#305 - 23 aprile 2022
AAAAA ATTENZIONE - Amici lettori, questo numero resterà  in rete fino alla mezzanotte di venerdi1 luglio, quando lascerà  il posto al numero 310. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi alcune massime: "Nessun impero, anche se sembra eterno, può durare all'infinito" (Jacques Attali) "I due giorni più¹ importanti della vita sono quello in cui sei nato e quello in cui capisci perchè" (Mark Twain) "L'istruzione è l'arma più potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo" (Nelson Mandela) "Io non posso insegnare niente a nessuno, io posso solo farli pensare" (Socrate) «La salute non è un bene di consumo, ma un diritto universale: uniamo gli sforzi perchè i servizi sanitari siano accessibili a tutti». Papa Francesco «Il grado di civiltà  di una nazione non si misura solo sulla forza militare od economica, bensì nella capacità  di assistere, accogliere, curare i più deboli, i sofferenti, i malati. Per questo il modo in cui i medici e il personale sanitario curano i bisognosi misura la grandezza della civiltà  di una nazione e di un popolo». Alberto degli Entusiasti "Ogni mattina il mondo è un foglio di carta bianco e attende che i bambini, attratti dalla sua luminosità , vengano a impregnarlo dei loro colori" (Fabrizio Caramagna)
Racconto

Una novella in forma di dialogo teatrale ispirato a un originale televisivo degli anni '60.

Compagnia di attori occasionali "Meglio Tardi che Mai"

Il miracolo della rosa

Atto secondo - Quadro secondo /2

di Ruggero Scarponi

Chiesa dell’Abbazia – un confessionale, in un’ora mattutina.

