#339 - 4 novembre 2023
AAA ATTENZIONE - Questo numero rimarrà in rete fino alla mezzanotte del 1° marzo, quando lascerà il posto al numero 347. Ora MOTTI per TUTTI : - Finchè ti morde un lupo, pazienza; quel che secca è quando ti morde una pecora ( J.Joyce) - Lo sport è l'unica cosa intelligente che possano fare gli imbecilli (M.Maccari) - L'amore ti fa fare cose pazze, io per esempio mi sono sposato (B.Sorrel) - Anche i giorni peggiori hanno il loro lato positivo: finiscono! (J.Mc Henry) - Un uomo intelligente a volte è costretto a ubriacarsi per passare il tempo tra gli idioti (E.Hemingway) - Il giornalista è colui che sa distinguere il vero dal falso e pubblica il falso (M. Twain) -
Pensieri dal Cassetto

Solo l’artista che ha lasciato er segno
sarà presente ner presente d’ogni tempo.

Lo Spoon River di una generazione
sul viale del tramonto in ricordo di

Gigi Proietti

data di nascita: sabato 2 novembre 1940
data della morte: lunedì 2 novembre 2020

di Angelo Zito

Quante figure hanno attraversato i nostri anni, persone che hanno un posto nei ricordi e che vedo sbiadite nei contorni. Gigi tu hai dato spessore al nostro anonimato e nella tua figura abbiamo visto riflessi i nostri percorsi. Il nostro primo regista Guido Mazzella, mite e paziente, sempre con la sua agenda piena di foglietti e di indirizzi.
Riapriva il Teatro Ateneo della Sapienza era il 1960 e si selezionavano universitari per formare la Compagnia del Teatro. Rivedo a distanza col velo del tempo alcune delle facce di allora: Rino Sudano, Leo de Berardinis che con Perla Peragallo avrebbe formato il suo Teatro di Marigliano, Ivelise Ghione col suo musetto impertinente e spiritoso, tutti ne eravamo un po’ innamorati, Gimmi Gazzolo che sfuggiva alla fama del padre Lauro e del fratello Nando. Oggi l’ho ritrovato a recitare superbamente un testo scritto da Guido Mazzella che continua a fare teatro da gagliardo novantenne. E Anna Mazzamauro, la tua prima fidanzatina e Tonino Calenda, l’intellettualle del gruppo, che avrebbe continuato la carriera di regista con grande fortuna.

Gigi Proietti

Eravamo tutti meravigliati che tu Gigi cantavi allora in un localino sul Tevere, il New River Garden.
Le nostre ambizioni di ventenni non avevano limiti e i sogni sconfinavano verso un futuro sconosciuto.E poi la prima esperienza nel Teatro che conta. “Il miles gloriosus “ con la regia di Giulio Pacuvio e li venimmo a contatto con Glauco Mauri, Arnoldo Foà, Camillo Pilotto, Giusi Raspani Dandolo, la storia del Teatro, e Sandro Merli e Armando Bandini e pigliavano più consistenza le nostre ambizioni. Sulle musiche di Roman Vlad e guidati da un mimo coreografo e grande regista, Giancarlo Cobelli, davamo vita sulla scena alle figure di contorno del Miles.

Ostia antica il primo palcoscenico e poi in tournée, Pisa e Firenze.
Ci siamo poi ritrovati al Teatro dei 101 ad affrontare Apollinaire e Picasso in due testi che Calenda portò sulla scena di un teatrino d’avanguardia romano.
Da lì poi ognuno ha preso la sua strada. E ci siamo persi, capita così nella vita e inevitabilmente non ci ritroveremo più, sarà solo nel ricordo di una stagione del nostro tempo che abbiamo vissuto e che volevamo riempire di contenuti.

Solo questo modesto Spoon river accompagnerà il nostro viale del tramonto tracciato dal segno che tu hai lasciato.

La cressidra - la pietà der tempo

Er tempo tiello a mente nun se ferma
cià la pila che se carica da sola
e si rimani addietro nun t’aspetta
cammina mejo d’un cavallo trottatore.
La mente dell’omo è come er mare
mó c’è bonaccia e mó viene tempesta
er bene e er male cianno l’istesso sangue
sò fij de la medesima capoccia
er giusto ammischiato assieme ar farso
l’acqua cor sangue e la ciccia accosto all’osso .
E intanto er tempo lavora
e come un frullatore universale
stritola sfragne rompe li contrasti
e ar fine in quela sabbia fina fina
se fa giustizia der peccato origginale
Pare che la cressidra segni er tempo
e invece pietosa è ‘na sentenza che
passa per quer bucetto piano piano
nun assorve, nun condanna, nun c’è appello
Te lascia solo sfarinato nell’obblio.
Solo l’artista che ha lasciato er segno
sarà presente ner presente d’ogni tempo.

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