#282 - 20 marzo 2021
AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo numero resterà  in rete fino alla mezzanotte di venerdi 23 aprile, quando lascerà  il posto al numero 284. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi un po' di SATIRA - Nasciamo nudi, umidicci ed affamati. Poi le cose peggiorano - Chi non sà ridere non è una persona seria (P. Caruso) - l'amore è la risposta ma mentre aspettate la risposta, il sesso può suggerire delle ottime domande (W. Allen) - Ci sono persone che si sposano per un colpo di fulmine ed altre che rimangono single per un colpo di genio - Un giorno senza una risata è un giorno sprecato C. Chaplin) - "Il tempo aggiusta ogni cosa" Si sbrigasse non sono mica immortale! (F. Collettini) - Non muoverti, voglio dimenticarti proprio come sei (H. Youngman) - La differenza tra genialità  e stupidità è che la genialità ha i suoi limiti (A. Einstein). -
Musica

Il Covid 19 ha offerto l'occasione di ascoltare musica lirica e concertistica
Radio e TV, Piattaforme da ogni dove hanno raggiunto le case di molti
Ddsideriamo prendera piacevolmente atto di questo inaspettato risveglio
dedicando un ricordo ad una grande interprete che ci ha lasciato di recente

La Mirellina (senza) Freni

di Roberto Bonsi

Entriamo per qualche attimo nel mondo dorato ed affascinante del “firmamento” del “Belcanto” per eccellenza, un grande dono che l’Italia ha fatto a sé stessa ed anche al mondo intero.
Vi parliamo della musica lirica od ancor meglio di una “grande” sua rappresentante, un’ interprete nostrana che ha fatto sempre da “portabandiera” ovunque l’hanno chiamata, per eseguire con la sua innata bravura, le “arie” e le opere dei nostri maggiori librettisti e compositori.
Intendiamo qui fare un doveroso ricordo... un “ritaglio” di Mirella Freni, un’emiliana “purosangue”, essendo nata in quel di Modena il 27 febbraio 1935 e lì deceduta il 9 febbraio 2020. Il suo vero cognome era in realtà Fregni, e lei è stata una soprano attivissima dagli anni ’50 fino ai giorni nostri, questo anche se negli ultimi anni si era ritirata dai palcoscenici per allevare dei nuovi “pulcini” di questa nobile arte.

La Mirellina (senza) Freni

Perché Mirellina?. Questo è il vezzeggiativo che usava nei suoi confronti il “Grande” direttore d’orchestra Herbert von Karaian, che ebbe modo di dirigere la Freni. Lei stessa scrisse una lunga lettera al suo venerato maestro, un messaggio che fu poi pubblicato sul periodico: “Musica viva”, che fu fondato dal noto musicologo Lorenzo Arruga, questo nell’’estate del 1985, ed eccone qui l’ “incipit”, poi andate su “Wikipedia” e leggerlo con viva attenzione, ne vale davvero la pena, ampliando così una più marcata conoscenza di due personaggi così straordinari. “Il Maestro Karaian è uno che non parla tanto di sé, ed è anche molto difficile parlare di lui. Io non ci riuscirò, eppure mi sembra che sia così facile conoscerlo, che sia impossibile anzi non conoscerlo, attraverso la musica.”.

La Freni è stata sposata con il Maestro concertatore Leone Magiera, ed i due ebbero nel 1956 una figlia, battezzata con il nome di Micaela, proprio come il nome di un personaggio di una celebre opera che la stessa Freni interpretò. Oggi Micaela, che è laureata in Legge, e che è stata un avvocato del Foro di Modena, svolge l’attività di mediatore familiare sistemico. Nel 2018 la Magiera ha dato alle stampe un suo libro, dove scrive dei genitori e della sua famiglia, nonni e parenti stretti compresi, questo per i tipi della Casa editrice sempre modenese: “Artestampa”. Si tratta di un volume di ben 230 pagine che ha vinta la seconda edizione della sezione: -“Premio della Critica- del Premio Letterario “Milano International”- ed altri premi altrettanto rilevanti.
Il titolo del libro in questione si intitola:”La bambina sotto il pianoforte (…)”.

La Mirellina (senza) Freni

Torniamo ora alla madre, interprete speciale e principale, di questo piccolo nostro omaggio. Perché scriviamo di lei, per così dire … senza freni?. Lo abbiamo fatto per far risaltare al meglio il suo essere una donna emiliana con le note ed apprezzate caratteristiche che contraddistinguono le donne di questa terra così “Magica” che tra parentesi ha dato tanti bei nomi alla lirica ed alla canzonetta, e ad altri campi ragguardevoli dello scibile umano. Mirella è stata una donna, una come tante, anche al di là del suo brillante e non facile mestiere, colmo di ampie gioie ma anche di numerose incognite. Forte, indomita e resiliente, e con una volontà ferrea e determinata, ha caparbiamente voluto sin dalla giovane età diventare un’assoluta protagonista di quel mondo che poi ha … “abbracciato” per intero.

