#344 - 20 gennaio 2024
AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo numero rimarrà  in rete fino alla mezzanotte del giorno sabato 30 novembre quando lascerà  il posto al numero 358 - BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi alcune massime: "Nessun impero, anche se sembra eterno, può durare all'infinito" (Jacques Attali) "I due giorni più importanti della vita sono quello in cui sei nato e quello in cui capisci perchè" (Mark Twain) "L'istruzione è l'arma più potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo" (Nelson Mandela) "Io non posso insegnare niente a nessuno, io posso solo farli pensare" (Socrate) «La salute non è un bene di consumo, ma un diritto universale: uniamo gli sforzi perchè i servizi sanitari siano accessibili a tutti». Papa Francesco «Il grado di civiltà  di una nazione non si misura solo sulla forza militare od economica, bensì nella capacità  di assistere, accogliere, curare i più deboli, i sofferenti, i malati. Per questo il modo in cui i medici e il personale sanitario curano i bisognosi misura la grandezza della civiltà  di una nazione e di un popolo». Alberto degli Entusiasti "Ogni mattina il mondo è un foglio di carta bianco e attende che i bambini, attratti dalla sua luminosità , vengano a impregnarlo dei loro colori" (Fabrizio Caramagna)
Editoriale

Cuore

di Dante Fasciolo

Svegliarsi di colpo nella notte
con un affanno soffocante alla gola
per un vago sogno, probabile incubo,
e sentire forte il battito del cuore
e accorgersi di una manifestazione di vita
di un organo taciturno nella norma.

Lo evochiamo più volte in occasioni
di gioia, di felice incontro, di ricordo…
e a volte sentiamo il suo richiamo fisico;
ma lo ricacciamo al suo posto
spesso dimenticando perfino
che è il motore stesso della nostra vita.

A pensarci bene, non mancano di certo
le occasioni in cui sarebbe opportuno
richiamarlo alla nostra attenzione
e renderlo partecipe delle emozioni
che nello scorrere dei giorni
si inseguono e si accavallano.

E gridare: Tu cuor mio, perche non batti forte
e non scuoti i miei pensieri,
e non accompagni la mia rabbia
oltre il confine dell’incubo che inghiotte
le mie notti, oltre l’impotenza dei giorni,
oltre la giostra dell’esistenza?

L’uomo d’oggi non ti interpella più:
vive nelle trincee di morte, dentro carri di ferro,
stringe al petto fucili…come figli,
spinge avanti, tra le macerie, la sua paura,
lascia dietro storia, pace e giustizia…
scoppi e fuoco affondano nel buio.

Il cuore batte ancora? Si, batte,
lo senti, sempre più debole la sua voce,
aspetta il nuovo incubo alla luce dell’alba.

Cuore

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