#351 - 11 maggio 2024
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letteratura

Rubrica in lingua dell'Urbe dedicata ai Papi del passato
Da Alessandro VI ad Alessandro VII

Alessandro Ludovisi

Papa Gregorio XV - 1554- 1621/1623

di Angelo Zito

Alessandro LudovisiAlessandro Ludovisi

Sto Papa, venuto da Bologna, ciaveva un carattere conciliante e durante la Guerra de li Trent’anni s’addoprò pe mmette pace tra li popoli.
In queli pochi anni der pontificato nun lasciò un segno tangibbile pe Roma.
A Campo de’ Fiori coprí la fontana ndove l’ortolani annaveno a lavà li broccoletti e da allora fu chiamata la “terrina” che un par de secoli appresso fu spostata a la Chiesa Nova pe ffà posto a la statua de Giordano.
In onore de Ignazio de Loyola fece costruí la Chiesa de Sant’Ignazio dove poi trovò degna seportura.
Ma un merito grande fu la nomina a cardinale der nipotino suo che aveva appena 25 anni.

Alessandro Ludovisi

Er Cardinal Ludovisi

Er Papa pensa a li problemi de la fede, a fà l’acrobbazzie con l’artri Stati e pe l’affari de famija se deve da appoggià a gente fidata.
Chi mejo der nipote, mente sverta, capoccia indirizzata all’arte e co’l’inclinazione a fà opere de bene.
Detto fatto annominò Cardinale Ludovico come già aveveno fatto artri Papi, l’esempio più recente Papa Paolo V che co’ Scipione tirò su una villa che ancora oggi è parte de la Storia.
E Ludovico nun fu inferiore ar compito affidato.
Costruí ’na Villa che a quei tempi faceva a gara co Villa Borghese.
Giardini, viali, statue antiche, fontane, arberi, scale, angoli segreti dove riposà da le fatiche de la vita.
Se fece fà er progetto da l’architetto che aveva fatto Versaje in tera de Francia, e co Domenichino e li dipinti der Guercino abbellí le sale de la casa.
Da allora li personaggi famosi venivano a Roma pe vvedé la Villa: Goethe, Stendhal, Gogol e tanti artri ammirati da la grandiosità de sta bellezza, dicevano che in tutta Europa nun c’era de mejo.
Pensa partiva da la Porta Salaria, scendeva giù pe l’orti Sallustiani, a destra costeggiava Porta Pinciana, a sinistra le vigne che facevano mostra a la Via Pia e arivava giù fino a quello slargo che diventò, cor prossimo Papa, Piazza Barberini.
Doveva esse un conforto per l’anima camminà tra queli viali, godesse le bellezze der passato e fà er pieno de pensieri per futuro.
Niente dura in eterno, de queli 30 ettari de verde c’è rimasto er Casino dell’Aurora co l’affresco der Guercino, opera somma.
Alla fine dell’800 li Ludovisi imparentati co l’Ardobrandini vendettero tutto quer bendiddio a li speculatori de quer tempo, immobiliaristi, banche, traffichini cor consenso tacito der Comune.
Si oggi cammini pe Via Veneto, ar quartiere ludovisi, a via Sicilia, a Corso d’Italia o a Porta Pinciana devi da stà attento a mette er piede, lí sotto è conservato come ’na reliquia er patrimonio de chi ha dato corpo a la bellezza, de chi ha fatto vive li sogni a sta città.
Ma come tutti li sogni hanno sbattuto er muso contro l’affari, contro er trionfo der progresso, der moderno.
Saranno pure belli sti quartieri, ste strade, sti palazzi, ste botteghe ma ar pensiero de quell’alberi abbattuti, de la strage de li giardini, de le statue ridotte a carcinacci me sento in corpa a spigne er pedale su l’acceleratore.

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