Badessa – Mi benedica Padre, perché ho peccato.
Padre Costantino confessore – Conosco le lievi mancanze della Madre Badessa. Niente che non si possa mondare con un segno di croce con le dita intinte nell’ acqua benedetta.
Badessa – Purtroppo sono caduta in tentazione, Padre e sono venuta a chiedere il perdono.
Padre Costantino – E allora, Madre, parli pure senza timore, l’ascolto.
Madre Badessa – mi trovo in angustia per aver commesso una grave colpa e aver istigato una mia consorella a fare altrettanto.
Padre Costantino – ha commesso tali atti deliberatamente o sotto qualche tipo di costrizione?
Madre Badessa – deliberatamente…in un certo senso.
Padre Costantino – si spieghi meglio.
Madre Badessa – l’intento iniziale era buono ma nondimeno ha richiesto una grave menzogna.
Padre Costantino – Quindi, se ben capisco, lei non solo ha mentito su qualcosa d’importante ma ha anche forzato una consorella a fare altrettanto.
Madre Badessa – sì, pur se provo una grande vergogna ad ammetterlo.
Padre Costantino – La conosco da molti anni, Madre, da far fatica ad immaginare di quale peccaminosa lusinga possa essersi macchiata.
Madre Badessa – del peccato più grave Padre. Il peccato d’orgoglio.
Padre Costantino – Il peccato d’orgoglio è certo grave e purtroppo più frequente che non si creda, lo dice un povero confessore. E ora mi racconti il fatto e si liberi la coscienza.
Madre Badessa – Fu la mattina del 16 aprile, Padre, quando mandai Suor Dolce Maria ad aprire la chiesa e a fare la prima ricognizione del cosiddetto Miracolo della Rosa.
Padre Costantino – Continui, continui…
Madre Badessa – Ecco, quasi non mi basta l’animo per dire quello che sto per dire. Ma tant’è e dunque ecco cosa avvenne. Suor Dolce Maria in grande orgasmo mi chiamò per constatare l’avvenuto miracolo…
Padre Costantino – Ma come! Non annunciò lei stessa che il miracolo non era avvenuto?
Madre Badessa – Sì! pronunciai io, quella grave menzogna.
Padre Costantino – Ma Dio del Cielo, per quale motivo, Madre? Si rende conto?
Madre Badessa – (in lacrime) Non ci dormo più la notte Padre. Sono sconvolta. Mi aiuti lei.
Padre Costantino – (assorto) Perché si è presa la libertà di negare una manifestazione della Grazia?
Madre Badessa – Vorrei uccidermi pur di cancellare una simile vergogna!
Padre Costantino – Per carità figlia mia. Per quanto sconvolto, ho giurato a Dio di ricondurre a Lui tutte le pecorelle smarrite che lo chiedessero.
Madre Badessa – Sì, sì, si cento volte lo chiedo. Sì, lo voglio, con forza. La scongiuro Padre a costo della più dura delle penitenze.
Padre Costantino – E allora deve dirmi tutto. Mi dica per quale motivo ha preso una simile risoluzione.
Madre Badessa – Per timore Padre. Ho temuto di esporre il miracolo, la Vergine, la nostra Casa e tutto il popolo di Dio all’oltraggio, alla beffa, al ludibrio dei miscredenti. Perché richiamata da Suor Dolce Maria appena entrata in chiesa e postami difronte alla statua della Santa Vergine, constatai che effettivamente la rosa d’argento non era più nelle sue mani.
Padre Costantino – In nome di Dio, figliola, ora deve dirmi tutto senza reticenze.
Madre Badessa – Sì. Dirò tutto. Che la rosa dalle mani della Vergine era scivolata non su una delle pergamene su cui erano vergate le lodi, pronunciate la sera precedente, bensì su un cumulo di giochi di ragazzi che qualcuno a mia insaputa aveva lasciato sul luogo.
Padre Costantino – Vergine Santissima! E chi può aver fatto una cosa simile? Chi aveva accesso alla chiesa?
Madre Badessa – Nessuno Padre. Solo Suor Dolce Maria ed io abbiamo le chiavi.
Padre Costantino – E perché, allora, si è rifiutata di annunciare il miracolo? Cosa c’era di tanto scandaloso da prendersi una simile responsabilità. E perché i miscredenti avrebbero dovuto farsi beffe di una tale manifestazione?
Madre Badessa – Perché da subito ho sospettato l’impertinenza di uno scherzo malevolo. Perpetrato durante la notte da qualche ragazzetto o, chissà.
Padre Costantino – Ma se lei stessa ha dichiarato che solo lei e Suor Dolce Maria eravate in possesso delle chiavi.
Madre Badessa – Tuttavia notammo subito, Suor Dolce Maria ed io che una finestrella era aperta. Un piccolo pertugio ma dal quale un ragazzetto agile poteva intrufolarsi. Padre Costantino – Quindi secondo la vostra ricostruzione, un ragazzetto potrebbe essersi introdotto nottetempo, e dopo aver accatastato ai piedi della santa immagine dei comuni giochi vi avrebbe depositato la rosa d’argento, con intento derisorio, per simulare l’avvenuto miracolo e poi riderne il giorno seguente all’annuncio, dato in grande pompa.
Madre Badessa – Non proprio, Padre.
Padre Costantino – Mi faccia capire, allora.
Madre Badessa – I giochi furono lasciati per sbadataggine da due giovani suore poco prima che la chiesa fosse chiusa. Ma Suor Dolce Maria, è sicura che al momento in cui serrò il portone, la finestrella che trovammo aperta al mattino, era chiusa.
Padre Costantino – E non ha avuto un po’ d’esitazione? E se la Vergine avesse voluto premiare il lavoro umile e discreto di due monachelle anziché la sapienza dei declamatori? Non vi siete posta una simile domanda?
Madre Badessa (tra i singhiozzi) – Ma che dovevo fare? Far suonare le campane? Per poi venire derisa come una sciocca che si fa gabbare da qualche monello di strada?
Come potevo pensare che la Vergine scartasse tutte quelle Lodi in favore di qualche gioco di fanciullo?
Padre Costantino – Ah Figliola, figliola! Comprendo la tua angustia. Non c’è modo di sapere, purtroppo, mi sembra. Fu l’intervento miracoloso per intercessione della Santa Vergine oppure uno scherzo consumato con il perfido intento del dileggio? Tuttavia hai preso una pericolosa risoluzione. Ti sei eretta a giudice e ti sei arrogata il diritto di stabilire ciò che soltanto al Santo Padre, su questa terra, è concesso. Se miracolo fosse stato non credi tu che la Santa Vergine avrebbe contrastato i malevoli, sollevandoti da ogni responsabilità? La menzogna non si giustifica mai, cara figliola anche se l’animo umano in un momento di confusione può ritenerla una strada obbligata. Dire la verità e affrontarne sempre e comunque le conseguenze è l’onore del nostro abito religioso. Averla nascosta e peggio aver indotto una consorella facendo uso dell’autorità a mentire ti ha posto in una condizione di colpa. Io, certo sono qui, per rimettere il tuo peccato per conto di colui che tutto ha espiato e credo, in ogni caso, che una penitenza che ti aiuti a riflettere sul male che hai commesso, sia necessaria.
Madre Badessa – Sono pronta, Padre, confortatemi. Con fiducia e umiltà mi rimetto al Vostro Consiglio.
Padre Costantino – Ebbene, per quanto sia doloroso ciò che sto per chiederti converrai con me, che non ci sia altro da fare. Ti chiedo di rassegnare le dimissioni dal tuo incarico, del quale hai dato una così manchevole prova, nelle mani di Sua Eccellenza il Vescovo e di condurre il resto della tua vita nella pura e semplice verità, astenendoti dalla più piccola menzogna. Recita per intanto dieci Ave, Pater e Gloria. E vai in pace. Io ti assolvo nel nome del Padre del Figlio e dello Spirito Santo.
Madre Badessa – Amen.

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