#291 - 11 settembre 2021
AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo numero resterà  in rete fino alla mezzanotte di venerdi 24 settmbre, quando lascerà  il posto al numero 292. - BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi un po di SATIRA: Il Paradiso lo preferisco per il clima, l'Inferno per la compagnia (M. Twain) - Quando le cose non funzionano in camera da letto, non funzionano neanche in soggiorno (W.H. Masters) - L'intelligente parla poco, l'ignorante parla a vanvera, il fesso parla sempre (A: De Curtis) - Il sesso senza amore è un'esperienza vuota, ma tra le esperienze vuote è la migliore (W. Allen) - Per alcune cose ci vuole tanta pazienza, per tutte le altre c'è la gastrite (L. Limbus) - Non avere un pensiero e saperlo esprimere: è questo che fa di un uomo, un giornalista (K. Kraus) - Le banche ti prestano denaro, se puoi dimostrare di non averne bisogno (B. Hope) -
Racconto

La Mistica

Parte Quarta

di Ruggero Scarponi

Ad avergli parlato era stata una giovinetta. Era molto graziosa e il prete ne fu intenerito.

  • Come ti chiami figliola? – chiese
  • Clelia – rispose la ragazza rizzandosi timida sul busto, mentre coglieva i sorrisi maliziosi degli uomini.
  • Sei la figlia della padrona o lavori per lei?
    A quella domanda la ragazza restò come turbata e non sapendo cosa rispondere abbassò la testa.
  • Lei lavora qui. – S’intromise asciutta l’ostessa e poi prendendo Clelia per un braccio continuò dicendo:
  • Una buona a nulla, sa, mi creda, Signor Prete, se non ne avessi avuto pietà, io…E tu – rivolta alla ragazza – sbrigati a servire Sua Eccellenza. Lo stufato è pronto in cucina.
    Dopo pochi minuti Clelia tornò recando un vassoio con una scodella colma di carne, del pane e una mezza bottiglia di vino.
  • Resta qui – disse Padre Solinas – fammi compagnia mentre mangio.
    Nella stanza si udì qualche commento grossolano e la ragazza con le mani dietro la schiena si dondolava imbarazzata non sapendo cosa fare. Di tanto in tanto rivolgeva sguardi agli uomini del locale accennando mezzi sorrisi e abbassando repentinamente lo sguardo.
  • Fa come ti dice Sua Eccellenza – le ordinò l’ostessa perentoria.
    Clelia allora si sedette di fronte a Padre Solinas aspettando di servirlo in qualche richiesta.
  • Hai mangiato? – Chiese il prete
    Accennò di sì con la testa.
  • Allora prendi un bicchiere e bevi un sorso alla mia salute – la esortò il prete.
    La ragazza sgranò gli occhi.
  • Beh – ripeté il religioso vedendo che Clelia non si muoveva dalla sedia – non capisci quando ti parlo? Oppure non bevi il vino…
  • No, Prete – disse un tale dal fondo del locale – non è questo. Voi che siete un uomo di chiesa forse non conoscete certe usanze ma dovete sapere che è presto per Clelia. Intendo dire che la ragazza, beve il vino, ma un po’ più tardi, quando comincia a far buio.
    Padre Solinas restò perplesso e rispose:
  • Se beve più tardi nulla le impedisce di bere un bicchiere alla mia salute…
  • Voi, Prete, non dovreste…- Disse l’uomo che nel frattempo si era alzato e si era avvicinato al religioso.
  • Cosa non dovrei… - replicò spazientito Solinas ma subito s’interruppe notando come tutti stessero ridendo. E anche Clelia rideva con certe fossettine sulle guance rosse, che faticava per non darlo a vedere.
    L’uomo ora si curvò sul religioso per parlargli all’orecchio.
  • La ragazza, Prete, quando qualcuno le offre da bere, significa che è impegnata…
  • Uh! – esclamò Padre Solinas – Che strane abitudini…
  • Insomma Prete non ci vuol molto a capire che qui, Clelia, oltre a servire, pratica il mestiere…
    Padre Solinas restò a bocca aperta con il cucchiaio pieno di carne a mezz’aria, tanta fu la sorpresa.
  • Volete dire – replicò all’uomo – che una tale giovinetta così bella e leggiadra…- e non terminò la frase
    L’uomo accennò di sì con la testa.
  • Ma questo è un delitto inaudito – sbottò il religioso. – Come può essere? Non ha genitori la ragazza?
    Nessuno rispose. All’esclamazione di Solinas si era fatto silenzio nel locale.
  • Che succede? – Urlò l’ostessa dalla cucina che aveva intuito che qualche cosa doveva essere accaduto.
    Clelia si alzò di scatto e fuggì dalla padrona.
    Di lì si udì chiaramente come l’ostessa la stesse rimproverando aspramente e forse anche con l’aggiunta di un buffetto.
  • Povera bambina…- mormorò Solinas. E poi rivolto all’uomo che gli aveva parlato - Non si può far nulla per lei?
    Quello alzò le spalle e con le mani fece un gesto come a dire che non si poteva.
    Padre Solinas allontanò il piatto. Non aveva più appetito.
  • Vorrei prendere un po’ di riposo adesso – disse all’ostessa che era venuta per ritirare il piatto e liberare il tavolo – avete un letto?
  • Non ci sarebbe – mentì la donna – ma per sua Eccellenza troverò comunque una soluzione. Vi presto la mia camera. Potrete restarci fino a stasera, se volete.
    Certo, costa più di un’altra qualsiasi, ma potete ben capire, credo.
    Padre Solinas assentì e si alzò per raggiungere la camera.
    L’ostessa lo accompagnò.
  • Ecco vedete – disse, appena furono arrivati, ci sono tutti i comodi necessari, fate come foste a casa vostra e se avete bisogno, chiamate senza timore. Sono al vostro servizio – concluse la donna visibilmente soddisfatta.
    Appena se ne fu andata, Padre Solinas si sedette sul letto. Si sentiva stanco e al pensiero di dover affrontare il cammino prima di sera, provò una sensazione di scoramento.
  • Posso farcela – si disse – è solo questione di allenamento. Dopo un paio di giorni non sentirò più la fatica…
    Così dicendo si distese.
    Era sul punto di addormentarsi placidamente assaporando il gusto di un sonno ristoratore quando fu risvegliato da un rumore. Qualcuno stava evidentemente cercando di aprire la maniglia della porta.
  • Chi è là – urlò il prete. (continua)
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