#284 - 24 aprile 2021
AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo numero resterà  in rete fino alla mezzanotte di venerdi 24 settmbre, quando lascerà  il posto al numero 292. - BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi un po di SATIRA: Il Paradiso lo preferisco per il clima, l'Inferno per la compagnia (M. Twain) - Quando le cose non funzionano in camera da letto, non funzionano neanche in soggiorno (W.H. Masters) - L'intelligente parla poco, l'ignorante parla a vanvera, il fesso parla sempre (A: De Curtis) - Il sesso senza amore è un'esperienza vuota, ma tra le esperienze vuote è la migliore (W. Allen) - Per alcune cose ci vuole tanta pazienza, per tutte le altre c'è la gastrite (L. Limbus) - Non avere un pensiero e saperlo esprimere: è questo che fa di un uomo, un giornalista (K. Kraus) - Le banche ti prestano denaro, se puoi dimostrare di non averne bisogno (B. Hope) -
Racconto

...Son brandelli di favole volanti

piccola favola farsesca o...piccola farsa favolesca!?

di Ruggero Scarponi

Siamo al mese di agosto.
Finalmente!
Sono arrivate le vacanze.
Tutti si stanno preparando a partire per il mare o la montagna, per godersi qualche settimana di meritato riposo.
Tutti?
No!
A casa è rimasto un signore un poco originale, è il Professor Pasticcionis, docente di “Questo e Quello” all’Università di Vattelapesca di sopra e di sotto.
Non vedeva l’ora che arrivasse il fatidico momento.
Il momento in cui la moglie e i tre adorati pargoletti partono per le vacanze!
Insomma sgombrano il campo!
Il Professor Pasticcionis appena salutata la famiglia si chiude in casa a fare quello che più gli piace:
Gli esperimenti e le invenzioni.
Da solo può disporre senza limiti, del laboratorio, che poi sarebbe la cucina, e lavorare senza fastidiose interruzioni al suo più importante progetto: il razzo “intercontinencostale” a energia “quel che ti pare”.
Ah! Sapeste quanto ci ha lavorato il povero Pasticcionis. Ha dovuto fare non so quanti disegni per progettare un razzo rivoluzionario ed ora muore dalla voglia di collaudarlo.
Subito si mette al lavoro. Prima però, sapendo di essere un po’ pasticcione, indossa una bella parannanza, perché con i razzi non si sa mai. Poi sistema una specie di grosso tubo sul tavolo della cucina, anzi, no, sul lavello, con il muso bello a punta in direzione della finestra (questo sarebbe il razzo). Eh eh! Gongola il Professore. Ora vedrete, vedrete che invenzione mirabolante! E qui comincia la fase più interessante. Il riempimento del razzo con il combustibile.

Pasticcionis ha proprio pensato a tutto. Apre un piccolo sportello in un dato punto del tubo che poi sarebbe il serbatoio e comincia a riempirlo con il famoso combustibile “quel che ti pare”. A lui, per esempio, “pare” che una buona combinazione energetica sia la seguente: Un bel chilogrammo di fagioli stufati in umido e poi chili su chili di broccoletti, cavoli, cipolle e rape acide…ma non è finita qui, eh! Non vogliamo aggiungerci qualche altra cosa bella energetica, eh? E allora giù con le costine di maiale e con il miele d’acacia e poi la pancetta tesa e arrotolata con il burro d’arachidi e poi ancora salsicce di carne e di fegato e…basta, basta, non c’entra più niente. E adesso? Adesso, niente, basta attendere che la natura faccia il suo corso. Perché, vedete, tutte quelle cose mescolate insieme in una specie di pentola a chiusura ermetica, dopo un po’ cominciano a fermentare! E fermenta che ti fermenta, dopo un’ora, dopo due ore, dopo tre ore, si è formato un gas, ma un gas così potente che il povero razzo comincia ad agitarsi, a sobbollire, a tremare, mentre dentro, tutto si è messo a brontolare, a friggere, a scoppiettare, finché il povero razzo non ne può proprio più, non ce la fa a trattenersi! E con un botto da ricordarselo, fa saltare il tappo in fondo al tubo e con una fiammata degna di un drago e un fumo denso, verde e puzzolente, schizza veloce fuori dalla finestra lasciando il povero Professor Pasticcionis tutto unto di…meglio non dire cosa, in mezzo alla cucina completamente devastata.

Ah, che bella invenzione! fa appena in tempo a dire il buon Professore mentre osserva orgoglioso la sua creatura solcare il cielo cittadino diretto verso il sole. Oh! Ma che succede, il razzo comincia a zigzagare, perde quota, precipita! Ah! Si schianta.
Aiuto! Grida il professore, è una catastrofe. Anni e anni di studi buttati!
Ma ancora non ha fatto in tempo a disperarsi a dovere che tutta la città viene scossa da un boato infernale.
Ma che dico boato, da un botto, ma che dico botto, da un “bottone” talmente grande che nemmeno tutti i botti di capodanno messi insieme farebbero tanto rumore.
In un istante tutto il cielo si copre di strane cose simili a disegni, ombre, figure.
Oddio, grida una signora, riconoscendo la sagoma di Pollicino su nel cielo, bianca come una nuvola.
Oddio! Mi sa che è esploso il deposito delle favole, grida qualcun altro.
Oddio! Gli fa eco Pasticcionis. È una catastrofe. Mi sa che è colpa del razzo che ci è caduto sopra.
Se si viene a sapere che sono stato io a lanciarlo…
Meglio tagliare la corda. Ora vado subito a raggiungere moglie e figli al mare e chi s’è visto s’è visto!

E il buon Pasticcionis si toglie di mezzo lasciando la città tutta sossopra per quel putiferio che da screanzato ha provocato con la sua folle invenzione. E non è la prima volta che combina disastri. Vogliamo parlarne? Che dire di quando si era messo in testa d’inventare il super cannone?
Fabbricò un cannone con una canna talmente lunga, si parla di chilometri che il proiettile non ce la faceva neanche a uscire per l’eccessiva distanza e poi tornava indietro per esplodere dalla parte sbagliata. E meno male che l’artigliere non si è fidato di Pasticcionis e dopo aver fatto fuoco è corso subito a nascondersi al riparo da qualche parte altrimenti…Oppure di quell’altra invenzione assurda, la macchinetta dell’eco poliglotta, una macchinetta che traduceva le parole che i turisti gridavano sulla valle dell’eco. Solo che qualcosa era andato storto e la macchinetta invece di tradurre prendeva tutti a mali parole, Santodio…

Certo però, bisogna dirlo, a vedere il cielo percorso da tutte quelle strane figure che fanno capolino dalle nuvole, che scivolano soavi sull’arcobaleno, che volteggiano come piume sopra la cima degli alberi, si, insomma, è anche bello. Vedere poi tutti quei bambini che rincorrono le sagome come fossero aquiloni. Quante grida! Quanti sorrisi, è quasi una festa.
Però stasera chi leggerà le favole?
Le favole sono esplose!
La nonnina non potrà leggere la solita favola ai nipoti. La mamma o il papà non potranno farlo con i loro figlioli, La sorella maggiore non potrà leggerla al fratellino di quattro anni e la piccola di tre anni non potrà raccontarla a Maribel la sua bellissima bambola che a sua volta non potrà far addormentare Scipione, il grosso gatto di casa, con la favola che più gli piace, quella del: Gatto con gli stivali.
E allora? Che si può fare?
(Si cercano volontari per rimettere insieme i brandelli di favole che volteggiano in cielo. Chi lo desidera può partecipare…Ah! Dimenticavo, procuratevi un retino da farfalle, può essere utile!)

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