#285 - 8 maggio 2021
AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo numero resterà  in rete fino alla mezzanotte di venerdi 24 settmbre, quando lascerà  il posto al numero 292. - BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi un po di SATIRA: Il Paradiso lo preferisco per il clima, l'Inferno per la compagnia (M. Twain) - Quando le cose non funzionano in camera da letto, non funzionano neanche in soggiorno (W.H. Masters) - L'intelligente parla poco, l'ignorante parla a vanvera, il fesso parla sempre (A: De Curtis) - Il sesso senza amore è un'esperienza vuota, ma tra le esperienze vuote è la migliore (W. Allen) - Per alcune cose ci vuole tanta pazienza, per tutte le altre c'è la gastrite (L. Limbus) - Non avere un pensiero e saperlo esprimere: è questo che fa di un uomo, un giornalista (K. Kraus) - Le banche ti prestano denaro, se puoi dimostrare di non averne bisogno (B. Hope) -
Televisione

Televisore, gioia e dolore

Zapping

Frammenti semiseri di cronaca televisiva

di Luigi Capano

La TV è sempre più in balia dei cosiddetti talkshow, seguitissimi dal pubblico a casa, evidentemente, considerando che il loro numero aumenta a vista d’occhio.
Molti ed eterocliti gli avvenimenti di cronaca su cui dibatte l’ibrida compagine degli opinionisti composta da politici, cantanti, attori, imprenditori, professionisti di ogni risma, senza tralasciare gli ormai familiari virologi, dato che il vetusto covid ancora non ci molla.

Un gioielliere uccide due rapinatori e viene indagato: si scatena il dibattito tra coloro che approvano e coloro che riprovano. Ci uniamo crudamente e senza ambagi - non lesiniamo, di tanto in tanto, la partigianeria - al laconico Vittorio Feltri, direttore editoriale di Libero: “Di questi, è sempre meglio vederne due di meno in circolazione”.

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Si questiona, a colpi d’ascia e di fioretto, sul disegno di legge Zan e sulle esternazioni pubbliche, alla festa del 1 maggio, dell’istoriato Fedez, il cantante rap che vanta milioni di follower sui social network. Questi anglicismi che costellano, a tratti, la nostra prosa, purtroppo inevitabili, ci richiamano alla memoria, simpaticamente ci sembra, certo irenismo linguistico da vecchi emigranti con la valigia di cartone. La legge Zan, dicevamo, divide e affratella, insinuando in molti il sospetto che voglia mirare proditoriamente a imporre la vecchia e fantasiosa ideologia di genere, rampollo epigonale della Welt-Bild postmoderna.

Ci si accapiglia e ci si divide anche sull’ultima puntata del varietà di Canale 5, “Felicissima Sera”, condotto dal duo comico Pio e Amedeo i quali hanno pensato bene di concludere in bellezza con un pezzo infarcito di parole “vietate”, come “negro” e “frocio”, satireggiando su certe forme di censura lessicale alla moda. Che ci sono sempre state in verità, aggiungiamo: basti pensare, per esempio, alla messa al bando delle parole straniere durante il periodo fascista. O tempora, o mores! Nonostante il pandemonio scatenato dall’originale trovata, i due comici non si sono scusati: finalmente qualcuno che non ne vuol sapere di chiedere scusa! La “scusite” è una malattia endemica tipica dei nostri tempi: c’è perfino chi si scusa, dopo secoli, a nome di altri che magari non avrebbero avuto alcuna voglia di scusarsi. Complimenti a Pio e Amedeo!

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In conclusione, vogliamo ricordare la grande cantante Milva che, proprio in questi giorni, se n’è andata dopo una lunga malattia provocata, come ha lei stessa ha raccontato a Massimo Giletti in un’intervista del 2010 (reperita su youtube), da un abuso di farmaci. Di lei ricordiamo il repertorio colto raffinato e una voce misurata e sensuale che abbiamo spesso preferito al vocalismo barocco della presunta rivale Mina.

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