Ora il Teatro comunale della sua città, pur sempre dedicato all’altro illustre suo concittadino, il non dimenticato Luciano Pavarotti, è dedicato anche alla Freni. Ah!. Una curiosità!. “Big Luciano” e la Freni, che già si conoscevano con le rispettive famiglie, e che anche hanno diverse volte lavorato assieme, sono stati, come si suol dire, anche “fratelli di latte”, in quanto le loro genitrici li hanno portati a balia dalla stessa donna, e le madri in questione sono state anche colleghe di lavoro presso la locale “Manifattura Tabacchi”.
La prima persona che notò le qualità artistico- canore di Mirella fu lo zio materno Dante. E fu il “Grande” tenore Beniamino Gigli, che dopo un’audizione privata la spronò a continuare a studiare. Ancor giovanissima, e quindi da “bambina prodigio” , partecipò ad concorso EIAR (Il nome che aveva la “RAI RadioTelevisioneItaliana” di quel tempo), interpretando: “Un bel dì vedremo”, la celeberrima “aria” tratta dalla “Madama Butterfly” di Giacomo Puccini.

La Mirellina (senza) Freni

Il suo debutto ufficiale avvenne il 3 febbraio 1955 sempre al Comunale di Modena, interpretando per l’appunto il personaggio di *Micaela* nella “Carmen” di Bizet... “Globetrotter” per natura, ha calcato i palcoscenici di ogni dove nel mondo, come ad esempio l’ “Opera di stato” di Vienna, il “Covent Garden” di Londra, il “Teatro Regio” di Torino, il “Metropolitan” di New York, l’ “Opera” di Tokio, e naturalmente il “Teatro alla Scala” di Milano, chiudendo poi la sua carriera nel 2005 in quel di Washington D.C. Desdemona nell’ “Otello di Verdi, Griselda nell’omonima opera di Domenico Scarlatti, Violetta, Elisabetta di Valois e Nannetta in altrre opere verdiane, Liù nella “Turandot” di Puccini, Zerlina nel “Don Giovanni” di Mozart, Nedda* ne “I Pagliacci” di Ruggero Leoncavallo, e tanti altri ancora. Notevoli sono state anche le sue incisioni discografiche. Finito il matrimonio con il Maestro Leone Magiera, la Freni si accompagnò poi al il basso bulgaro Nicolai Ghiaurov**, scomparso nel 2004. In morte di Mirella Freni, il suo ex-marito ebbe a scrivere: -“ Si è spenta da qualche ora Mirella Freni, uno dei più importanti soprani del ‘900. E’ stata mia moglie per più di venti anni e insieme abbiamo cresciuto nostra figlia Micaela … Ciao Mirella!!!”- (…).
Personalmente non ho avuto il piacere di fare la tua conoscenza, eppure tu, cara Mirella (e scusami il tono confidenziale), ma da buona emiliano/romagnola come il sottoscritto, per forza di cose, i nostri valori sono abbastanza comuni, come figli autentici di questa terra così prodiga, e te lo menziona un umile scrivano.

La Mirellina (senza) Freni

La Freni ha davvero “stregata” una intera generazione di “melomani” incalliti. Un piccolo aneddoto su di lei: alla giovanissima di cinque anni, se la radio faceva ascoltare un’opera, Mirellina smetteva subito di giocare per accostarsi al mezzo in questione e fermarsi in direzione di quest’ultimo, quasi come … rapita. Che dire???. E’ uscita dalla … scena della vita un’interprete magistrale di un modo di fare cultura e spettacolo davvero grandioso, ma rimane il vivo ricordo anche per le generazioni future, del mirabile … “solco” che ci ha lasciato, vera testimone di una tangibile realtà, e voltando pagina, Mirella Freni rimarrà per sempre nel già ricco ”archivio” dei nostri cuori e delle nostre menti. Il suo gran debutto scaligero avvenne il 17 dicembre 1964, e qui tra i tanti estimatori ebbe il plauso del tenore Franco Corelli, del mezzosoprano Fiorenza Cossotto, della soprano ferrarese, l’indimenticabile Mafalda Favero, di Luciano ed Adua Pavarotti, della “grande” Maria Callas, del Sovritendente Antonio Ghiringhelli e di molti altri ancora. Ora Mirella Freni sta volando alta nell’etere insieme alla sua magnifica voce ed alla musica che l’ha cosi autorevolmente accompagnata.

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