#291 - 11 settembre 2021
AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo numero resterà  in rete fino alla mezzanotte di venerdi 24 settmbre, quando lascerà  il posto al numero 292. - BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi un po di SATIRA: Il Paradiso lo preferisco per il clima, l'Inferno per la compagnia (M. Twain) - Quando le cose non funzionano in camera da letto, non funzionano neanche in soggiorno (W.H. Masters) - L'intelligente parla poco, l'ignorante parla a vanvera, il fesso parla sempre (A: De Curtis) - Il sesso senza amore è un'esperienza vuota, ma tra le esperienze vuote è la migliore (W. Allen) - Per alcune cose ci vuole tanta pazienza, per tutte le altre c'è la gastrite (L. Limbus) - Non avere un pensiero e saperlo esprimere: è questo che fa di un uomo, un giornalista (K. Kraus) - Le banche ti prestano denaro, se puoi dimostrare di non averne bisogno (B. Hope) -
letteratura

Dimenticare il tempo del Covid
Cambio di stagione con una modalità che richiami la normalità

Settembre

Da "E la chiamano estate - quando andavamo in villeggiatura" SECOP edizioni

di Valentino Losito

Settembre

Settembre, è tempo di preparare la valigia per l’autunno, si trasloca in un’altra stagione della nostra vita.
Finisce la smisurata domenica in cui pensavi di fare mille cose ed è arrivato settembre, l’inesorabile lunedì. Non è solo l’estate che tramonta, con i suoi ombrelloni, con i suoi colori bianchi e azzurri, il gelataio che passa, i fuochi d’artificio : è un tempo dell’esistenza che finisce e ci trasferiamo in un’altra. La nostra anima cambia casa.
Il tempo farà sedimentare ogni cosa, farà da culla alla nostalgia che filtrerà tutto quello che aspira a diventare ricordo e che ora si affolla e si affretta per occupare le stanze della memoria.
Sarà cosa buona e giusta lasciar vuoto qualche ripostiglio e qualche scaffale, per far riposare quei ritagli della bella stagione che vivranno la loro epifania quando non l’aspetti.
Perché le estati nel ricordo – ha scritto Cesare Pavese - hanno un colore unico, sonnecchiano istanti che una sensazione o una parola riaccendono improvvisi, e subito comincia lo smarrimento della distanza, l’incredulità di ritrovare tanta gioia in un tempo scomparso e quasi abolito.

SettembreSettembre

La prima ferita di fine estate è la disillusione, l’ardente desiderio di poterle dire di non partire, di tenerla stretta e di vederla invece volare via come un aquilone impertinente e sbriciolarsi tra le dita come i castelli di sabbia. La voglia di portarsi dietro e dentro “la luce che sa di mare” per i giorni grigi del malinconico autunno sfuma come quella delle lampare sempre più fioche all’orizzonte.
Ora lasciamo che il mare si ripieghi finalmente nella sua solitudine e dispensi gocce di bellezza solo a chi saprà attenderlo al varco di un’alba, di un pomeriggio sereno della radente luce di una sera. Si ferma la giostra della rutilante spensieratezza e s’avanzano lenti i passi e le soste della contemplazione, della “strana felicità di settembre”.

SettembreSettembre

L’estate tornerà, l’attesa è già iniziata. Ora “ ha occhi pesanti di stanchezza”. E’ un’amica che ci dice arrivederci. Possiamo solo corteggiarla con i versi di Sandro Penna. “ Baciami sulla bocca, ultima estate./ Dimmi che non andrai tanto lontano/ Ritorna con l'amore sulle spalle/ Ed il tuo peso non sarà più vano".

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