tempo tra gli idioti (E.Hemingway) - Il giornalista è colui che sa distinguere il vero dal falso e pubblica il falso (M. Twain) -
Fotografia

Torino - Centro Italiano per la Fotografia

Camera

Lee Miller. Opere 1930 - 1955

Iniziate il nuovo anno con la grande fotografia: a CAMERA – Centro Italiano per la fotografia di Torino si celebra fino al 1° febbraio la vita e l’opera di Lee Miller, straordinaria protagonista della fotografia del Novecento.

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In mostra 160 scatti provenienti dai Lee Miller Archives attraversano venticinque anni della sua carriera, tra il 1930 e il 1955. Un percorso da non perdere, a cura di Walter Guadagnini, che racconta la storia e lo sguardo unico di un’artista libera e coraggiosa, capace di reinventarsi continuamente — modella, fotografa, surrealista, corrispondente di guerra e cuoca gourmet — lasciando una traccia indelebile nella storia della fotografia e non solo.

Collaboratrice di Man Ray, amica e musa di Pablo Picasso, Max Ernst e Paul Éluard, Lee Miller ha realizzato scatti enigmatici, trasformando l’ordinario in visioni oniriche, surrealiste, poetiche. Per le pagine di Vogue ha firmato raffinati servizi di moda, in studio ma anche tra le strade di una Londra ferita dalle macerie dei bombardamenti nazisti, riuscendo a tenere insieme moda e guerra nello stesso potente frame.

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Lucida e coraggiosa testimone del suo tempo, ha seguito l’avanzata delle truppe americane documentando il dramma della Seconda Guerra Mondiale e l’orrore dei lager. Fu tra le prime reporter ad entrare in un campo di concentramento e a mostrare al mondo l’indicibile.

La mostra, accompagnata dal catalogo edito da Dario Cimorelli, si conclude con il ritiro di Lee Miller nella sua casa di campagna nel Sussex, dove accoglie e ritrae sia gli artisti amici di lunga data, sia le nuove generazioni dell’arte inglese, tra cui Lucian Freud, Richard Hamilton, ma anche Renato Guttuso e Saul Steinberg. Anche queste ultime sorprendenti immagini, così leggere e giocose, ci raccontano di una personalità magnetica e di uno sguardo unico, capace lungo vent’anni di carriera di intrecciare moda, arte e reportage, inseguendo un inesauribile desiderio di ricerca e di cambiamento, nella vita come nella fotografia.

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