#308 - 4 giugno 2022
AAAAA ATTENZIONE - Amici lettori, questo numero resterà  in rete fino alla mezzanotte di venerdi 2 settembre, quando lascerà  il posto al numero 313. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi alcune massime: "Nessun impero, anche se sembra eterno, può durare all'infinito" (Jacques Attali) "I due giorni più importanti della vita sono quello in cui sei nato e quello in cui capisci perchè" (Mark Twain) "L'istruzione è l'arma più potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo" (Nelson Mandela) "Io non posso insegnare niente a nessuno, io posso solo farli pensare" (Socrate) «La salute non è un bene di consumo, ma un diritto universale: uniamo gli sforzi perchè i servizi sanitari siano accessibili a tutti». Papa Francesco «Il grado di civiltà  di una nazione non si misura solo sulla forza militare od economica, bensì nella capacità di assistere, accogliere, curare i più deboli, i sofferenti, i malati. Per questo il modo in cui i medici e il personale sanitario curano i bisognosi misura la grandezza della civiltà  di una nazione e di un popolo». Alberto degli Entusiasti "Ogni mattina il mondo è un foglio di carta bianco e attende che i bambini, attratti dalla sua luminosità , vengano a impregnarlo dei loro colori" (Fabrizio Caramagna)
Racconto

La dieta

Parte seconda

di Ruggero Scarponi

Un giorno la sognante Angelica Gherardi, prese De Dominicis da una parte e gli disse,
Senta, amico mio, possibile che non si possa fare qualcosa per Giovannone?
Che intende dire? Chiese ingenuamente De Dominicis.
Ma sì, rispose l’Angelica, farlo un po’ dimagrire, intendo! Non vede che ha raggiunto dimensioni colossali? Se continua così, la sua salute, non so se mi spiego e poi…si… insomma, ha già più di trent’anni, sarebbe il caso che prendesse moglie…non crede? Non crede anche lei De Dominicis?
No, De Dominicis non lo credeva. In effetti, si stava così bene…perché cambiare le cose?
Però, disse, ha ragione, ha ragione Angelica cara, sarebbe il caso di parlargli.
Appunto, replicò quella, sbattendo le lunghe ciglia e chi meglio di lei che è professore di lettere e di sicuro sa trovare le parole giuste…
E notata una vena di perplessità nell’uomo, aggiunse,
su caro De Dominicis non si faccia pregare. Vogliamo tutti bene a Giovannone e ci teniamo alla sua salute, da bravo, ci assecondi.
De Dominicis restò pensieroso per alcuni secondi e poi disse, e sia…
E che altro poteva dire di fronte a quello sbattere di ciglia?
E così ci parlò con Giovannone…ci parlò e…Giovannone si convinse.
A quel punto la sognante Angelica si sentì in obbligo di fare il possibile per motivare il collega, sostenendolo pazientemente ad ogni segno di cedimento. Anzi, si offrì, la bella, di affiancarlo nelle estenuanti sedute di fitness, affinché gli fosse meno gravosa la fatica.
Tanti sforzi non furono vani e nel giro di qualche mese Giovannone si trovò completamente trasformato.
Si era dimagrito. E aveva messo su un fisico palestrato tanto che le professoresse, sottovoce, parlavano di lui come di uno che era diventato “davvero fico”.
Ma aveva perso l’allegria di un tempo.
Una mattina al rientro dalle vacanze scolastiche De Dominicis sentì un putiferio nell’aula di inglese. Corse a vedere e si trovò di fronte a una scena imbarazzante.
Il famoso marito inglese di Angelica Gherardi, il musicista, quello sempre in giro per il mondo, stava urlando contro la moglie parole irripetibili a stento trattenuto dal Preside e da un usciere intervenuti ai primi strepiti.
Si udì distintamente la parola, con forte accento inglese, piùtana! Malledeta piùtana!
Era successo l’inevitabile.
Giovannone bello e fico aveva cominciato a guardarsi intorno, in fatto di donne e la bella Angelica a forza di stargli vicino, di sostenerlo e di motivarlo aveva finito per valicare i confini dell’amicizia ed era stata la sua prima vittima.
Purtroppo il fatto comportò spiacevoli conseguenze.
Giovannone tutto dedito a mietere successi con il gentil sesso abbandonò il ruolo di amico e di splendido anfitrione che tanto aveva divertito l’allegra brigata dei suoi colleghi insegnanti.
Addio domeniche all’insegna di gite turistiche, pranzi in campagna e tutto il resto.
Senza Giovannone non era più la stessa cosa.
Accidenti alla dieta! Esclamò tra sé De Dominicis, potevamo farci i fatti nostri!
E non fu l’unico a pensarla in tal modo.
E la stessa Angelica Gherardi che era stata se non la responsabile quantomeno una delle principali fautrici di quanto era avvenuto si pentì più di tutti per come erano andate le cose.
Lasciata dal marito, lasciata da Giovannone per qualche nuova conquista, si ritrovò sola e per di più con addosso il risentimento dei colleghi che avevano perso il principale animatore delle grigie domeniche nel paesino di Monte Sacrano.
E sembrava che così dovesse essere anche perché l’ex Giovannone aveva preso un periodo di aspettativa che faceva presagire imminenti dimissioni. Tanto l’uomo era fornito di mezzi economici sufficienti a consentirgli una vita agiata senza dover lavorare.
E quindi cosa c’era di meglio, per uno come lui, di darsi ai divertimenti con donne e viaggi, senza pensieri.
Ma le cose erano destinate a mutare ancora.
Fu una sera che De Dominicis trascorreva annoiato, a casa, davanti alla televisione, insieme alla moglie (nel frattempo con Marisa Savorelli si era sposato) che Giovannone tornò a fargli visita.
Sulle prime De Dominicis faticò a capire chi era quel gigante che aveva bussato alla sua porta ma subito comprese.
Giovannone non aveva resistito. La nuova vita l’aveva sì gratificato sotto certi aspetti ma poi aveva sentito la nostalgia della scuola, dei colleghi e delle domeniche trascorse alla scoperta delle bellezze nascoste del territorio.
Per cui dopo alcuni mesi di sfrenato vagabondaggio, tra divertimenti di ogni tipo, aveva deciso di rientrare nel suo antico ruolo.
Giovannone, infatti, si era stancato della dieta e aveva ripreso le vecchie abitudini e per farsi perdonare la temporanea diserzione dalla scuola aveva pensato d’invitare gli ex colleghi ad una di quelle memorabili cene per cui era andato famoso. Per farlo si affidò all’eloquio di De Dominicis perché essendo professore di lettere sapeva trovare le parole. E De Dominicis le trovò le parole e fu così convincente che alla cena andarono tutti, compresa la sognante Gherardi, ora un po’ meno sognante per la verità, più disincantata ma sempre bellissima, come una volta.
E Giovannone decise che avrebbe potuto farci un pensierino e magari farle anche una certa proposta. Sempre che Angelica fosse disposta a perdonarlo.
Ma su questo Giovannone era ottimista.
In fin dei conti era un simpaticone.
Tutte le donne lo dicevano.
E poi, pensò compiaciuto Giovannone, riprendermi quell’ochetta sarà un gioco da ragazzi.
(Continua)

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